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Il rosso e il nero

Il rosso e il nero

di Stendhal


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  • Editore: Mondadori
  • Collana: Oscar classici
  • Data di Pubblicazione: marzo 2003
  • EAN: 9788804516637
  • ISBN: 8804516631
  • Pagine: 656

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4 di 5 su 13 recensioni)

5.0Molto bello!, 06-03-2017
di - leggi tutte le sue recensioni
Imposto dalla prof.ssa di lettere del Liceo è diventato uno dei miei romanzi preferiti!
A primo impatto spaventa per la mole di pagine veramente consistente, ma è scorrevole! Trama niente male. Da leggere con attenzione.
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4.0Bellissimo., 07-11-2013
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È tra i romanzi più belli che ho letto. Nonostante la mole del libro, le pagine scorrono veloci e si arriva alla fine rapidamente. La storia è avvincente: è un romanzo appassionante d'amore, di intrighi, di ascesa sociale. Julien Sorel è un personaggio affascinante che non si può non amare, così come Madame de Rênal e Mathilde de la Mole. Il romanzo si presta a numerose interpretazioni, grazie al ricco simbolismo e allo spessore pasicologico che caratterizza ogni singolo personaggio. Da leggere assolutamente.
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5.0 Il rosso e il nero., 26-09-2011
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Molto più che per la trama il capolavoro di Stendhal si distingue per l'immensa mano dello scrittore, pagina dopo pagina, la straordinaria abilità dell'autore nel tratteggiare le contraddizioni del cuore, nel sondare con mano leggera, ma precisa, l'animo dei personaggi, talmente ben delineati che sembrano scorrere via via dinanzi ai nostri occhi, in un caleidoscopio di eventi apparentemente normali, ma che sono il frutto del costante divenire delle volontà contorte dei protagonisti.
Non vi sono mai cadute di ritmo, anche quando frequenti sono gli interventi del "Dio narrante" (una straordinaria invenzione di Stendhal, in veste di divinità che conosce i più nascosti pensieri dei personaggi) , e anzi sono inseriti con una precisione e una tempestività eccezionali, al fine appunto di snellire il testo, che in altre mani sarebbe probabilmente risultato ampolloso e prolisso.
L'abilità di Stendhal è di calare gradualmente il lettore nella vicenda, sì da farlo divenire un testimone diretto, con un coinvolgimento emotivo di rara efficacia e bellezza.
Così le pagine scorrono l'una dopo l'altra con una piacevolezza che ci fa dimenticare il passare del tempo; non si creda, però, che si tratti di un romanzo da divorare, da leggere nell'arco di poche ore, perché tante sono le riflessioni a cui muove e che necessitano di opportuni, anche inconsci, approfondimenti.
Resta, comunque, il fatto che la narrazione continua a sorprendere per spontaneità, coerenza e logica, tre elementi che da soli ne sancirebbero il successo.
E anche il finale, che ovviamente non anticipo, giunge con una naturalezza sorprendente; benché lo si indovini, riesce a stupire per il calcolo esatto dei tempi: nessuna forzatura, nessun stravolgimento, ma la conclusione logica del divenire delle cose, come voluto dal protagonista.
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3.0Un libro strano!, 30-12-2010
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Un romanzo strano, bello ma che non convince mai fino in fondo!
Difficile capire quale sia il problema, ma non è certo all'altezza della "Certosa"...
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2.0Lettura pesante, 19-11-2010
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Sarò troppo banale ma la lettura di questo romanzo è stata per me una vera fatica, tanto che ho dovuto interrompere circa alla metà. Magari al suo tempo era un successo letterario, ma personalmente non sono rimasto molto affascinato dalla narrazione. Un vero peccato.
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2.0Lettura pesante, 18-10-2010
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Sarò troppo banale ma la lettura di questo romanzo è stata per me una vera fatica, tanto che ho dovuto interrompere circa alla metà. Magari al suo tempo era un successo letterario, ma personalmente non sono rimasto molto affascinato dalla narrazione. Un vero peccato.
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4.0Stendhal, 25-09-2010
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Definirei questo romanzo come “perennemente in bilico”: la storia ruota attorno alle aspirazioni di un giovane plebeo, Julien Sorel, ben deciso a divenire qualcuno e a farsi strada in un mondo che riconosce solamente i diritti di nascita. Il Rosso, la politica. Il Nero, l’abito talare. Il Rosso, la passione. Il Nero, il doverla reprimere. Ciò che mi ha colpito, è stato l’odio di questo giovane ipocrita nei confronti del mondo dove si trova (dapprima a studiare in un monastero, in seguito a lavorare presso una ricchissima e nobile famiglia); Julien disprezza un ambiente del quale però vorrebbe far parte a tutti i costi.
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3.0Questo Stendhal non mi convince appieno.., 20-09-2010
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Sarebbero due stelline e mezzo. Perchè lo stile è favoloso, ci sono periodi e mezze frasi che fanno brillare gli occhi di chi li legge. Ma l'intreccio, quello non mi ha "preso" particolarmente, nonostante sapessi di leggere una storia vera (e io adoro le storie vere!). In particolare, ho odiato il modo di descrivere le donne, la Renal e Mathilde, fragili e stupide. Corrotte da un super-corruttore: Julien Sorel. Dio, che odio quest'uomo. E' così problematico che a volte sembrava di leggere me stessa! E poi così arrivista, freddo, cinico e sognatore al contempo.. un'anima in pena, praticamente.
E quando si arriva alla fine, non si può fare a meno di pensare: il karma, è tutta questione di karma. A ciascuno il suo, insomma.

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4.0Il rosso e il nero, 17-09-2010
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Uno scrittore unico ma non impareggiabile, ne preferisco altri perchè vi è un'alternanza con momenti di vera noia ma è da riconoscere che il finale è epico!
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5.0L'opportunismo nella restaurazione, 18-08-2010, ritenuta utile da 3 utenti su 5
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Benché questo romanzo sia stato pubblicato per la prima volta nel lontano 1830, è di un'attualità incredibile per l'ambientazione nella Francia della Restaurazione e le analogie con i tempi correnti sono più d'una.
Caduti i sogni di libertà e di uguaglianza della rivoluzione ritorna il conservatorismo ancor più meschino di prima, per effetto di una classe sociale rampante quale quella borghese e per l'innato desiderio di rivincita dei nobili. Fioriscono così intrallazzi di ogni genere e sempre più conta ciò che appare, e non ciò che è realmente.
Il protagonista, Julien Sorel, è un giovane avventuroso, romantico, ma calcolatore; di classe sociale inferiore, cerca di emergere, ma è un uomo del suo tempo, con tutte le relative contraddizioni, e così alterna amori passionali a freddi calcoli, in una continua sfida con se stesso e la società che vorrebbe conquistare, fra traguardi raggiunti con forzature della personalità, fino al tragico esito finale.
Considerato il miglior romanzo di Stendhal e imbastito su un fatto accaduto veramente è di lettura abbastanza facile, nonostante lo stile inevitabilmente datato.
Al di là della vicenda, riveste un sicuro interesse soffermarsi, pagina dopo pagina, sulla straordinaria abilità dell'autore nel tratteggiare le contraddizioni del cuore, nel sondare con mano leggera, ma precisa, l'animo dei personaggi, talmente ben delineati che sembrano scorrere via via dinanzi ai nostri occhi, in un caleidoscopio di eventi apparentemente normali, ma che sono il frutto del costante divenire delle volontà contorte dei protagonisti.
Non vi sono mai cadute di ritmo, anche quando frequenti sono gli interventi del “Dio narrante” (una straordinaria invenzione di Stendhal, in veste di divinità che conosce i più nascosti pensieri dei personaggi), e anzi sono inseriti con una precisione e una tempestività eccezionali, al fine appunto di snellire il testo, che in altre mani sarebbe probabilmente risultato ampolloso e prolisso.
L'abilità di Stendhal è di calare gradualmente il lettore nella vicenda, sì da farlo divenire un testimone diretto, con un coinvolgimento emotivo di rara efficacia e bellezza.
Così le pagine scorrono l'una dopo l'altra con una piacevolezza che ci fa dimenticare il passare del tempo; non si creda, però, che si tratti di un romanzo da divorare, da leggere nell'arco di poche ore, perché tante sono le riflessioni a cui muove e che necessitano di opportuni, anche inconsci, approfondimenti.
Resta, comunque, il fatto che la narrazione continua a sorprendere per spontaneità, coerenza e logica, tre elementi che da soli ne sancirebbero il successo.
E anche il finale, che ovviamente non anticipo, giunge con una naturalezza sorprendente; benché lo si indovini, riesce a stupire per il calcolo esatto dei tempi: nessuna forzatura, nessun stravolgimento, ma la conclusione logica del divenire delle cose, come voluto dal protagonista.
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5.0Stendhal è per sempre, 19-07-2010, ritenuta utile da 2 utenti su 2
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L' opera più famosa di Stendhal. Lo stile è inconfondibile, nelle sue descrizioni minuziose dell' anima umana. L'epopea di un giovane, Julien Sorel, che sogna il riscatto sociale al tramonto dell'età napoleonica.
P.S. Evitate la nota a pag.30 se non volete rovinarvi la lettura del libro.
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5.0Se non lo avete mai letto, dovete farlo., 08-07-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Pietra miliare della letteratura moderna nella splendida traduzione di Lavagetto. Le pagine di Stendhal raccontano il tentativo di scalata sociale del giovane Julien Sorel, spinto sempre più in alto dalla sua smisurata ambizione. Narcisista e calcolatore, superbo e anche cinico, ma non privo di umanità, sincerità e passione, Julien è uno di quei personaggi romanzeschi che, una volta incontrati, non si dimenticano più (nel bene o nel male).
Il volume è corredato da un'ottima e utile introduzione e da interessanti note storiche.
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