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In quelle tenebre

In quelle tenebre

di Gitta Sereny


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  • Editore: Adelphi
  • Collana: Gli Adelphi
  • Edizione: 3
  • Traduttore: Bianchi A.
  • Data di Pubblicazione: marzo 1994
  • EAN: 9788845910449
  • ISBN: 884591044X
  • Pagine: 519
  • Formato: brossura

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Voto medio del prodotto:  5 (5 di 5 su 3 recensioni)

5La banalita' del male, 07-08-2012, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Ecco qui il capolavoro di Gitta Sereny scomparsa da poco. La scrittrice ripercorre tutta la carriera del carnefice e conferma con prove ogni passo ed ogni situazione.
Il libro e' veramente scorrevole e inquietante tanto che l'ho riletto 3 volte in 20 anni, indimemticabile il dialogo finale tra donna e donna tra l'autrice e la moglie del carnefice. Complimenti a Gitta.
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5Un uomo un criminale, 27-07-2011, ritenuta utile da 4 utenti su 4
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Hartheim, Sobibor, Treblinka, La Risiera di San Sabba, il prigioniero Stangl si confessa, racconta la sua esperienza, in veste di carnefice e non di vittima. Parla, racconta e subito si contraddice, aveva paura diceva, paura della Germania, paura dei suoi superiori, paura di perdere la moglie. Entro' nelle SS per paura di ripercussioni disse; che strano, far parte delle SS era volontariato e non costrizione. La sua carriera' inizio' lavorando in assoluta segretezza ad Hartheim, il luogo dove si uccidevano migliaia di malati fisici e mentali, le bocche inutili, il famoso Porgetto T4. Lui si occupava soltanto di amministrazione, sapeva, ma aveva paura cosa poteva fare? Stangl, soldato di basso grado spaventato pure dalla sua ombra, viene richiesto per comandare il Lager di Sobibor, il campo di puro sterminio per ebrei, ordine diretto del Generale Globocnik, il supervisore dei campi di sterminio. A Sobibor Stangl non vedeva nulla, solo una volta vide migliaia di cadaveri in putrefazione, lui si occupava soltanto di amministrazione, la colpa e' di Wirth il suo diretto superiore. Sapeva dei carichi giornalieri di ebrei, che venivano scaricati dai treni e spediti in gas, ma lui non li ha mai visti. Eppure fu lui a mettere nel tubo che conduceva alle camere a gas bidoni per contenere escrementi degli assassinati. Ed e' ancora colpa di Globocnik se Stangl divenne il comandante di Treblinka, occorreva mettere ordine e Stangl lo sapeva fare bene. Anche a Treblinka lui non uccise mai nessuno si occupava solo di amministrazione. Sapeva, ma non poteva opporsi, salvo' addirittura la vita ad alcuni ebrei. Quanta innocenza, povero soldato indifeso, cambia lavoro e diventa il nuovo comandante del Lager della Risiera di San Sabba. Morira' in carcere con la coscienza pulita. Mi chiedo ora, furono solo gli inevitabili eventi a trasformarlo in un criminale efferato oppure lo divento' per scelta? Eppure altri ebbero il coraggio di dire no e non furono uccisi. Ci sono prove al riguardo, possibile che Stangl, lui che era un poliziotto non si accorse mai di aver avuto questa possibilita' ?
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5Agghiacciante, 22-09-2010, ritenuta utile da 2 utenti su 4
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Assolutamente inquietante, dimostra come un comune cittadino può diventare un mostro enza coscienza in grado di rendere efficientissimo un campo di sterminio come Treblinka.
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