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Racconti con figure

Racconti con figure

di Antonio Tabucchi


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Trama del libro

Spesso la pittura ha mosso la mia penna. Se in un lontano pomeriggio del 1970 non fossi entrato al Prado e non fossi rimasto prigioniero" davanti a Las Meninas di Velazquez, incapace di uscire dalla sala fino alla chiusura del museo, non avrei mai scritto 'II gioco del rovescio'. Lo stesso vale per l'enorme suggestione provata da bambino davanti agli affreschi del convento di San Marco, rivisitati spesso da adulto, che un bel giorno ritornò con prepotenza sbucando nelle pagine de 'I volatili del Beato Angelico'". Dalla suggestione di un'immagine, soprattutto dalla pittura, nascono questi racconti di Tabucchi. Ma a sua volta il racconto sembra catturare in un'altra dimensione le figure che lo provocarono: è quella contea fantastica dove, come scrisse Leopardi, "l'anima immagina quello che non vede". Così le figure sembrano risvegliarsi dalla loro immobilità, acquistano vita, da immagini diventano personaggi e interpreti delle loro storie. Suddiviso come un ideale spartito musicale (l'Adagio dove prevale la chiave della malinconia, l'Andante con brio per un'atmosfera più giocosa, le Ariette laddove il motivo è solo accennato e non eseguito) questo libro polifonico è anche il puro piacere del testo, un fuoco d'artificio narrativo, lo stupefacente cromatismo di un maestro riconosciuto del racconto.
Ogni racconto di questa raccolta è preceduto, introdotto, illustrato da un quadro e su quel quadro Tabucchi concentra la sua narrazione, che ne è spunto o pretesto o riflesso. A volte invece di un quadro è una fotografia a dare occasione al racconto. Sono narrazioni straordinarie in bilico tra realtà e immaginazione in cui ritornano luoghi cari a Tabucchi: le Azzorre, la Toscana, Parigi, i colori delle tele e dei paesaggi, scrittori come Sà-Carneiro e Borges, Castelo Branco e, naturalmente Pessoa. E i pittori: da Vincent Van Gogh a Tullio Pericoli.

Tutti i libri di Antonio Tabucchi

Voto medio del prodotto:  4 (4 di 5 su 3 recensioni)

4Come sempre profondo e stimolante, 12-03-2012
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E' una raccolta di racconti, ciascuno dei quali ispirato ad un quadro o ad un disegno (sempre all'inizio del racconto) . Indubbiamente affascinanti soprattutto per il loro carattere sinestetico: scrittura e pittura, parole e fotografie, emozioni e colori, melodie e disegni. Trovo che uno dei racconti più belli o per lo meno che mi sono piaciuti di più sia "Il pittore e le sue creature" in cui l'Autore evoca, attraverso una moltitudine di variazioni cromatiche dei colori che sta preparando per dipingere il suo quadro, tutti i personaggi misteriosi, spettri e creature visitanti (c'è persino l'uomo-donna) che verranno a vivificare il suo immaginario creativo.
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4Racconti con figure, 25-09-2011, ritenuta utile da 2 utenti su 2
di - leggi tutte le sue recensioni
Sono contenuti in questo libro una quarantina di racconti pubblicati in varie occasioni, che vertono tutti sul rapporto tra musica e pittura. Ricorda la curatrice, Thea Rimini, che la pittura e la fotografia costituiscono spesso "la struttura portante di certi suoi testi più celebri", ma aggiunge che a volte ne sono "l'ispirazione diretta. Questa raccolta presenta l'universo narrativo prodotto dall'incontro tra l'autore e le opere di 32 artisti, alcuni dei quali sono presenti con più di un lavoro: Adami, Benati e Pericoli. Probabilmente il segno di un rapporto privilegiato con loro.
Il lettore tabucchiano ritroverà molti dei luoghi, delle atmosfere, degli interlocutori e perfino dei personaggi presenti nella sua opera: naturalmente Lisbona, la Toscana e la Grecia, e poi certi Pereira, Bernardo Soares, Pessoa e altri viaggiatori "statici" come lui vedi il protagonista dello stupendo "Tanti saluti" o la galleria di ritratti per frammento degli "Eredi ringraziano". Ma non meno riuscita è la parte nella quale il racconto si piega in direzione del saggio e della nota estetica, senza mai indulgere al birignao della critica d'arte: sono le pagine mirabili nelle quali, per esempio Proust è spiegato con Vermeer (e viceversa) .
Entrare in quadro era il monito rivolto allo spettatore da Diderot e in un certo senso Tabucchi lo riprende e lo fa suo, adattandolo perfino a uno schema di viaggio che nulla ha di didattico e molto a volte del vagare nella dimensione onirica, ovvero nel territorio dell'inconscio.
Risultato: un libro ricco e in un certo senso "pieno", come lo sarebbe un grande quadro di Bosch, laddove i tanti personaggi immersi nelle loro storie particolari compongono infine una visione d'insieme che è al tempo stesso affascinante e inquietante, perché carica di interrogativi che rimettono in discussione le nostre opinioni di partenza. Come è inevitabile che accada con la grande letteratura.
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4VIAGGIO CON LA PENNA, 20-04-2011, ritenuta utile da 2 utenti su 2
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Sarà perchè Tabucchi ha viaggiato molto, ma leggendo il suo libro ed osservando i dipinti si ha proprio l'idea di un viaggio virtuale, non in un museo ma in luoghi del mondo molto diversi fra loro ma così limpidi e chiari da assomigliarsi comunque tutti. E' un libro per liberare la mente.
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