€ 9.50€ 10.00
    Risparmi: € 0.50 (5%)
Normalmente disponibile in 12/13 giorni lavorativi
Spedizione a 1€Spedizione con Corriere a 1€sopra i 25 euro!Scopri come

Ne hai uno usato?
Vendilo!
La polvere d'ali di una farfalla. Scrittori «femministi» del XVIII secolo: Choderlos de Laclos e il suo trattato sull'educazione delle donne

La polvere d'ali di una farfalla. Scrittori «femministi» del XVIII secolo: Choderlos de Laclos e il suo trattato sull'educazione delle donne

di Jacqueline Spaccini


Normalmente disponibile in 12/13 giorni lavorativi
  • Editore: Aracne
  • Data di Pubblicazione: luglio 2011
  • EAN: 9788854838260
  • ISBN: 8854838268
  • Pagine: 140
  • Formato: brossura

Descrizione del libro

Nel 1783 l'Accademia di Châlons-sur-Marne indice un concorso su "i mezzi migliori per perfezionare l'educazione delle donne". Il capitano comandante dei cannonieri, Choderlos de Laclos, che l'anno prima aveva pubblicato le Relazioni pericolose, il romanzo-scandalo che gli varrà gloria imperitura, decide di rispondere al quesito con un trattato che lo terrà occupato per vent'anni. Prima di lui anche Fénelon, Diderot e Rousseau, tra gli altri, si erano cimentati a scrivere sulle donne. Ed è a partire da tali scritti, e dal confronto serrato tra il suo L'educazione delle donne e l'Emilio rousseauiano, che questo saggio si snoda, scoprendo che la frase di Diderot (per scrivere sulla donna occorrerebbe intingere la penna nella polvere delle ali di una farfalla) è un proposito sentimentale lontano dalla condizione femminile di quel tempo.

Tutti i libri di Jacqueline Spaccini

Voto medio del prodotto:  4 (4 di 5 su 2 recensioni)

4La polvere d'ali di una farfalla, 26-09-2011, ritenuta utile da 1 utente su 1
di - leggi tutte le sue recensioni
Laclos è a buon diritto considerato uno degli autori più problematici dell'ottocento: misconosciuto presso i suoi contemporanei settecenteschi, dimenticato dai posteri del secolo successivo, tranne che da due lettori di eccezione che ne colsero la grandezza (Stendhal e Baudelaire) , riscoperto infine nel Novecento come grande autore il cui capolavoro, "Les Liasons dangereuses", è diventato tra le opere canoniche per esemplificare il romanzo epistolare e lo spirito libertino. In realtà, quella forma narrativa gli preesisteva si pensi alla "Clarissa" di Richardson. D'altra parte, la biografia di Laclos non ha nulla del libertino alla Sade.
Tuttavia parlando dell'uno e dell'altro argomento è impossibile prescindere dal suo nome.
Pochi però ricordano che Laclos compose anche un trattato "femminista", cioè l'"Essai sur l'éducation des femmes" cominciato nel 1783 e terminato una quindicina di anni dopo.
La riscoperta di questo testo è al centro dello studio di Spaccini, di modo che troviamo i rapporti tra le due opere dello scrittore di Amiens, tra il suo studio e altri che segnarono il XVIII secolo (da Rousseau ad autori meno noti) e naturalmente tra la condizione della donna di allora e le sue rappresentazioni teoriche.
Due sono le chiavi adoperate dalla ricerca di Spaccini: da una parte, una rigorosa ermeneutica che spieghi e ponga in rilievo le idee centrali, le contraddizioni, le aporie e le anticipazioni del pensiero laclosiano, dall'altra una vivace attenzione al contesto storico in cui si delineò la sua posizione.
Quel che impressiona nella scrittura di Spaccini è la personalizzazione dello stile, che è capace di ignorare le insidie e gli automatismi del birignao di tante pubblicazioni accademiche, senza però venir meno alla necessità di fondare il proprio lavoro su un esame attento dei testi, dei documenti, delle fonti. Il suo obiettivo non è tanto quello di rivolgersi al lettore medio la cui figura nel caso della saggistica è sempre opinabile quanto piuttosto di rivolgersi a un lettore curioso e desideroso di informarsi, senza però essere disposto ad essere angariato da una prosa alchemica e terrorizzante. Basta soffermarsi sulle note per comprendere che nessuna conoscenza è data per scontata e che la necessità di fornire tutte le coordinate a chi legge è sempre tenuta presente dalla studiosa. Tuttavia basta scorrere alcune pagine per assaggiare uno stile frizzante, ironico e acutissimo.
Quindi si esce dalla lettura del saggio con la felice sensazione di aver appreso qualcosa di più e non poi così tanto lontana dal nostro presente e dalle nostre problematiche e di aver fatto altresì un'esperienza piacevole.
Ritieni utile questa recensione? SI NO
4La polvere d'ali di una farfalla, 25-02-2011
di - leggi tutte le sue recensioni
L'autore è un vero maestro nel padroneggiare le sue fonti. Quel che impressiona nella scrittura di Spaccini è la personalizzazione dello stile, che è capace di ignorare le insidie e gli automatismi del birignao di tante pubblicazioni accademiche, senza però venir meno alla necessità di fondare il proprio lavoro su un esame attento dei testi, dei documenti, delle fonti. Il suo obiettivo non è tanto quello di rivolgersi al lettore medio la cui figura nel caso della saggistica è sempre opinabile quanto piuttosto di rivolgersi a un lettore curioso e desideroso di informarsi, senza però essere disposto ad essere angariato da una prosa alchemica e terrorizzante. Basta soffermarsi sulle note per comprendere che nessuna conoscenza è data per scontata e che la necessità di fornire tutte le coordinate a chi legge è sempre tenuta presente dalla studiosa. Tuttavia basta scorrere alcune pagine per assaggiare uno stile frizzante, ironico e acutissimo.
Quindi si esce dalla lettura del saggio con la felice sensazione di aver appreso qualcosa di più e non poi così tanto lontana dal nostro presente e dalle nostre problematiche e di aver fatto altresì un'esperienza piacevole.
Un'ottima prova. Da non mancare.
Ritieni utile questa recensione? SI NO