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Il processo

Il processo

di Franz Kafka


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Trama del libro

Josef K. condannato a morte per una colpa inesistente è vittima del suo tempo. Sostiene interrogatori, cerca avvocati e testimoni soltanto per riuscire a giustificare il suo delitto di "esistere". Ma come sempre avviene nella prosa di Kafka, la concretezza incisiva delle situazioni produce, su personaggi assolutamente astratti, il dispiegarsi di una tragedia di portata cosmica. E allora tribunale è il mondo stesso, tutto quello che esiste al di fuori di Josef K. è processo: non resta che attendere l'esecuzione di una condanna da altri pronunciata.

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Recensioni degli utenti

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Voto medio del prodotto:  4.5 (4.5 di 5 su 17 recensioni)

5.0Kafka docet, 21-02-2017
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È uno dei libri più belli di sempre. Kafka in tutta la sua essenza. Indubbiamente il testo e lo stile è complesso, non lo consiglierei a chi non ha mai letto nulla di Kafka né ad un giovanissimo. Molto severo e angoscioso, è la consacrazione dell'ineluttabilità della giustizia.
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3.0Un classico di Kafka, 27-10-2014
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Romanzo scritto da Franz Kafka, pubblicato per la prima volta nel 1925. Il romanzo ha come protagonista un impiegato di nome Josep che lavora in un'istituzione bancaria e che vive una sfortunata esperienza: viene infatti arrestato, accusato e alla fine incriminato, anche se i reali motivi dell'arresto non gli vengono mai comunicati. Lo stile è quello tipico di Kafka, e rende la storia molto angosciosa. I personaggi che vengono descritti sono tanti, circa una quarantina, e da questo romanzo è stato tratto anche un film, uscito negli anni Sessanta, diretto da Orson Welles e con Anthony Perkins. Buon libro, voto 3 stelle!
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5.0Indispensabile, 22-01-2012, ritenuta utile da 48 utenti su 53
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Considero questo romanzo indispensabile, irrinunciabile. Non è tanto un apprezzamento artistico, quanto piuttosto una sintonia, come sentir parlare una voce di verità. Eppure, nulla potrebbe essere più assurdo di questo romanzo, che scava nel senso di colpa insito in ciascuno di noi e nel dominio che questo senso di colpa può acquisire su di noi.
IL PROCESSO ha una sua compiutezza, nonostante vi siano alcuni capitoli incompiuti che ne costituiscono l'appendice. Ma anche questo, come gli altri romanzi di Kafka, non ebbe in realtà una stesura definitiva dall'autore. Penso che non ci si debba far troppo condizionare da questi problemi, le vicende di Joseph K. Coinvolgono profondamente, anche se poi sarebbe imbarazzante ricostruire con minuzia quanto è avvenuto. Io conosco l'edizione Adelphi, l'ho apprezzata per i suoi pregi, dei quali non ultimo è il fatto che non mi ha soffocato con troppe interpretazioni. Dimensione impagabile, in un testo così fantastico e simbolico.
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5.0Processati senza colpa alcuna, 23-05-2011
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Fermatevi! Siete arrivati al cospetto del Capolavoro! Un uomo innocente e' accusato e subisce un processo insensato. Alla fine scopre che la propria colpa e' solo quella di essere innocente. Sottomesso, accetta la propria, inevitabile, condanna. Clamorosamente attuale, in quanto senza tempo!
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3.0Se non fosse di Kafka, ne direi male, 22-02-2011, ritenuta utile da 2 utenti su 3
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Quando lessi "Il processo", anni fa, da giovane studente di giurisprudenza (una matricola o poco più) avevo aspettative enormi. Conoscevo poco Kafka e me ne vergognavo, per me era una di quelle figure che, per sentito dire, andavano conosciute a fondo, quasi che più che semplici scrittori fossero delle guide spirituali, dei profeti della letteratura. All'idea che un tale genio avesse tentato l'incrocio tra la letteratura e la filosofia del diritto mi sentivo a dir poco eccitato, e pensavo tra me e me "Deve essere una bomba questo libro, per forza, non può non esserlo!". Ebbene, rimasi in attesa del "botto" dalla prima parola, fino... All'ultima. Niente "botto". Arrivai alla fine, e per temperare la delusione, mi convinsi che - essendo questo un romanzo non finito - anche il "botto" fosse rimasto non scritto, nascosto nella penna del grande genio. Riguardo a Kafka, tutti parlano di grandi concetti, si riempiono la bocca di paroloni, lanciandosi in fumose speculazioni, del tipo "Eh beh, Kafka mostra di sapere bene che noi viviamo in un era di simboli, lui conosceva meglio di tutti gli altri il valore e l'importanza dei simboli...", poi uno va a leggersi "Il processo", e ci trova per l'appunto pochi stimoli, poche considerazioni che superino la soglia della superficialità e nessuna riflessione capace di mettere sotto scacco la logica giuridica. Meglio leggerlo, anziché no. Il fatto, però è che, se il medesimo romanzo lo avessi scritto io, non credo avrebbe avuto la stessa fortuna. Se ci sono dentro idee geniali, o io sono assuefatto al genio, oppure dormivo, e non le ho viste passare. Deludente. Il pazzo sono io di sicuro ma, se non fosse un'opera di Kafka, suggerirei di farne tranquillamente a meno, direi che non è certo indispensabile leggerlo, mettiamola così.
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