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Quer pasticciaccio brutto de via Merulana

Quer pasticciaccio brutto de via Merulana

di Carlo E. Gadda


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Trama del libro

Apparso in "Letteratura" nell'immediato dopoguerra, inizialmente letto e ammirato da pochi, il "Pasticciaccio" fu scritto a Firenze nel ricordo lontano di soggiorni romani, ma come rinverditi da quotidiane immersioni nella lettura del Belli e intessuto su un reale fatto di sangue. L'intrigo poliziesco che ne deriva si giustifica in duplice direzione: eco del mondo e bricolage letterario. Il fascismo, la morte, il lenocinio, il furto, le bassezze degli uomini, tutte metafore di un male oscuro, conducono il lettore dallo sgomento al riso, ricordandogli che il mondo è teatro e quindi parodia.

Tutti i libri di Carlo E. Gadda

Voto medio del prodotto:  4.0 (4.2 di 5 su 11 recensioni)

3.0Il giallo italiano, 23-06-2012
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Il commissario Ingravallo è tenuto questa volta a risolvere un caso che lo coinvolge anche emotivamente: nella palazzina di via Merulana viene denunciato un furto di gioielli e qualche giorno più tardi la signora Liliana Balducci, che per don Ciccio Ingravallo è la rappresentazione della purezza femminile, viene trovata assassinata in casa sua, con uno squarcio che le apre la gola. Le indagini portano la polizia a spostarsi verso la zona dei Castelli Romani, da dove provengono infatti le domestiche della famiglia Balducci. Insomma, gli indagati sono tanti, ma sembra che ognuno di loro abbia un alibi e la risoluzione del giallo sembra sempre più lontana.
Il messaggio che Gadda ci vuole mandare è che purtroppo la realtà ha troppe sfaccettature per essere spiegata e di conseguenza arrivare alla soluzione non è sempre così facile.
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4.0Un intreccio ingarbugliato, 18-05-2012, ritenuta utile da 2 utenti su 3
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Romanzo complicato e particolare che rientra nella nostra letteratura novecentesca. La storia ruota intorno alla ricerca del colpevole di un furto prima e di un delitto poi, avvenuti entrambi in due distinti appartamenti di uno stesso palazzo, a Roma, in via Merulana. Tantissimi sono i personaggi che si avvicendano nel romanzo, interrogati dal commissario di polizia, e che creano un groviglio di vicende che si intrecciano tra loro. Tutti i personaggi sono inseriti nella lista dei sospettati poiché ognuno di loro ha un movente tale da giustificare il furto eo il delitto. La storia si legge con una certa difficoltà a causa dei numerosi intrecci e a causa della presenza di un linguaggio variegato che spazia dal dialetto popolare, ai termini arcaici, fino ad arrivare all'uso di vocaboli inventati. Il tutto concorre a dimostrare la tesi di Gadda: la vita in sé è complessa ed inspiegabile.
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5.0Autore fantastico, 11-03-2012, ritenuta utile da 2 utenti su 2
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Il grande carlo emilio gadda ha saputo mettere in questo fantastico romanzo tutta la sua visione del futurismo. Ha mischiato generi e lingue ma nonostante ciò il testo è unitario e perfetto nel suo pastiche. Sicuramente il migliore tra gli autori del novecento fascista, nessun altro potrà scrivere mai come gadda.
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3.0Quer pasticciaccio brutto de via Merulana, 04-04-2011
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Riconosco come indubbia la grandezza di questo autore. Mi è piaciuto abbastanza... Bella la contaminazione linguistica, sottili e di grande soddisfazione i riferimenti culturali (fatti apposta per farti gongolare quando li capisci, ma quando non li capisci... Oh beh, alla fine sono cose astruse! Eheh), mi è piaciuta anche la storia, bella davvero, e l'ambientazione, e la scrittura di Gadda, veramente folgorante a tratti, in altri punti invece macchinosa e costruita. In ogni caso è un libro che richiede un po' di concentrazione per essere letto, e che non è fatto per le persone impazienti che hanno la tentazione di saltar pagine per capire come va la storia... Bello comunque, ma certo non mi ha aperto un nuovo mondo.
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4.0Quer pasticciaccio brutto de via Merulana, 15-02-2011
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Mi incuriosiva parecchio il titolo e così l'ho comprato. Alla fine però ho riso talmente tanto da anestetizzarmi: non certo per la storia, ma per il racconto, le descrizioni, i personaggi inverosimili e verissimi, l'uso del romanesco così alieno al Gran Brianzolo. Ne trasse un film il Germi dal titolo ben diverso e incomprensibile: "Un maledetto imbroglio". Germi stesso recitava la parte del commissario Ingravallo e fu una gradevole commedia, ma non detonante come il Gaddiano racconto, a riprova del fatto che più che la trama fu il raccontare che m'inchiodò alla pagina facendo dolorare i mondeghili... Insomma, leggetevelo, amici cari e, se potete, non ustionatevi lì dove le vostre tremule gambette si uniscono al tronco.
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