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Scrittori e popolo. Il populismo nella letteratura italiana contemporanea

Scrittori e popolo. Il populismo nella letteratura italiana contemporanea

di Alberto Asor Rosa


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  • Editore: Einaudi
  • Collana: Gli struzzi
  • Data di Pubblicazione: 1988
  • EAN: 9788806600082
  • ISBN: 8806600087
  • Pagine: XVIII-364

Descrizione del libro

Pubblicato nel 1965, Scrittori e popolo ricostruisce i rapporti tra produzione letteraria e immagine del popolo lavoratore. Le questioni che affronta sono tra le più dibattute del dopoguerra: la formazione di una tradizione nazionale moderna, la genesi dello storicismo marxista italiano, il fascismo di sinistra, l'antifascismo militante, Vittorini, Gramsci, Pasolini e gli "ismi" che a loro si collegano. L'ottica di Asor Rosa è fortemente critica, l'intento esplicito quello di demistificare il mito del populismo. Questo spiega il coro di critiche che accolse il libro: era inacettabile che fosse messo in discussione un dogma fondamentale del progressismo benpensante, e che cioè con i buoni sentimenti si fa della buona letteratura, e magari dell'eccellente politica.Considerata tra le opere che hanno anticipato e preparato il '68, Scrittori e popolo conserva ancor oggi una carica interpretativa e una capacità di ricostruzione storica inconsuete fra i prodotti più recenti della critica contemporanea. Ad accrescerne l'interesse è poi l'introduzione che Asor Rosa ha scritto appositamente per questa nuova edizione, e che si intitola Vent'anni dopo.

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4 di 5 su 2 recensioni)

4.0Il popolo e il suo volto nei libri, 21-07-2011, ritenuta utile da 2 utenti su 4
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Saggio agre ed acuto "Scrittori e Popolo" di Alberto Asor Rosa, saggio necessario. Perché, prima versione del 1965 (dunque scritto in piena pensata rivolta, in anticipo sulla rivoluzione deformata a terrorismo da anarchia d'omicidio) analizza il rapporto tra produzione letteraria e popolo lavoratore (contadini, diseredati, tute di fabbrica con dentro degli uomimi). Tre fasi individuate (si ricordi: 1965, dunque da un ventennio la fine del nero ventennio e, per ognuna, i suoi autori: la fase del populismo apolitico, da dramma o bozzetto (Gioberti, Oriani, Ferdinando Russo ed altri); la fase del Popolo come forza militare e sociale (fascismo, antifascismo, interventismo e guerra sui monti); la fase post dittatoriale e il populismo a maniera (l'apogeo del Popolo come forza politica, di movimento ed azione: da Gramsci in poi). Splendida lettura è l'appendice finale: il populismo di Cassola a confronto col populismo pasoliniano. Scorrono nomi, date, titoli di libri che andrete certamente a cercare, così com'io ho fatto dopo questa lettura. Merita, questo libro, d'essere dunque cercato, trovato e letto, perché è riflesione cosciente, fondamentale, sul modo di considerare l'arte delle parole e la sua immagine prima: quella degli uomini. Lo consiglio davvero a tutti.
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4.0Il popolo e il suo volto nei libri, 21-07-2011, ritenuta utile da 4 utenti su 6
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Saggio agre ed acuto "Scrittori e Popolo" di Alberto Asor Rosa, saggio necessario. Perché, prima versione del 1965 (dunque scritto in piena pensata rivolta, in anticipo sulla rivoluzione deformata a terrorismo da anarchia d'omicidio) analizza il rapporto tra produzione letteraria e popolo lavoratore (contadini, diseredati, tute di fabbrica con dentro degli uomimi). Tre fasi individuate (si ricordi: 1965, dunque da un ventennio la fine del nero ventennio e, per ognuna, i suoi autori: la fase del populismo apolitico, da dramma o bozzetto (Gioberti, Oriani, Ferdinando Russo ed altri); la fase del Popolo come forza militare e sociale (fascismo, antifascismo, interventismo e guerra sui monti); la fase post dittatoriale e il populismo a maniera (l'apogeo del Popolo come forza politica, di movimento ed azione: da Gramsci in poi). Splendida lettura è l'appendice finale: il populismo di Cassola a confronto col populismo pasoliniano. Scorrono nomi, date, titoli di libri che andrete certamente a cercare, così com'io ho fatto dopo questa lettura. Merita, questo libro, d'essere dunque cercato, trovato e letto, perché è riflesione cosciente, fondamentale, sul modo di considerare l'arte delle parole e la sua immagine prima: quella degli uomini. Lo consiglio davvero a tutti.
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