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Il passato è una bestia feroce

Il passato è una bestia feroce

di Massimo Polidoro


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  • Editore: Piemme
  • Data di Pubblicazione: marzo 2015
  • EAN: 9788856639537
  • ISBN: 885663953X
  • Pagine: 427
  • Formato: rilegato

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Descrizione del libro

Sono passati trentatré anni da quando Monica Ferreri, una bambina, è scomparsa senza lasciare traccia. Da allora, quasi tutti l'hanno dimenticata. È una misteriosa lettera, scritta da Monica la sera prima di sparire e ritrovata oggi, a risvegliare l'inquietudine di un mistero mai risolto. A riceverla è Bruno Jordan, cronista di successo della rivista "Krimen", quarantenne in crisi e, tanto tempo prima, compagno di scuola e amico speciale di Monica. Quella lettera rappresenta il pretesto che serve a Jordan per allontanarsi da Milano, da una redazione dove si sente soffocare, dall'ennesima fidanzata che lo ha lasciato in malo modo e, sopratutto, dalle minacce di alcuni malavitosi che lo hanno preso di mira a causa di una delle sue inchieste scomode. Con l'aiuto di Costanza Piras, giovane ma risoluta donna maresciallo, Jordan ritorna sui luoghi dell'infanzia per indagare sulla fine di Monica. E più va a fondo, più quello che scopre si fa spaventoso, facendogli capire troppo tardi che il passato è come una bestia feroce che forse sarebbe meglio non risvegliare.

Tutti i libri di Massimo Polidoro

Voto medio del prodotto:  5 (5 di 5 su 6 recensioni)

5Una storia piena di colpi di scena, 17-03-2015
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Ho appena finito di leggere il primo romanzo di Massimo Polidoro e due pensieri si sono subito formati nella mia testa: quando potrò leggere il seguito? Quando ne faranno un film?
La storia è incentrata sulle indagini di Bruno Jordan, giornalista intraprendente che si trasforma in un autentico detective sulle tracce di una vecchia amica scomparsa quando era bambina.
Non mancano i colpi di scena, ben architettati, né i riferimenti scientifici, che rendono credibile la trama. Polidoro è un indagatore dell'insolito e del paranormale, e nel libro si sente: anche Bruno Jordan, infatti, cerca di andare oltre le apparenze magiche e si affida alla razionalità.
Come detto in apertura il materiale per un secondo capitolo c'è, e gli elementi per farne un film o una mini serie pure, quindi mi aspetto di leggere un seguito e, chissà, magari anche di vedere Bruno sul grande schermo!
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5Grande esordio nel thriller di Polidoro!, 11-03-2015
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L'ultimo libro di Massimo Polidoro (scrittore, giornalista, segretario del CICAP, già docente di Metodo scientifico e Psicologia dell'insolito alla Milano-Bicocca) è un "crime" che esce proprio nel periodo in cui spopolano serie TV, film e libri sul genere, ma riesce a emergere alla grande.
L'autore, per la stesura di questo bel thriller, non ha lasciato niente al caso: ha studiato la psicologia della suspense, si è documentato tantissimo e si è confrontato con i mostri sacri (Deaver, Connelly, Demille). E il risultato si vede!
La trama è, al tempo stesso, semplice da seguire e fitta di dettagli interessanti e ben costruiti. Bruno Jordan (il nome vi suggerisce qualcosa?), il giornalista-protagonista, non è Colombo ma nemmeno Coliandro, e quindi risulta un personaggio molto realistico, come del resto anche gli altri characters che sono sapientemente delineati (menzione d'onore a GIP, ispirato a una persona realmente esistente). Realistico è anche il contesto del racconto, sempre a cavallo tra presente e passato, con continui riferimenti ai mitici anni Ottanta (citazioni musicali, cinematografiche, sportive) e ambientato in una provincia lombarda (fittizia, ma che può rispecchiare anche quella più prossima al lettore) .
Una volta tanto, insomma, non assistiamo al tentativo di traslare forzatamente i canoni USA nella realtà dello Stivale (quasi sempre fuori luogo). Saggia anche la scelta di narrare in prima persona.
Questo romanzo piacerà ai fan di Sherlock e al lettore occasionale che si avvicina per la prima volta al genere, perché potrà facilmente immedesimarsi.
In definitiva c'è un po' di King, un po' di Faletti, e anche un po' dello stesso Polidoro (il trasporto emotivo arriva quasi ai livelli di "Marta che aspetta l'alba" e la durezza di alcuni trattati ricorda molto "Eravamo solo bambini").
Almeno due le possibilità di lettura: si può leggere come piacevole passatempo o si può cercare di scoprire gli indizi disseminati un po' ovunque, facendo un po di mental fitness (o perché no, prima in un modo e poi nell'altro).
Di sicuro un libro che va letto più e più volte.
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5Questo libro è una droga pesante, 07-03-2015
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La principale caratteristica che si richiede a un buon thriller è quella di essere avvincente e di lasciare con il fiato sospeso, e devo dire che in questo caso Polidoro ha quasi esagerato! Personalmente non sono riuscita a fare quasi niente finché non sono arrivata all'ultima pagina.
Ho divorato le 420 pagine di questo libro in circa 12 ore, e sinceramente faccio fatica a immaginare come potrebbe essere altrimenti.
Perciò, nonostante sia un libro che mi sentirei di consigliare davvero a chiunque, aggiungerei anche un altro consiglio: iniziate a leggerlo quando avrete del tempo da dedicargli, perché rischiate di passare una notte in bianco per cercare di terminarlo, com'è accaduto a me. Non solo si viene letteralmente consumati dalla brama di scoprire il prima possibile cosa si celi dietro mistero della scomparsa della piccola Monica Ferreri, ma vi posso assicurare che la soluzione dell'enigma non corre certo il rischio di lasciarvi insoddisfatti!
Polidoro dimostra di essere uno scrittore davvero eccellente e, come capita quando si ha il privilegio di leggere un'opera del genere, una volta giunti alla fine ci si sente un po' tristi e si avrebbe voglia di iniziare immediatamente a leggere un altro libro simile.
Insomma, datemi retta, correte in libreria!
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5Una bottiglia di ottima annata, 07-03-2015
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Ho avuto l'onore e il piacere di essere scelta da Massimo Polidoro come una dei 100 componenti della Squadra di Lancio!
Leggere un thriller da criminologa, quale sono, sinceramente avrebbe spento tutta la magia, così mi sono spogliata del mio ruolo e mi sono calata in tutto e per tutto in quello della lettrice, una lettrice diversa, una lettrice sommelier (lo sono anche nella vita). Paragonerei la storia (e la vita) del nostro protagonista a uno Champagne francese, ottimo Champagne che ti stordisce alla sola vista della bottiglia. I colori sono netti, avvolgenti nelle loro mille sfumature, dal bianco della neve al grigio della malinconia, dal cielo terso al rosso del sangue. Il perlage è persistente: ogni bollicina evoca emozioni, ricordi, pensieri, riflessioni. La vera sorpresa però è l'assaggio, che corrisponde in maniera quasi perfetta a quello già scoperto con l'esame visivo: i sapori sono franchi, netti e ben armoniosi (descrizioni così precise da avvertire in bocca alcuni sapori e odori dei cibi descritti!). Non c'è dubbio che sia una bottiglia di ottima annata, riservata alle grandi occasioni, la bottiglia che si tiene da parte per tutta la vita prima di aprirla, dato che si sa che più passerà il tempo più lo Champagne sarà migliore! Ma (e qui scatta la ferocia del passato) l'invecchiamento (o meglio, il passato) della storia mi porta a pensare a una bottiglia che Bruno (il protagonista, che pensandoci bene potrebbe essere qualsiasi lettore del libro) ha regalato ad altri, e che gli altri hanno aperto senza di lui. O, più semplicemente, una bottiglia che non ha mai aperto per sé, e che purtroppo non aprir mai più.
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5Da leggere!, 07-03-2015
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Cari lettori, vi consiglio di leggere questo libro. Perché? Semplice: è un thriller d'esordio (di genere, dato che l'autore è già famoso in altri campi letterari) che vi lascerà sorpresi. La lettura è scorrevole e fa entrare nella storia senza fatica, per poi esplodere in un finale convulso che di sicuro vi lascerà senza fiato. L'ambientazione è nel passato (trent'anni fa) ma anche nel presente, un presente cupo e grigio, con una neve fastidiosa che ricopre tutto e tutti confondendo anche le poche tracce che il protagonista Bruno Jordan si troverà a seguire.
Non vi dico altro perché il bello dei libri è leggerli, non raccontarli.
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