Gli sdraiati
- Editore:
Feltrinelli
- Collana:
- Universale economica
- Data di Pubblicazione:
- 27 gennaio 2026
- EAN:
9788807950674
- ISBN:
8807950677
- Pagine:
- 128
- Formato:
- brossura
Libro Gli sdraiati di Michele Serra
Trama libro
Quello che avete fra le mani è lo spaesato messaggio nella bottiglia di un padre al proprio figlio adolescente: un lungo appello divertente, esasperato e smarrito a un interlocutore inafferrabile. Che non ribatte mai perché non c'è, e se c'è dorme, e se non dorme armeggia con il telefono, studia, ascolta musica, guarda serie tv - tutto contemporaneamente. Facendosi largo fra incrostazioni di dentifricio, würstel abbandonati tra le pieghe del divano, calzini volanti e dispositivi sempre accesi, il protagonista si sforza di capire chi sia lo sconosciuto che un tempo era un bambino così facile da amare e che invece ora ha perfezionato l'arte di sfuggire a ogni richiamo e a ogni regola. Ma a prendere forma attraverso i discorsi con cui la voce narrante tenta di mettere a fuoco il volto del proprio adolescente domestico è, in tutta la sua chiara e impietosa tenerezza, l'autoritratto di un padre; o, meglio, di un "dopopadre che ha rinunciato a impugnare la Tavola della Legge, non è più il depositario indiscusso dell'autorità e dunque sa bene, come educatore o anche solo come 'figura esemplare', di navigare a vista". Un genitore che non crede più al principio di autorità, che intuisce lo sfaldarsi dei vecchi punti fermi nei rapporti tra le generazioni e non sa con cosa sostituirli. Ma non rinuncia a cercare un punto di incontro, anche solo attraverso una passeggiata in montagna.
Recensioni degli utenti
Dicotomico - 26 marzo 2018
Storia scritta da un padre che tratta il rapporto con il figlio. A parer mio non è stata resa giustizia al tumulto emotivo vissuto da un adolescente che lo porti a fare determinati errori. È caduto un po' in stereotipi e pregiudizi.
Figli di chi? - 10 luglio 2014
Avrà sicuramente sorriso, di un sorriso amaro, il lettore coetaneo di Michele Serra perché, che abbia o abbia avuto figli adolescenti, si sarà sicuramente trovato nelle condizioni descritte dall'Autore, o almeno avrà sentito aneddoti identici a quelli – pur magistralmente descritti nel racconto – da amici coetanei. Avrà anche sentito lezioni da chi è riuscito a gestire il rapporto tra padre (o madre) e figlio nel migliore dei modi, ignorando che deve solo ringraziare la buona sorte, perché è un dato di fatto che a educazioni identiche corrispondono a volte reazioni diversissime. E allora, quei lettori si domanderanno (come facciamo noi) se davvero il tarlo non stia nella generazione dei figli, ma nella propria: una generazione che era partita per cambiare il mondo contestando i padri e che invece ha finito, per una sorta di contrappasso, per essere totalmente ignorata dai figli, dei quali cerca la comprensione, o forse la stessa reazione che noi figli avevamo avuto contro l'autorità paterna. In qualche modo, è come se non rimanesse alternativa che sperare di essere uccisi, metaforicamente, dai nostri figli, con le armi da noi stessi forniti.
Un libro banale - 26 giugno 2014
Libro del tuttologo Michele Serra, con un ennesimo repertorio di banalità e frasi scontate, mentre ogni persona ha la sua storia e non si può raccontare una generazione per luoghi comuni. Libro che ha venduto molto, anche nei supermercati, dove – tra zucchine e melanzane – non si guarda troppo per il sottile, del resto in questo paese successo di vendite e qualità sono spesso agli antipodi.
Abbastanza buono - 15 marzo 2014
È un libro che si legge alla, svelta perché è scorrevole e corto. Avendo dei figli, a volte mi sono immedesimata in quanto scrive l'autore, per esempio quando descrive il figlio perennemente con gli auricolari nelle orecchie, mentre chatta sullo smartphone e nello stesso tempo studia. E in queste descrizioni c'è molta ironia e il tutto è molto godibile. Però poi l'autore si dilunga troppo, a volte destando l'impressione di farlo per dare 'spessore' al libro. Certo, una cosa viene evidenziata molto bene: l'abbrutimento di un figlio, in parte almeno dovuto alla mancanza di divieti imposti, perché i genitori cercano di instaurare con lui un rapporto quasi da pari a pari, quando invece l'educazione deve fornire delle regole da seguire sempre, salvo in casi che devono rimanere eccezionali.
Una dichiarazione d'amore - 7 gennaio 2014
L'ho letto subito dopo "Lo Spettro" di Jo Nesbo, e per una strana coincidenza entrambi i libri parlano, in circostanze diverse, di padri e figli. Tema struggente che smuove sentimenti potenti e viscerali, che tuttavia non sembrano trovare nessun interesse né priorità nel dibattito sociale dei nostri tempi. Michele Serra, che già sento così vicino a me per sensibilità e idee, qui mette la sua abile e ironica prosa al servizio dell'amore che un padre prova per un figlio irraggiungibile, difficilmente interpretabile, un tipico adolescente del nostro tempo. Serra si fa le stesse domande che mi sono fatta io più e più volte osservando i miei figli, si pone gli stessi interrogativi, dà voce precisa insomma a tutti i dubbi su cosa sarà di questi ragazzi che sembrano avulsi dalla bellezza che c'è intorno a noi, sconnessi dai ritmi della natura e mai veramente presenti fino in fodno nelle situazioni perchè troppo "multimediali". Quanto amore in quelle pagine e quanto significato in quell'ultima frase con cui si chiude il libro e sulla quale ho pianto, profondamente commossa.