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Una storia di amore e di tenebra

Una storia di amore e di tenebra

di Amos Oz


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  • Editore: Feltrinelli
  • Collana: Universale economica
  • Traduttore: Loewenthal E.
  • Data di Pubblicazione: giugno 2008
  • EAN: 9788807818578
  • ISBN: 8807818574
  • Pagine: 627
  • Formato: brossura

Trama del libro

Amore e tenebra sono due delle forze che agiscono in questo libro, un'autobiografia in forma di romanzo, un'opera letteraria che comprende le origini della famiglia di Oz, la storia della sua infanzia e giovinezza a Gerusalemme e poi nel kibbutz di Hulda, l'esistenza tragica dei suoi genitori, e una descrizione epica della Gerusalemme di quegli anni, di Tel Aviv che ne è il contrasto, della vita in kibbutz, negli anni trenta, quaranta e cinquanta. La narrazione si muove avanti e indietro nel tempo, ricostruendo in 120 anni di storia familiare una saga che vede protagonisti quattro generazioni di sognatori, uomini d'affari falliti e poeti egocentrici, riformatori del mondo, impenitenti donnaioli e pecore nere.

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Voto medio del prodotto:  4.5 (4.5 di 5 su 15 recensioni)

4.0Una bella occasione di lettura, 14-05-2012
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Bello, c'è un non so che di tristezza che permea tutto il racconto, ma davvero Amos Oz non si è risparmiato nulla in questa sua autobiografia. Scava negli abissi della sua memoria, portando allo scoperto ricordi di cui, dice lui, non ha mai parlato nemmeno alla sua famiglia. E si sente, che c'è tutto se stesso, oltre a una mirabile disamina della situazione israeliana.
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5.0Amore e tenebre di un paese, di una famiglia, 23-03-2012, ritenuta utile da 4 utenti su 4
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Difficile commentare questo libro (ma impossibile non farlo) , che racchiude un piccolo universo al suo interno, e che cresce, cresce e non smette mai di acquisire significato man mano che sale il numero delle pagine lette.
Le prime cento, c'è da dire, sono un tormento di nomi e luoghi, personaggi e illustri letterati per me del tutto ignoti che spuntano come funghi da ogni parte e di cui Oz ci racconta dettagli ed abitudini. Una vera noia: in questa fase temo che lo detesterò questo libro così particolareggiato. Decido di non demordere, e meno male: dopo le prime 100 pagine il racconto diventa molto più interessante, finalmente Oz comincia a raccontare veramente dei suoi nonni e dei suoi genitori, della condizione degli ebrei nei paesi dell'Est, da cui loro malgrado devono scappare, e del difficile adattamento nella terra d'Israele. I personaggi diventano finalmente familiari anche a te che (ancora abbastanza stremato) leggi: la nonna fanatica di bagni bollenti, il nonno un poco dandy e rubacuori, il padre che legge 17 lingue, e quando parla sembra un libro stampato, la mamma, stanca, di cui si percepisce forte la delusione per quella vita che non la appaga, così diversa da quella che sognava. Il piccolo Amos, una simpatica e tenera canaglia piena di boria (... Ma con quel padre poteva essere diverso? ) , strappa sorrisi accondiscendenti.
Continuo ad andare avanti, e di pagina in pagina lo amo sempre di più questo libro e tutti i suoi personaggi, così vivi e coloriti... Man mano che il piccolo Amos cresce aumenta il mio affetto verso di lui: leggo emozionata della notte in cui fu proclamata l'indipendenza di Israele e sono afflitta di fronte alla descrizione della guerra che scoppiò subito dopo. A partire dalla metà del libro diventa sempre più presente il senso di quella tragedia che porterà Amos adolescente a rifiutare la sua natura di intellettuale in erba (che così tanto lo unisce ai membri della sua famiglia) e diventare un lavoratore del kibbutz, rompendo del tutto gli schemi del suo destino già tracciato.
E dopo che la tragedia si è compiuta, e che lo scrittore è riuscito a raccontarla con una lunga ma inesorabile parabola di avvicinamento, diventa strano, ma anche un onore, sapere che di quelle cose che ci sta raccontando, lì, negli ultimi capitoli del libro, lui non ne aveva mai fatto parola con nessuno, se non a grandi linee.
Una volta finito, penso che questo racconto mi abbia segnato come pochi altri. E' un distillato di tenerezza e di poesia, a volte duro e non troppo scorrevole (soprattutto all'inizio, ma bisogna abituarsi, entrare in punta di piedi dentro la storia) ma di sicuro la lettura sarebbe risultata più fluida se prima avessi scelto di cominciare dai romanzi, e poi, già affezionata all'autore, mi fossi cimentata nell'autobiografia. Farò il percorso inverso, e dai romanzi chissà che non decida prima o poi di chiudere il cerchio tornando all'autobiografia. E' probabile.
"Sua eccellenza, questa sera si è di nuovo abbassata a imbrattare di fango tutto il corridoio: evidentemente, per sua eccellenza, togliersi le scarpe sulla soglia, come ci premuriamo di fare noi popolo bue, nei giorni di pioggia, è cosa troppo disonorevole, nevvero? Solo che questa volta temo che sua eminenza sarà costretto a scendere un pochetto dal suo trono e pulire con le sue mani delicate le regali impronte. E poi converrà che vostra altezza resti chiuso per una bell'oretta da solo al chiuso in bagno così che abbia modo di riflettere sul proprio operato, meditare sui massimi sistemi e pensare ben bene alla propria condotta, per il futuro. "
(Così parla il padre di Amos a lui piccino! )
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5.0Appassionante, 07-03-2012
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Un libro meraviglioso, che riesce a raccontarecon fatica e sofferenza i sentimenti di uomini e donne. Lo stile è incredibilmente passionale, leggero e coinvolgente. Il ritmo è lento ma efficace, conferisce al libro solennità e leggerezza. Un romanzo che personalmente consiglio a chiunque. Consigliato
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4.0Appassionante, 06-03-2012
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Un romanzo che trova il prorpio punto di forza nella capacità di una scrittura brillante e piacevole di risaltare le emozioni più grandi che questo libro ci permette di provare. Amore e tenebra, due forze contrapposte eppure significative e necessarie. Un romanzo coinvolgente e mai scontato, sicuramente consigliato!
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4.0Molte verità, qualche perplessità, 17-11-2011, ritenuta utile da 48 utenti su 51
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Racconto della fanciullezza, adolescenza e prima giovinezza dello scrittore, con tanto di esordio letterario nella comunità, benedizione del suocero e del padre... E di tanti altri parenti e non, compreso il futuro Premio Nobel Agnon...
Eppure questo libro, così denso di fatti e personaggi, così pieno delle verità di una biografia scritta in nome della verità, si presta purtroppo a ripetizioni, appesantimenti e forse anche ad autocompiacimenti di dubbia necessità. Insomma, questo libro presuppone un lettore tenace, talora confonde le idee con il ritorno su brani già scritti, non aggiunge nulla alla grande lezione di Proust, di Kafka e di Henry Roth.
Ciò che contiene, rimane egualmente illuminante e il mio giudizio non è espresso con l'intenzione di scoraggiare i lettori, anzi è un testo indispensabile per gli appassionati di Oz. Ma si sa, questa letteratura dell'interiorità e della formazione richiede le sue attenzioni.
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