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I racconti della Kolyma

I racconti della Kolyma

di Varlam Salamov


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  • Editore: Adelphi
  • Collana: Biblioteca Adelphi
  • Traduttore: Binni M.
  • Data di Pubblicazione: gennaio 1995
  • EAN: 9788845911132
  • ISBN: 8845911136
  • Pagine: 631

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Trama del libro

Racconti spesso molto brevi, dedicati a un qualche "caso" della vita quotidiana nella funesta regione dei lager della Kolyma: un'occasione di abbrutimento, depravazione, assurdità, barbarie, abiezione, pietà, solidarietà, coraggio, lotta per la sopravvivenza, resa, morte; una qualsiasi delle occasioni che hanno segnato il destino di milioni di esseri umani (decine di milioni: non conosceremo mai il loro numero) nella Russia sovietica. Nulla riscatta l'orrore di questo macabro mondo - neanche la natura, che con la sua asprezza sembra allearsi con gli aguzzini per facilitarne il compito, una natura maligna che ruba le ultime briciole di umanità. Eppure a quella natura Salamov sa dare anima in subitanei, velocissimi squarci visionari, e la cosa crudele che circonda i prigionieri prende vita e testimonia di una lotta tra forze primordiali in cui l'uomo è soltanto timida comparsa. Ognuno, dopo aver letto questo libro, sperimenterà la morbosa ossessione del pane che ispira le cronache dei campi di concentramento. Ma si chiederà anche perplesso da dove, da chi venga a Salamov quella tenera ironia che a tratti illumina l'universo torturante che gli diede in sorte la storia. "I racconti della Kolyma" apparvero per la prima volta in volume nel 1978 in Occidente e nel 1992 in Russia.
Vi sono libri che sembrano rifiutare ogni presentazione editoriale: parlano, anzi gridano, da soli. Sono anche libri che sembrano sottrarsi a un giudizio estetico: ci portano all’inferno, come guide impeccabili, e lì ci abbandonano a noi stessi. Ma Šalamov era soprattutto scrittore, e a lui dobbiamo il prodigio di una discesa all’Ade raccontata con voce spassionata e quasi impartecipe, con un candore e una rassegnazione che stridono con l’inimmaginabile brutalità delle cose descritte. E questo incontro diventa, sulla pagina, sconvolgente. Sono racconti spesso molto brevi, dedicati a un qualche «caso» della vita quotidiana nella funesta regione dei lager della Kolyma: un’occasione di abbrutimento, depravazione, assurdità, barbarie, abiezione, pietà, solidarietà, coraggio, lotta per la sopravvivenza, resa, morte; una qualsiasi delle occasioni che hanno segnato il destino di milioni di esseri umani (decine di milioni: non conosceremo mai il loro numero) nella Russia sovietica. Come scrisse Michail Geller, presentando la prima edizione in Occidente di questi Racconti, la Kolyma «non era un inferno. Era un’industria sovietica, una fabbrica che dava al paese oro, carbone, stagno, uranio, nutrendo la terra di cadaveri. Era una gigantesca impresa schiavista che si distingueva da tutte quelle conosciute della storia per il fatto che la forza-lavoro fornita dagli schiavi era assolutamente gratuita. Un cavallo alla Kolyma costava infinitamente di più di uno schiavo-detenuto. Una vanga costava di più». Nulla riscatta l’orrore di questo macabro mondo – neanche la natura, che con la sua asprezza sembra allearsi con gli aguzzini per facilitarne il compito, una natura maligna che ruba le ultime briciole di umanità. Eppure a quella natura Šalamov sa dare anima in subitanei, velocissimi squarci visionari, e la cosa crudele che circonda i prigionieri prende vita e testimonia di una lotta tra forze primordiali in cui l’uomo è soltanto timida comparsa. Ognuno, dopo aver letto questo libro, sperimenterà la morbosa ossessione del pane che ispira le cronache dei campi di concentramento. Ma si chiederà anche perplesso da dove, da chi venga a Šalamov quella tenera ironia che a tratti illumina l’universo torturante che gli diede in sorte la storia.
I racconti della Kolyma apparvero per la prima volta in volume nel 1978 in Occidente e nel 1992 in Russia.

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Voto medio del prodotto:  4 (4.5 di 5 su 17 recensioni)

5Indimenticabile, 09-07-2013, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Terribile, un terribile diario-verità scritto sulla base delle esperienze personali di Salamov Varlam, sulla vita nei "paradisi staliniani". Cinquantuno storie (consigliabile leggerne due o tre per volta), tante piccole storie di vita quotidiana nei gulag siberiani dove arrivare vivo alla fine della giornata era già una grande vittoria, trovare una crosta di pane ammuffito, una grande soddisfazione, riuscire a restare qualche minuto in una stanza riscaldata, una beatitudine infinita. Una grande lezione di vita, la prova di quello a cui può giungere un essere umano per la sopravvivenza, e non importa se nobile o plebeo, se ricco o povero, se sapiente o analfabeta, se buono o cattivo, nei gulag la vita è livellata verso il basso, lo scopo è uno solo, restare vivi, non importa a quale prezzo, anche a costo della vita di un altro. Dopo Solgenitsin e Sacharov ci mancava un Salamov.
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3MOLTO FORTE, 30-05-2012
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"I racconti della kolyma" è un libro forte, che ti prende per mano e ti accompagna per lungo tempo. Va assaporato, capito e goduto con lentezza perchè ogni pagina ha molto da dire e raccontare. Non è un volume che va preso alla leggera. Se si vuole iniziarlo bisogna dedicargli tutta la nostra attenzione
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5Piacevole, 07-05-2012
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Mi è piaciuto soprattutto per l'ironia e la drammaticità con cui lo scrittore narra gli evenenti, con un realismo tale che ne siamo fin da subito presi. Infatti il ritmo per quanto lento possa sembrare è molto avvincente, per cui non si avverte alcun segno di pesantezza durante la lettura. Consigliato!
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3Piacevole, 07-05-2012
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Un testo autobiografico che mi ha destato qualche motivo di piacere ma che non mi ha convinto pienamente per via del carattere storico e giallistico. Tuttavia la scrittura è molto persuasiva, incolla il lettore alla vicenda e lo sprona a proseguire fino alla fine. Sicuramente piacevole e anche divertente!
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4Piacevole, 30-04-2012
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Una serie di racconti autobiografici che raccontano con ironia e delicatezza contemporanea una storia molto avvincente e intrigante, con un ritmo abbastanza incalzante e una scrittura spoglia, asciutta e dunque immediata, capace di richiamare l'attenzione fin da subito. Sicuramente un testo consigliato!
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