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La solitudine dei numeri primi

La solitudine dei numeri primi

di Paolo Giordano


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Alice è una bambina obbligata dal padre a frequentare la scuola di sci. È una mattina di nebbia fitta, lei non ha voglia, il latte della colazione le pesa sullo stomaco. Persa nella nebbia, staccata dai compagni, se la fa addosso. Umiliata, cerca di scendere, ma finisce fuori pista spezzandosi una gamba. Resta sola, incapace di muoversi, al fondo di un canale innevato, a domandarsi se i lupi ci sono anche in inverno. Mattia è un bambino molto intelligente, ma ha una gemella, Michela, ritardata. La presenza di Michela umilia Mattia di fronte ai suoi coetanei e per questo, la prima volta che un compagno di classe li invita entrambi alla sua festa, Mattia abbandona Michela nel parco, con la promessa che tornerà presto da lei. Questi due episodi iniziali, con le loro conseguenze irreversibili, saranno il marchio impresso a fuoco nelle vite di Alice e Mattia, adolescenti, giovani e infine adulti. Le loro esistenze si incroceranno, e si scopriranno strettamente uniti, eppure invincibilmente divisi. Come quei numeri speciali, che i matematici chiamano "primi gemelli": due numeri primi vicini ma mai abbastanza per toccarsi davvero. Un romanzo d'esordio che alterna momenti di durezza e spietata tensione a scene rarefatte e di trattenuta emozione, di sconsolata tenerezza e di tenace speranza.

Note su Paolo Giordano

Paolo Giordano è nato il 19 dicembre 1982 a Torino. Dopo il diploma scientifico, conseguito nel 2001 presso il Liceo Gino Segré di Torino, si iscrive alla facoltà di Fisica dell'Università di Torino, dove ottiene la laurea specialistica nell'anno accademico 2005/2006. Il suo romanzo "La solitudine dei numeri primi", pubblicato nel 2008, è stato in quell’anno il libro più venduto in Italia, con più di un milione di copie. Il romanzo, tradotto in diversi paesi, ha vinto il premio Campiello Opera Prima, il Premio Fiesole Narrativa Under 40, il Premio letterario Merck Serono e il Premio Strega. A soli 26 anni è il più giovane scrittore ad aver vinto il Premio strega. "La solitudine dei numeri primi" è stato trasposto sul grande schermo nel 2010, in un film diretto da Saverio Costanzo. Paolo Giordano vive a Torino, dove nel 2010 ha conseguito il dottorato di ricerca in Fisica Teorica.



 

I libri più venduti di Paolo Giordano:

Voto medio del prodotto:  3.0 (3.2 di 5 su 433 recensioni)

4.0Bel libro, 25-02-2017
di - leggi tutte le sue recensioni
Il libro è ben scritto, con uno stile fluido e una trama interessante, che si sviluppa su due piani paralleli che finiscono con l'intrecciarsi tra loro, pur rimanendo in qualche modo separati. Tocca argomenti importanti e delicati, senza scendere mai nella banalità. Ho amato il finale semi-aperto, a differenza di tanti altri che criticano il libro proprio per questo aspetto. Decisamente consigliato.
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3.0Triste..., 23-02-2017
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L'ho trovato un po' triste. Alice e Mattia sono due ragazzi accomunati da un tragico passato che li ha condizionati, isolandoli dai rapporti sociali: sono come due numeri primi, simili ma allo stesso tempo diversi e soli. Anche il finale mi è parso molto triste, ma allo stesso tempo mi è sembrato il più adatto per questo libro.
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4.0Una sorpresa piacevole, 21-02-2017
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Nulla a che vedere con il film, che ho trovato noioso e lento. Questo romanzo, inevitabilmente struggente, scritto da Paolo Giordano che in queste pagine è assolutamente brillante, è uno dei più bei libri degli ultimi decenni.
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4.0Bellissimo, 11-02-2017
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La storia di due numeri primi, ossia due ragazzi (poi adulti) immersi in una solitudine completa e incapaci di relazionarsi con il mondo. È un libro commovente e profondo, fa riflettere sui dissidi della società moderna.
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3.0Dubbiosa, 30-01-2017
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Il libro è sicuramente coinvolgente e ben scritto. L'ho letto d'estate e forse non era la stagione giusta. La lettura mi è risultata un po' pesante. Ancora non ho ben capito la fine, ma non si è meritato la rilettura per comprenderlo meglio.
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5.0Stupendo, 22-07-2015
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Mattia e Alice sono due adolescenti che convivono con due diversi drammi interiori. Dei tragici avvenimenti vissuti nell'infanzia hanno condizionato il loro carattere. I due si incontrano e si legano, quasi per caso, per gioco. Indissolubilmente. Un legame saldo e potente, ma a tratti ambiguo, che tuttavia funziona e porta fuori entrambi dall'isolamento sociale. Non abbastanza però, probabilmente perché nessuno dei due è davvero in grado di coltivarlo appieno. Ad un certo punto le loro strade si dividono, ma è come se non si fossero mai abbandonati davvero.
La storia è struggente, solo apparentemente irrisolta. Finalmente un libro che merita di essere letto.
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3.0Carino, 19-03-2015
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Il primo libro scritto da Paolo Giordano è divenuto uno dei libri più venduti e più pubblicizzati, tanto che ne hanno anche tratto un film. Al centro della storia ci sono Alice e Matteo, entrambi "numeri primi", numeri che sono destinati a non toccarsi mai. Nell'infanzia di entrambi c'è stato un episodio che ha segnato profondamente la loro vita. I loro destini si incrociano e i due scoprono di avere molte, moltissime cose in comune, si sentono strettamente uniti anche se molto diversi tra loro, ma la loro non è una storia a lieto fine perché, appunto, vivono nella loro solitudine. Un libro carino, anche se molto triste.
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1.0Banale, 04-02-2015
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Racconto molto banale, sopravvalutato dalla critica. Si legge bene, la scrittura è scorrevole, ma la trama non ha nulla di emozionante e accattivante. È la solita storia in cui si vogliono mettere in evidenza le disgrazie, la malattia e il senso di inadeguatezza e farli diventare protagonisti, senza che ce ne sia bisogno. Non credo nell'esaltazione dei "numeri primi": purtroppo queste sono storie comuni, importanti nella loro individualità ma che esistono in ogni città e in molte famiglie. Non capisco l'esaltazione di queste situazioni!
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5.0Bellissimo!, 22-12-2014
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Il libro si apre con 2 adolescenti che subiscono uno shock: il primo, Mattia, perde il fratello down mentre la seconda, Alice, si spezza una gamba irreparabilmente. I protagonisti da quel momento in poi si sentiranno sempre diversi dai coetanei, finendo in uno stato di profondo isolamento.
Per tutto il libro cercheranno di rientrare nella normalità, senza però riuscirci. Bellissimo l'incontro tra i due, che avviene in una scuola e per caso. La loro timidezza, però, sarà dannosa anche per il loro amore: non voglio, però, anticipare altro! Consiglio vivamente la lettura di questo libro, uno dei più belli che io abbia mai letto.
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4.0Insospettabile, 06-11-2014
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Molto maneggevole in questa nuova veste editoriale, la lettura è decisamente scorrevole nonostante l'autore si concentri su temi forti e attuali.
Grazie alla sua trama accattivante il libro mi ha trasportata senza paura nella vita del protagonista che, mostrando al lettore il mondo dal proprio punto di vista, fa capire come alcuni aspetti della vita possano essere considerati con più leggerezza. Senza mai pronunciare il nome della malattia di Mattia infatti, la realtà descritta nel romanzo viene filtrata proprio da quest'ultima. Un racconto sensazionale dal finale insospettabile.
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4.0Bellissimo e straziante, 28-06-2014
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Ho adorato questo libro, non tanto per il modo in cui è scritto o per la storia, ma per la narrazione quasi fotografica e per i sentimenti che trasmette. Mattia e Alice sono due ragazzi timidi, introversi, entrambi segnati da un evento traumatico del loro passato. Alice, infatti, per evitare un'umiliazione pubblica cade con gli sci e si rompe una gamba, rimanendo zoppa per tutta la vita. Mattia, invece, ha una sorella gemella, Michela, e proprio non tollera di doverla portare ovunque con sé. Così la abbandona un giorno al parco, ma di lei si perderanno le tracce...
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2.0Non particolarmente avvincente., 05-06-2014
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Non mi è piaciuto molto questo libro. Molti elementi vengono lasciati in sospeso. All'inizio è bello il fatto che le due storie separate si incontrino, ma successivamente comincia a crearsi il guazzabuglio perché l'autore riprende spesso personaggi precedenti e non racconta più niente. Il finale non può essere definito tale. Alla fine mi è venuta voglia di lasciarlo, tanto stava scadendo nel pietoso. L'unica cosa che ho amato sono i rari momenti in cui l'autore esemplifica con la fisica per esprimere i pensieri di Mattia, scelta azzeccata. Soledad e il padre sono descritti molto bene nei relativi capitoli. La figura di Alice l'ho detestata e la vicenda di Fabio, secondo me, è irrisolta.
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