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Come piante tra i sassi

Come piante tra i sassi

di Mariolina Venezia


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  • Editore: Einaudi
  • Collana: I coralli
  • Data di Pubblicazione: novembre 2009
  • EAN: 9788806191030
  • ISBN: 8806191039
  • Pagine: 256
  • Formato: brossura

Descrizione del libro

Nella quiete sorniona di un sabato mattina in ufficio, mentre Matera si prepara al rituale dello struscio pomeridiano, una telefonata raggiunge il Sostituto Procuratore Imma Tataranni. "Pensò immediatamente a Valentina, che doveva essere appena uscita da scuola e in quei giorni stava piantando una grana. Invece le dissero che avevano ucciso un ragazzo, a Nova Siri". Imma per mestiere ha a che fare abitualmente coi morti ammazzati; ma se a morire è un coetaneo di sua figlia, a poco a poco la madre e il procuratore si scopriranno facce della stessa medaglia che finiranno per confondersi e alimentarsi l'un l'altra. L'indagine del procuratore - con le sue tecniche, le sue dinamiche, le rivalità antiche e nuove - pagina dopo pagina assume infatti i contorni del viaggio di una madre alla scoperta di un mistero più importante e profondo: chi sono i nostri figli, che cosa vogliono, che possibilità hanno di questi tempi? In una comunità chiusa del Mezzogiorno italiano, fra dicerie superficiali e misfatti sepolti dalla terra arsa dal sole, Imma scruta, interroga, immagazzina dati: qualche volta inciampa, come sugli irrinunciabili tacchi alti, qualche volta, proprio come con quelli, riesce a ergere lo sguardo oltre l'apparenza dei fatti.

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Voto medio del prodotto:  3 (3.3 di 5 su 8 recensioni)

3Tra i sassi, 03-02-2012
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Sicuramente meno coivolgente ed incisivo del primo libro, ma dopotutto si tratta di un genere diverso. Lo stile della Venezia è comunque piacevole e scorrevole, spesso ci regala battute divertenti... Soprattutto riguardo la passioncella del giudice per il giovane e aitante carabiniere... Si lascia apprezzare.
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2Come piante tra i sassi, 04-07-2011
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Patchwork tra ricordi, emozioni, e paure che non convince fino in fondo. La storia diventa un Mcguffin per parlare dei personaggi (con nome e cognome: nomi e cognomi che non corrispondono alle persone tratteggiate dai personaggi, ma che, ve lo posso assicurare, esistono così come scritti) , dei luoghi, degli eventi.
Come nel precedente libro della Venezia; ma in questo ancora di più si coglie lo sfaldamento tra il nodo narrativo e lo scenario; ancora più frettolosa è la chiusa e il finale, per quanto d'effetto, non risolve che la vicenda, mentre innumerevoli spunti restano appesi.
Così, invece che un affresco della Lucania dei giorni nostri, si ha l'impressione di guardare uno di quegli album degli anni '80, dove su uno sfondo disegnato dovevi applicare a piacere i trasferibili dei personaggi. Tutto distaccato, disomogeneo. Però scorrevole. E spesso divertente.
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3Come piante tra i sassi, 28-02-2011
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Mah, rispetto alla sua precedente produzione opera un po' deludente; vi vengono trattati molti argomenti e non si riesce bene a definirlo: è un noir, un romanzo di denuncia, un romanzo storico...? E comunque ci sono troppi legami, troppi stereotipi, troppe trame astruse... L'unico punto a favore è la pulizia dello stile, i dialoghi serrati che tengono accesa l'attenzione, ma rispetto al libro precedente qui manca la lucidità, lo stile è più astruso e il risultato si vede.
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2Prova deludente, 22-02-2011
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Rispetto al precedente Mille anni che sto qui, questo romanzo è un po' deludente; c'è "troppa carne al fuoco" e non si riesce bene a definirlo: è un giallo, un romanzo di denuncia, un romanzo di costume...? E comunque ci sono troppi spunti, troppi cliché, troppe piste investigative... L'unico punto a favore è la scorrevolezza, i dialoghi che tengono viva l'attenzione, ma rispetto al precedente romanzo qui manca la spontaneità, lo stile è più artificioso e il risultato si vede.
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3Come piante tra i sassi, 16-02-2011
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Mah! Che dire di quest'opera? Di buono ha che è scorrevole. Anche troppo. Discorsi indiretti in cui non sai cosa si dicono i personaggi (battute taglienti, risposte piccate... Beh, quelle ci piace leggerle, non sentirle raccontare). Alcune inesattezze grossolane, ipoteche che scadono se non vengono pagate (magnifico... E chi si preoccuperebbe di pagare?), una Matera un po' troppo datata nei riferimenti, segno che chi scrive, a Matera, non ci vive da una vita, e allora perché riempire il libro di riferimenti come se fosse una guida turistica?
La storia diventa un Mcguffin per parlare dei personaggi (con nome e cognome: nomi e cognomi che non corrispondono alle persone tratteggiate dai personaggi, ma che, ve lo posso assicurare, esistono così come scritti), dei luoghi, degli eventi.
Come nel precedente libro della Venezia; ma in questo ancora di più si coglie lo sfaldamento tra il nodo narrativo e lo scenario; ancora più frettolosa è la chiusa e il finale, per quanto d'effetto, non risolve che la vicenda, mentre innumerevoli spunti restano appesi.
Così, invece che un affresco della Lucania dei giorni nostri, si ha l'impressione di guardare uno di quegli album degli anni '80, dove su uno sfondo disegnato dovevi applicare a piacere i trasferibili dei personaggi. Tutto distaccato, disomogeneo. Però scorrevole. E spesso divertente.
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