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Settentrione

Settentrione

di Louis Calaferte


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Trama del libro

Louis Calaferte pubblicò per la prima volta Settentrione nel 1963. Aveva concepito il libro come un'autobiografia, una torrenziale confessione in cui aveva cercato di venire a capo non soltanto della propria vita, ma anche delle sue idee e della meccanica dei suoi impulsi e dei suoi desideri. Grande fu dunque il suo stupore e la sua delusione quando il Ministero dell'Interno francese dispose il ritiro dell'opera dal commercio per contenuto pornografico. Calaferte dovette aspettare ventuno anni per vedere ripubblicato il suo capolavoro. Nel 1984, il libro riapparve nelle librerie francesi e l'uscita fu salutata come un vero e proprio evento letterario. Philippe Sollers scrisse sul Nouvel Observateur che non era mai stato scritto "qualcosa di così forte, di così crudo e violento. E spassoso. E orribile. E forse profetico". E, in effetti, chiunque si accosti a queste pagine non può fare a meno di sentire che una profonda, oscura verità, radicata nello spirito del tempo, le attraversa.Con una prosa febbrile, che rende immediatamente comprensibile l'affermazione di Artaud secondo cui "la cultura non è nei libri, nei quadri, nelle statue e nelle danze, ma nei nervi e nella fluidità dei nervi", Calaferte ci narra del Dio che resta quando il Dio della trascendenza e delle idee, il Dio astratto della metafisica lascia questo mondo: il Sesso, la Bestia salvifica che non è altro che Dio stesso, il Dio ardente e crudele, "impenetrabile nella sua indifferenza".Spira, nella cruda, violenta, sfacciata prosa di Calaferte, la stessa urgenza che animava la scrittura di Gottfried Benn quando, rintanato tra le macerie di Berlino nel suo laboratorio di parrucchiere per signore, annunciava una nuova "problematica della poesia" fondata su una sola necessità: il corpo, e su una sola trascendenza: "la trascendenza del piacere". Il Sesso, che traspare da ogni riga di Settentrione, è la necessità che ci resta, appunto, quando ogni racconto mitico si è dissolto, come la vecchia Berlino, in cenere. Come la morte e la contestazione radicale dell'ordine sociale, esso smaschera l'ipocrisia dei rapporti sociali, mostra la Bestia che si cela dietro la "pulizia dei sentimenti", e svela l'universalità e l'impersonalità del desiderio e della creazione.Pubblicato per la prima volta in traduzione italiana, a distanza di più di quarant'anni, Settentrione si rivela per quello che apparve subito ai critici più avveduti: una delle opere fondamentali della letteratura contemporanea.",""Non si è mai, ho detto mai, scritto qualcosa di così forte, di così crudo e violento. E spassoso. E orribile. E forse profetico. Non aver letto, o non leggere immediatamente Settentrione è profondamente immorale".Philippe Sollers

Voto medio del prodotto:  4 (4 di 5 su 1 recensione)

4Settentrione, 14-07-2011
di - leggi tutte le sue recensioni
L'epos inesausto, uno scandalo sessuale a cominciare una storia con pendaglio bastiancontrario ad indicare la via del Nord, la via di Ibsen (nella persona di Nora) e ammannisce al lettore italiano d'oggi un capolavoro di alchimia eversiva scritto ben oltre 40 anni fa, profetico nella sua astiosità, nel suo livore furente verso la società dell'opulenza infeconda quanto più copulatrice. Un miracoloso distillato dell'più cencioso e delle Illuminazioni rimbaldiane, dell'immorale e dell'oltraggioso, un sapiente quanto carnale omaggio ai grandi "irregolari" della letteratura. Un libro che, omaggiando, possiamo, seppur in ritardo, leggere con gusto e disgusto, unico tratto che, solo, contraddistingue le vere opere di genio.
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