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Perché non sono cristiano

Perché non sono cristiano

di Bertrand Russell


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  • Editore: Longanesi
  • Collana: Il Cammeo
  • Traduttore: Buratti Cantarelli T.
  • Data di Pubblicazione: marzo 2006
  • EAN: 9788830423480
  • ISBN: 8830423483
  • Pagine: 221
  • Formato: rilegato

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Descrizione del libro

Il cristianesimo pervade la società occidentale da così tanto tempo, e in maniera così invasiva, che le opinioni su di esso e sul suo ruolo ricoprono l'intero spettro delle possibilità: dalla constatazione di Sören Kierkegaard che 'non possiamo essere cristiani', per l'impossibilità di vivere un autentico rapporto personale con Gesù, all'affermazione di Benedetto Croce che 'non possiamo non dirci cristiani', per il ruolo che la fede e la Chiesa hanno avuto nella formazione della nostra cultura, al pronunciamento di Marcello Pera che 'dobbiamo dirci cristiani', perché la laicità e la democrazia non sarebbero (state) possibili al di fuori della tradizione evangelica. Evidentemente, e nonostante le loro differenze reciproche, gli esistenzialisti, gli idealisti e gli apostati hanno almeno un aspetto in comune: la mania di elevare le proprie opinioni personali al rango di verità universali. I logici sono più modesti, come dimostra fin dal titolo Perché non sono cristiano" di Bertrand Russell: una memorabile raccolta di una dozzina di saggi scritti tra il 1925 e il 1954 (a parte una curiosità filosofica del 1899), in cui egli dice la sua su tutti gli aspetti della religione in generale, e del cristianesimo in particolare. (...)" (dall'introduzione di Piergiorgio Odifreddi)

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Voto medio del prodotto:  4 (4.1 di 5 su 9 recensioni)

4Perchè non sono cristiano, 13-03-2012
di - leggi tutte le sue recensioni
Lucido, spietato a tratti, quasi scientifico, estremamente laico, il saggio di Bertrand Russell costituisce una vera e propria pietra miliare a mio avviso nel millenario scontro tra fede e scienza, fra religione e razionalità. E in fondo un simile testo non poteva non venire da un campione delle lotte civili del XX secolo come Russell.
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4Perché non sono cristiano, 05-07-2011
di - leggi tutte le sue recensioni
Leggere il filosofo inglese rappresenta sempre un 'esperienza di crescita umana e culturale. Ma più interessante è rendersi conto di come alcune proposizioni che oggi sono date per scontate solo settant'anni fa erano oggetto di dibattiti accesi. Ancora più interessante è leggere, nell'appendice di questo libro, come nei liberalissimi Stati Uniti d'America potesse essere impedito a quello che diventerà un premio Nobel di insegnare in un College.
I tempi cambiano. Mai abbastanza.
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2Perché non sono cristiano, 23-02-2011
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Risultato decisamnete deludente rispetto ad altre sue produzioni. Una raccolta diseguale di articoli e brevi saggi del grande filosofo scienziato Russell. Quello che da il titolo all'antologia è sicuramente interessante e meritorio di essere letto ancora oggi, nonostante i quasi 70 anni trascorsi dalla sua stesura. Alla lunga però il tutto risulta ripetitivo e stancante, il livello di attenzione necessariamente subisce un brusco calo. Non si può certo pretendere di più da un progetto così poco organico, che comunque ha dei momenti veramente felici di riflessione e scrittura. Nel complesso però il mio giudizio resta tiepido. Sicuramente oggi sul mercato si può trovare di meglio, su tutti "L'illusione di Dio" di Richard Dawkins.
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5Perché non sono cristiano, 16-02-2011
di - leggi tutte le sue recensioni
Indubbiamente, riesce ad attirare l'attenzione del lettore. (Ri)leggere Bertrand Russell è sempre forgiante e interessante. Ma più interessante è rendersi conto di come alcune proposizioni che oggi sono date per scontate solo settant'anni fa erano oggetto di dibattiti accesi. Ancora più interessante è leggere, nell'appendice di questo libro, come nei liberalissimi Stati Uniti d'America potesse essere impedito a quello che diventerà un premio Nobel di insegnare in un College.
I tempi cambiano. Mai abbastanza.
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5Precursore dei tempi., 16-12-2010, ritenuta utile da 2 utenti su 2
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Dopo l'introduzione implacabile di Odifreddi, si leggono diversi scritti di Russel sul sentimento religioso e sulla macchina della Chiesa con una raffinatezza e lungimiranza eccezionali. Mai volgare, illustra quante lacune e quanto sia incoerente la Chiesa nelle questioni familiari e sessuali (ma non solo) . Molto triste il processo sommario in stile Medioevo che subì per la nomina alla cattedra di matematica del City College di New York. Forse neanche oggi siamo ai livelli di modernità e progresso sostenuti da lui, un personaggio straordinario.
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