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Se questo è un uomo

Se questo è un uomo

di Primo Levi


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  • Editore: Einaudi
  • Collana: Super ET
  • Data di Pubblicazione: giugno 2005
  • EAN: 9788806176556
  • ISBN: 8806176552
  • Pagine: 209
  • Formato: brossura
Primo Levi, reduce da Auschwitz, pubblicò "Se questo è un uomo" nel 1947. Einaudi lo accolse nel 1958 nei "Saggi" e da allora viene continuamente ristampato ed è stato tradotto in tutto il mondo. Testimonianza sconvolgente sull'inferno dei Lager, libro della dignità e dell'abiezione dell'uomo di fronte allo sterminio di massa, "Se questo è un uomo" è un capolavoro letterario di una misura, di una compostezza già classiche. È un'analisi fondamentale della composizione e della storia del Lager, ovvero dell'umiliazione, dell'offesa, della degradazione dell'uomo, prima ancora della sua soppressione nello sterminio.

Note su Primo Levi

Primo Levi (Torino, 1919-1987) è stato uno scrittore e partigiano italiano. Nato in una famiglia di origine ebraiche abbastanza benestante, dopo aver concluso gli studi liceali si iscrive a Chimica presso l’Università di Torino nel 1937. Le leggi razziali del 1938 impediscono l’accesso all’università agli studenti ebrei, ma consentono a quelli già iscritti di proseguire gli studi. Nel 1941 si laurea quindi con lode, ma le sue origini ebraiche e la guerra in pieno svolgimento rendono molto ardua la ricerca di un lavoro. Dopo essersi trasferito a Milano per cercare un impiego, entra in contatto con ambienti antifascisti e comincia la sua attività di partigiano.
Il 13 dicembre 1943 in Val d’Aosta viene arrestato dai fascisti e deportato prima a Fossoli e poi ad Auschwitz. Qui, grazie alla sua conoscenza della lingua tedesca e alle sue competenze scientifiche, dopo qualche tempo Levi viene assegnato al lavoro in un laboratorio chimico. Questa circostanza fortuita, che permette condizioni di vita meno disumane rispetto a quelle dei prigionieri che svolgono lavori forzati all’aperto, gli consente di sopravvivere fino al 27 gennaio 1945, giorno in cui l’Armata Rossa entra nel campo di concentramento, liberando i pochi sopravvissuti.
Appena tornato in Italia, ancora convalescente per le sofferenze patite e le malattie contratte, si dedica alla scrittura di Se questo è un uomo, capolavoro della letteratura mondiale e sconvolgente testimonianza della sua esperienza dell’Olocausto. In un primo momento il libro viene rifiutato sistematicamente da tutti gli editori e, una volta pubblicato da una casa editrice minore, trova comunque scarsa eco.
Levi si dedica quindi alla professione di chimico finché nel 1956 Einaudi decide di ripubblicare il libro, che incontra un immediato successo. Incoraggiato dall’interesse suscitato dalla sua straordinaria opera di testimonianza, Levi riprende a scrivere, dando così alla luce La tregua, intensa narrazione del suo viaggio di ritorno in Italia dopo la reclusione ad Auschwitz.
A partire dagli anni Settanta, il pensionamento gli consente di dedicarsi a tempo pieno alla letteratura. Vengono così dati alle stampe altri grandissimi successi come Il sistema periodico, La chiave a stella e I sommersi e i salvati. Il suo stile sempre asciutto e analitico, anche e soprattutto nell’analisi degli abissi della malvagità umana, resta un esempio insuperato di purezza ed efficacia linguistica.
Primo Levi muore cadendo nella tromba delle scale di casa l’11 aprile 1987, lasciando per sempre il dubbio se si sia trattato di malore o suicidio.

I libri più venduti di Primo Levi:

Voto medio del prodotto:  5.0 (4.8 di 5 su 50 recensioni)

4.0Primo Levi... Ultimo degli uomini, 13-05-2012, ritenuta utile da 3 utenti su 5
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Libro pesante ma ben scritto. Ricco di descrizioni e sensazioni, di malessere e di orgoglio ferito.
Tra le pagine del classico italiano della Shoah, viene fuori tutta la brutale natura malvagia dell'essere umano e le sofferenze e la perdita di identità degli ebrei perseguitati dal nazismo. Un'opera fondamentale ed indimenticabile.
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5.0Un vero capolavoro, 29-03-2012, ritenuta utile da 5 utenti su 7
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Un libro che sicuramente vi sconvolgerà per le sue descrizioni crude ma purtroppo realistiche. Leggetelo, e fatelo leggere anche ai vostri figli, così che non ignorino il passato. Solo tramite testimonianze come quella di Primo Levi possiamo educare le nuove generazioni al rispetto di ogni essere umano, affinchè non si ripetano orrori come questi.
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5.0Un capolavoro..., 20-03-2012, ritenuta utile da 2 utenti su 3
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Un capolavoro di un'esperienza esponenzialmente crudele, che mette il lettore nello stesso contesto storico, nella stessa identica situazione di colui che, invece, ha dovuto subire davvero ciò che viene raccontato nel testo.
Agghiacciante, credele ed incredibilmente vero. Una lettura consigliatissima.
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5.0Se questo è un uomo, 15-03-2012, ritenuta utile da 1 utente su 2
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Uno dei migliori racconti sugli orrori subiti dagli ebrei nei lager nazisti.
Il libro vuole apparire come una sorta di testimonianza storica sull'accaduto, ma anche in quelle che sono le parti più descrittive si riesce a percepire il dolore dell'autore protagonista delle orribili vicende, un dolore grande e incolmabile che dovrebbe far riflettere tutti noi.
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5.0Se questo è un uomo, 10-03-2012, ritenuta utile da 2 utenti su 4
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Il titolo "Se questo è un uomo" è ripreso dalla poesia che è presente in apertura al libro. Primo Levi si domanda, appunto, se questo è un uomo, un uomo spogliato dai suoi vestiti, diviso dai famigliari, costretto a lavorare senza sosta per un pezzo di pane e per mezza porzione di minestra annacquata. Un libro per non dimenticare, quindi, ovviamente, lo consiglio a tutti.
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5.0CAPOLAVORO, 09-03-2012, ritenuta utile da 1 utente su 2
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I limiti che l'uomo può raggiungere nel bene e nel male possono varcare ogni immaginazione. Pagine di assoluto terribile dolore personale, raccontato in modo maestrale da Primo Levi, prigioniero in campo di concentramento perchè ebreo. La commozione provata nel leggere questo libro lo rende un pilastro della nostra letteratura storica, che ci permette di non dimenticare.
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5.0Un capolavoro, 08-03-2012, ritenuta utile da 5 utenti su 6
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Un capolavoro. Poco alla volta, pagina dopo pagina, Primo Levi mostra l'orrore di cui è capace l'animo umano. Una fredda immagine del lager e dei suoi prigionieri, degli aguzzini, della capacità dell'uomo di adattarsi o di soccombere. Vita, che non è vita, e morte che aleggia dappertutto. Una testimonianza imprescindibile da leggere in ogni scuola. Per sempre.
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5.0Capolavoro!, 07-03-2012, ritenuta utile da 1 utente su 3
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Si tratta di un'opera letteraria tratta dalla realtà, dalla tragica esperienza vissuta durante la seconda guerra dallo scrittore stesso. Lui (Levi) era stato ad Auschwitz, un luogo che riassume tutta la cattiveria dell'uomo contro gli altri uomini. Nel libro emergono le vicende derivate dal quel folle progetto di distruzione umana, messo in atto dal nazismo. Emerge l'uomo dei dolori nel lager ed il suo aguzzino.
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5.0Dov'è Dio?, 29-02-2012, ritenuta utile da 1 utente su 2
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"Esiste Auschiwtz pertanto non esiste Dio", sono queste le riflessioni di Primo Levi, deportato nel campo di concentramento durante la seconda guerra mondiale in quanto ebreo.
Una storia incredibilemente drammatica e purtroppo vera, raccontata con un'oggettività fuori dal comune per essere Levi un superstite di quel genocidio.
Fa riflettere la sua freddezza nel raccontare quegli eventi cosi' drammatici che hanno macchiato la storia dell'umanità.
Tutti dovrebbero sapere, tutti dovrebbero conoscere, tutti dovrebbero ricordare.
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4.0Cos'era la vita nei lager nazisti, 10-02-2012, ritenuta utile da 2 utenti su 3
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Racconta nient'altro che la verità, una verità nuda, sferzante, sul piano storico è un documento incredibile, obiettivo. Composto da tanti piccoli quadretti di vita (ma si può chiamare vita?) quotidiana, dà un'idea di quello che fu un campo di concentramento molto più di tanti saggi scritti appositamente a questo scopo.
Sul piano filosofico poi è un libro di quelli che non ti fanno dormire. L'autore si fa domande (e le fa al lettore) fondamentali: cosa è un Uomo, cosa è il bene, il male.
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5.0Primo Levi, 09-02-2012, ritenuta utile da 1 utente su 2
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Un libro che dovrebbe essere letto nelle scuole. Magari a voce alta, letto dai compagni di classe. Un testamento su pagina dell'orrore a cui possono arrivare gli uomini. Consiglio di leggere anche "La tregua" e "Sommersi e salvati". Primo Levi era un acuto osservatore, la vita nel campo possiamo viverla con i suoi occhi per continuare a ricordare e non dimenticare.
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4.0Senza parole, 27-01-2012, ritenuta utile da 2 utenti su 3
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Questo libro, che racconta tutto l'orrore dell'olocausto e dei campi di concentramento, è sicuramente straziante. Leggendolo sembra impossibile credere a quali livelli sia arrivata la crudeltà di alcuni uomini verso i loro simili; l'ideale di purezza diventa l'unica cosa importante a discapito di qualsiasi sentimento positivo, compresa la compassione verso uomini che hanno perso tutto: dignità, affetti, sicurezza, umanità. Sebbene questo libro si riferisca a fatti accaduti durante la Seconda Guerra Mondiale, lo trovo, purtroppo, molto attuale, perchè in qualunque guerra, anche in quelle odierne, si verifica la disumanizzazione del nemico, altrimenti sarebbe impossibile torturare ed uccidere un proprio simile. E' importante che le giovani generazioni, che non hanno vissuto la guerra in prima persona, ma che la vedono soltanto al telegiornale come una sciagura lontana che colpisce altri paesi, leggano questo libro, per non dimenticare e per imparare a non commettere più gli stessi errori.
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