• Premio Strega 2018

      Giovedì 5 luglio, al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma, è stata proclamata la vincitrice del Premio Strega 2018: è Helena Janeczek con La ragazza con la Leica (Guanda), 196 voti. L’opera della scrittrice tedesca naturalizzata italiana, racconta la storia della sbalorditiva Gerda Taro, prima fotoreporter a cadere nel corso della Guerra civile spagnola, nel 1937. Compagna di Robert Capa, che le insegna l’arte della fotografia, la Taro è un personaggio spiazzante e moderno, caratterizzato dalla grande voglia di vivere e dal desiderio smisurato di condividere, tramite le immagini, anche le realtà più crude e dolorose. Al secondo posto si piazza con 144 voti, Marco Balzano con Resto qui (Einaudi). L'autore, già vincitore del Premio Campiello 2015, utilizza i personaggi fittizi Erich e Trina per delineare la storia degli abitanti di Curon, borgo della Val Venosta distrutto nel 1950 a causa della costruzione di una diga. Segue Sandra Petrignani, 101 voti, con La corsara: Ritratto di Natalia Ginzburg (Neri Pozza), biografia romanzata della scrittrice che fu redattrice per Einaudi, drammaturga e cara amica di personaggi come Cesare Pavese e Elsa Morante che hanno dominato la vita culturale dell'Italia del Novecento. Quarto classificato è Carlo D’Amicis con Il gioco (Mondadori). Il libro che descrive, sotto forma di intervista, un triangolo amoroso dalla lunga durata impostato su ferree regole di dominazione e sottomissione. Ultima dei finalisti è Lia Levi, 55 voti, con Questa sera è già domani (Edizioni E/O), il racconto della vita di una famiglia ebrea genovese nel periodo della proclamazione delle Leggi razziali.

    • La ragazza con la Leica

      La ragazza con la Leica

      Helena Janeczek

      Guanda


      I libri di Helena Janeczek

      Il 1° agosto 1937 una sfilata piena di bandiere rosse attraversa Parigi. È il corteo funebre per Gerda Taro, la prima fotografa caduta su un campo di battaglia. Proprio quel giorno avrebbe compiuto ventisette anni. Robert Capa, in prima fila, è distrutto: erano stati felici insieme, lui le aveva insegnato a usare la Leica e poi erano partiti tutti e due per la Guerra di Spagna. Nella folla seguono altri che sono legati a Gerda da molto prima che diventasse la ragazza di Capa: Ruth Cerf, l’amica di Lipsia, con cui ha vissuto i tempi più duri a Parigi dopo la fuga dalla Germania; Willy Chardack, che si è accontentato del ruolo di cavalier servente da quando l’irresistibile ragazza gli ha preferito Georg Kuritzkes, impegnato a combattere nelle Brigate Internazionali. Per tutti Gerda rimarrà una presenza più forte e viva della celebrata eroina antifascista: Gerda li ha spesso delusi e feriti, ma la sua gioia di vivere, la sua sete di libertà sono scintille capaci di riaccendersi anche a distanza di decenni. Basta una telefonata intercontinentale tra Willy e Georg, che si sentono per tutt’altro motivo, a dare l’avvio a un romanzo caleidoscopico, costruito sulle fonti originali, del quale Gerda è il cuore pulsante. È il suo battito a tenere insieme un flusso che allaccia epoche e luoghi lontani, restituendo vita alle istantanee di questi ragazzi degli anni Trenta alle prese con la crisi economica, l’ascesa del nazismo, l’ostilità verso i rifugiati che in Francia colpiva soprattutto chi era ebreo e di sinistra, come loro. Ma per chi l’ha amata, quella giovinezza resta il tempo in cui, finché Gerda è vissuta, tutto sembrava ancora possibile.


    • I finalisti


    • Gli altri libri in gara


    • Albo d'oro