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Come sopravvivere allo sviluppo. Dalla decolonizzazione dell'immaginario economico alla costruzione di una società alternativa

Come sopravvivere allo sviluppo. Dalla decolonizzazione dell'immaginario economico alla costruzione di una società alternativa

di Serge Latouche


  • Editore: Bollati Boringhieri
  • Collana: Temi
  • Traduttore: Grillenzoni F.
  • Data di Pubblicazione: ottobre 2005
  • EAN: 9788833916231
  • ISBN: 8833916235
  • Pagine: 105
  • Formato: brossura
2° in Studi sullo sviluppo
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Descrizione del libro

Secondo Latouche, bisogna mettere in discussione i concetti di crescita, povertà, bisogni fondamentali, tenore di vita e decostruire il nostro immaginario economico, che è ciò che affligge l'occidentalizzazione e la mondializzazione. Non si tratta ovviamente di proporre un impossibile ritorno al passato, ma di pensare a forme di un'alternativa allo sviluppo: in particolare la decrescita condivisa e il localismo. Serge Latouche è professore emerito di Scienze economiche all'Università di Paris-Sud. Specialista dei rapporti economici e culturali Nord-Sud e dell'epistemologia delle scienze sociali, è autore di numerose opere.

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Voto medio del prodotto:  4 (4.3 di 5 su 3 recensioni)

4Interessante punto di vista, 28-04-2012
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La teoria della decrescita: come si evolve, e perché. Latouche a volte sembra eccessivamente integralista, ma la sua opera è estremamente interessante, soprattutto se confrontata a quella di tanti economisti che si sforzano per trovare una via di "sviluppo". Latouche dichiara guerra non solo alle teorie dello sviluppo, ma al concetto medesimo. Questa è la sua grandezza. E la sua utopia. Ma le sue riflessioni sono convincenti e affascinanti.
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4il grande inganno dello sviluppo, 23-08-2010
di - leggi tutte le sue recensioni
Latouche critica il concetto di sviluppo, che con la promessa di emancipare dalla povertà i popoli del Terzo Mondo, in realtà li obbliga a conformarsi agli standard occidentali, improntati al profitto e al mercato, senza considerare la validità delle loro tradizioni e dei loro saperi. Spesso, dopo tali invasivi e ciechi interventi esterni, invece di andare incontro a un miglioramento, le loro condizioni di vita vanno peggiorando...
Efficace ed esemplificativa è questa citazione dalla conclusione del saggio: I popoli oppressi aspirano se possibile a vivere «bene». Bene non è necessariamente di più o meglio. Cioè vivere nella dignità, secondo i propri valori, le proprie regole e le proprie scelte culturali, senza essere intrappolati e stritolati dalla e nella corsa all’aumento del Pil. In fin dei conti non è la stessa aspirazione della gente comune del Nord?
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5 Realtà o utopia?, 20-01-2007, ritenuta utile da 2 utenti su 2
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Latouche è illuminante nelle sue analisi in campo economico, con il pregio di essere anche piuttosto sintetico e scorrevole. La "società della descrescita" da lui proposta (che tra l'altro relega il lavoro in uno spazio marginale della vita quotidiana..)è una grossa provocazione sopratutto oggi, ma resta sempre un dubbio: è davvero realizzabile tutto questo? E come? Comunque, consiglio a tutti quetso libro perchè sono poche pagine che possono davvero dare una svolta al modo di leggere e vivere a realtà.
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