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Saltatempo

Saltatempo

di Stefano Benni


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Trama del libro

Lo incontriamo da ragazzino mentre "scarpagna" verso le Bisacconi (le scuole elementari del paese). Sono gli anni '50 e mentre ruba in una vigna un grappolo di schizzozibibbo, Lupetto, così lo chiamano, vede un uomo alto, con una barba immensa e un vecchio cane. E' una divinità pagana, sporca come un letamaio, che gli regala una facoltà meravigliosa: un orologio interno, un orobilogio, che gli consentirà di correre avanti nel tempo. Così Lupetto diviene Saltatempo, cresce bislacco e distratto, mentre il paese dove vive si sta trasformando e l'orobilogio con i suoi giri improvvisi e vorticosi prospetta il tempo che verrà.

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Voto medio del prodotto:  4.5 (4.3 di 5 su 18 recensioni)

5.0Un ottimo inizio, 13-08-2012
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E' il primo libro di Benni che leggo, comprato perché incuriosita dalla trama insolita. E devo dire che l'impressione avuta è del tutto positiva.
Di questo libro mi sono piaciute tante cose, ma quella che mi ha colpito di più è l'elemento fantastico mescolato agli avvenimenti della storia reale. Saltatempo, infatti, riceve da uno gnomo del bosco un orologio che gli permette di vedere il possibile futuro delle persone che gli stanno attorno. In questo modo Saltatempo trascorre la sua infanzia nel bosco, ascoltando i segnali della natura e le argomentazioni politiche del suo paesino; la sua adolescenza, invece, la passerà in città, dove verrà a contatto con i movimenti degli anni settanta.
Il libro è denso di emozioni, di speranza e di entusiasmo, caratteristici di un'età delicata e sconvolgente come l'adolescenza. Consigliatissimo!
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5.0Saltatempo, 10-02-2012
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Un altro bel libro di Stefano Benni, autore versatile e ironico, capace di far divertire grandi e piccini con i suoi romanzi - fiaba. Lupetto è un ragazzo fortunato, riesce a saltare qui e là nel tempo incontrando personaggi strambi e interessanti. Un libro che si legge in scioltezza, tanto è piacevole il suo modo di scrivere.
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2.0Saltatempo, 29-11-2011, ritenuta utile da 1 utente su 3
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Stefano Benni con questo libro delude un po le mie aspettative. La trama non è appassionante e coinvolgente, una storiella mediocre. Devo ammettere che non sono riuscita ad entrare nel vivo della storia. La trama è ambientata nel 68 ma devo dire che oltre ad essere trattata con una certa superficialità, non mi sembra che Benni stia elogiando quel periodo anzi sembra voler mettere in risalto gli elementi negativi del periodo.
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4.0Singolare, 24-09-2011
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Un singolare modo di scrivere, molto coinvolgente, concitato e ad un ritmo sostenuto. In questo romanzo autobiografico Benni scrive di sè e delle persone che ha conosciuto. Lo scrittora coinvolge per il modo divertente di scrivere e rende tutto più particolare costellando la narrazione di elementi fantastici.
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4.0Saltatempo, 07-07-2011
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Finalmente faccio la conoscenza del fantasioso autore milanese. Il primo contatto è stato leggermente traumatico. Abituata il più delle volte a uno stile di scrittura rilassato, ponderato e (soprattutto nel caso di Baricco) pieno di pause, mi è caduto fra capo e collo un modo di scrivere del tutto diverso.
Un intreccio multiplo (carpiato) di neologismi, soprannomi, dialoghi, frasi baldanzose, divertenti e fantasiose: tutto all'interno di un ritmo teso e sostenuto.
Un delirio praticamente.
All'inizio (seppur l'apprezzavo per la fantasia) mi recava un leggero disorientamento. Non riuscivo a "berlo", mi creava confusione, pensavo che oltre questo scoppiettare di parole non ci fosse nient'altro.
Anche perchè lui non ha mezzi termini: se ne frega di introdurre lentamente il lettore, lui è così. Punto.
Ma fa bene.
Perchè poi pian piano ho preso confidenza e sono entrata nel suo mondo, ridendo di gusto, non sentendolo più incompleto e condividendo suoi pensieri.
Pensieri che comunque, bisogna dirlo, rimanevano abbastanza celati. Niente monologhi interiori ma idee carpibili dai sentimenti del protagonista e dall'evolversi della trama.
Ultimo appunto: la trama. Mi è piaciuta anche quella, per il suo carattere autobiografico e l'idea di ripercorrere l'epoca della sua generazione.
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