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Splendore

Splendore

di Margaret Mazzantini


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Trama del libro

Margaret Mazzantini torna in libreria con un nuovo, commovente romanzo dal titolo Splendore. La scrittrice, nata a Dublino ma di nazionalità italiana, continua a proporre una prosa delicata e al tempo stesso estremamente toccante a causa delle tematiche, difficili, attuali e spesso drammatiche da lei scelte. La scrittrice, con il suo romanzo Non ti muovere (2001) aveva raccontato l’angoscia e la depressione che seguono la perdita di una persona cara e la forza guaritrice dell’amore. Con Zorro, un eremita sul marciapiede (2004), ha fatto riflettere sulle scelte di vita individuali e sul significato dell’esistenza. Con il romanzo dal titolo Venuto al mondo (2008), ha raccontato una storia di amicizia e amore sul cui sfondo scorrevano le immagini della guerra dei Balcani. Con Venuto al mondo (2011) Margaret Mazzantini ha affrontato i temi del rapporto di coppia e dell’anoressia. Il suo ultimo lavoro, prima di Splendore, è stato Mare al mattino (2011), una storia di immigrazione, speranza e disperazione. Con Splendore, Margaret Mazzantini racconta una vicenda umana estremamente reale, una storia che sottende i dubbi e le insicurezze della società.

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Voto medio del prodotto:  1.0 (1 di 5 su 1 recensione)

1.0Terribile, 27-12-2015
di - leggi tutte le sue recensioni
Non comprarlo. Davvero, dico sul serio. È triste, ma non di quella tristezza letteraria che rende grandi e nobili le storie; no, questo libro è di una tristezza ridicola, parossistica, incredibilmente confinata e strizzata nel recinto del solito, vecchio muffito ritornello (che non posso esplicitare in quanto svelato nel finale) che sembra comparire sempre quando si parla di amore omosessuale. L'ho finito con rabbia perché la Mazzantini avrebbe potuto sfruttare qui la rara potenzialità di raccontare qualcosa di grande, di nuovo, fuori dai confini del sentito dire, oltre quella condanna all'infelicità che queste storie d'amore sembrano portarsi addosso come uno stigma, ma ha preferito accatastare banalità, dimostrando una superficialità nel trattare l'argomento che mi lascia delusa e soprattutto indignata. Atroce.
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