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La scultura del Novecento

La scultura del Novecento

di Francesco Poli


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  • Editore: Laterza
  • Collana: Economica Laterza
  • Data di Pubblicazione: aprile 2015
  • EAN: 9788858119358
  • ISBN: 8858119355
  • Pagine: XIII-228
  • Formato: brossura

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Descrizione del libro

"Scultura è un termine oggi abitualmente utilizzato nell'ambito dell'arte contemporanea non solo per le opere tradizionali ma anche per ogni tipo di lavoro con caratteristiche tridimensionali effettive, dalle costruzioni e assemblaggi agli oggetti, dalle installazioni spaziali agli ambienti e agli interventi in contesti esterni. Perché si è arrivati a estendere, forzandola all'estremo, una categoria che per secoli ha avuto un'identità precisa, tale da non dare mai adito ad ambiguità interpretative di fondo? Di fatto oggi ci troviamo in una situazione culturale in cui si registra una compresenza delle più diverse forme operative, tutte legittimate al livello della produzione artistica più avanzata." Dalle sculture plastiche di Rodin e Medardo Rosso ai rilievi cubisti di Picasso, da Boccioni ai ready made di Duchamp, agli artisti pop, dai concetti spaziali di Fontana alle realizzazioni tridimensionali che incorporano nell'opera lo spazio dell'installazione o il corpo dell'artista, la parabola straordinaria e vitale della scultura del Novecento, nelle sue eclettiche modalità creative.

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5I cinque modi della ricerca scultorea, 18-08-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
di - leggi tutte le sue recensioni
In questo ottimo libro, Francesco Poli si assume l'onere di mostrare le mutevoli facce della scultura del novecento, chiarendone il significato e la portata storica. Il novecento è stato il secolo che ha visto un allargamento molto ampio e, fino ad allora impensabile, del significato del termine "scultura"; un secolo che ha visto sconfinamenti in vari campi, non ultimo il campo della vita stessa. E' quindi, questa, un'operazione chiarificatrice necessaria, perché, probabilmente, neanche la pittura presenta i problemi e le difficoltà di comprensione che le sperimentazioni plastiche del novecento hanno messo in luce:e infatti alcuni nodi della storia della scultura contemporanea non sono ancora pienamente chiariti e risolti. Intuizione importante, per cominciare a risolvere la problematica della scultura,è quella proposta dall'autore di suddividere il percorso della ricerca scultorea novecentesca in cinque Modi portanti; certo, questa suddivisione potrebbe portare a schematizzazioni forzate,ma questo è un rischio che Poli accetta di correre e che supera brillantemente accettando e mostrando il fatto che uno stesso autore può interessarsi a più modi insieme, e non chiudersi quindi in uno solo degli ambiti,sperimentandoli contemporaneamente:paradigmatico di questo possibile atteggiamento sono i casi, ad esempio, di Boccioni, Giacometti o Schwitters. Altro rischio: quello di allargare eccessivamente l'ambito specifico della scultura-quell’ambito, cioè, che fa di un oggetto d'arte un'opera autenticamente scultorea: ma anche questo è un rischio da accettare,poichè,in mancanza di una chiarezza definitiva sull'argomento e di una certezza critica,non si può escludere nessuna strada. Il libro, per l'ampiezza del tema trattato,può a volte sembrare eccessivamente manualistico,ma questo è un fatto inevitabile;e comunque mi sembra sicuramente migliore del libro della Krauss che vorrebbe affrontare lo stesso argomento;certo, la Krauss in "Passaggi" è molto più specifica e meno manualistica, ma tale specificità riguarda sopratutto le sue teorie formaliste costruite sulla storia della scultura,piuttosto che la storia della scultura in se stessa. Quindi,questo è un ottimo libro, che forse paga una scelta di immagini non sempre esaustiva; libro da leggere e su cui meditare.
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