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Prenditi cura di me

Prenditi cura di me

di Francesco Recami

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Trama del libro

Stefano ha quarant'anni, vive a Firenze e la sua vita fa acqua. Non ha figli e la moglie lo ha lasciato. E dopo due attività messe in piedi con amici e presto fallite, si ritrova a fare il trasportatore con partita Iva per una coop. Pieno di debiti. Capace soltanto di inconsistenti fantasie, brevi come uno spot pubblicitario. Per anni, suo obiettivo è stato impadronirsi del gruzzolo depositato sul conto bancario della madre: per raggiungerlo non ha risparmiato bassezze (perfino una finta gravidanza della moglie). Ma l'anziana signora non ha mai ceduto: convivono in lei le chiusure sospettose del mondo contadino e la nuova grettezza urbana. E una donna anziana e nel suo rapporto con il figlio e con il marito morto si riflette tutta l'ansia solitaria di chi è maggioranza anagrafica ed è nel contempo fuori posto nella nuova società italiana che affida a badanti la vecchiaia. La partita crudele tra i due sembra risolversi quando la madre ha un ictus. Una morte sospesa che però di partita ne apre un'altra: ora è Stefano che deve prendersi cura della madre, e questa responsabilità lo tramortisce. C'è da affrontare l'inferno dell'insensatezza delle strutture sanitarie, della solidarietà ambigua, di un futuro caotico e congestionato come il traffico della città, che per Stefano nel suo furgone è incubo quotidiano. A questo punto non ci sarebbero più scuse per differire la sospirata delega bancaria. Poi le condizioni della madre migliorano e la signora comincia a tornare in sé.

Voto medio del prodotto:  3.5 (3.8 di 5 su 4 recensioni)

4Prenditi cura di me, 25-02-2011
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"Prenditi cura di me" è un libro pessimista e triste, ma pervaso da una velata ironia fiorentina, quella che mi aveva fatto apprezzare l'autore di "Il ragazzo che leggeva Maigret". Una storia che più vera non si può, piena com'è degli stereotipi tipici della famiglia italiana che ogni lettore si può divertire a riscontrare intorno a sé.
Stefano è il quarantenne separato e senza figli, indebitato e con tante attività fallite dietro le spalle, che è costretto a prendersi cura della mamma colpita da ictus. Coltiva però l'insano proposito di mettere mano al tesoretto di famiglia, che la donna gestisce gelosamente con la scaltrezza e la diffidenza tipiche del mondo contadino. L'inaspettata ripresa psichica e fisica della mamma mette però fine ai suoi disegni e lascia aperto il conflitto tra i due. Il finale è a sorpresa. Ma lo scrittore nelle ultime righe fa trapelare che ci sarà un seguito. Pubblicato quest'anno da Sellerio.
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4Firenze e il pantano..., 01-10-2010
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Marta (mamma) e Stefano, il figlio quarantenne e il loro rapporto... Tutto crolla quando la madre ha un ictus! Marta è un po' come Firenze, una sua vera e propria allegoria: ci sono i tralicci della luce ossia il sistema nervoso, le arterie o l'autostrada, il fegato o il centro di Firenze... Tutto o niente ruoterà intorno ai soldi... Lettura piacevole che stimola la riflessione.
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3Senza spiragli, 27-08-2010
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E' decisamente troppo cupo, triste, senza sprazzi di luce, senza alcuna speranza per un'ipotetica felicità futura. E questa cosa non mi è piaciuta, è estremamente deprimente come concetto e dai libri voglio altro. Però il romanzo complessivamente non è male, e il tema della vecchiaia, dell'assistenza agli anziani e ben sviscerato e quanto mai attuale.
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4L'amore di una madre vince sempre, 08-07-2010
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Un romanzo commovente e coinvolgente. La storia di un eterno Peter Pan e la sua mamma quasi centenaria che all'improvviso diventa disabilitata da un ictus. La tragedia degli anziani, la superficialita'e l'egoismo dei quarantenni di oggi, la grandezza dell'amore della mamma che non si spegne mai: il passare di decenni e decenni l'essere stati abbandonati, traditi, derubati e il venire quotidianamente offesi dai figli non bastano a distruggererlo. L'amore della mamma vince. In questa storia anche il fisico della mamma recupera nel finale, ma e' l'amore ed il rispetto struggente di una vecchia madre verso un figlio ormai grandicello e viziato che colpiscono il lettore. Grande storia, ben raccontata.
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