• Dante

      Le celebrazioni dedicate al Sommo Poeta hanno inizio il 25 marzo 2021, giorno in cui Dante cominciò il suo viaggio attraverso i tre regni dell'Aldilà, descritto nella Divina Commedia. Proprio in questa data è stato istituito il Dantedì, su proposta del Ministero dei Beni Culturali. Poeta e prosatore, Dante Alighieri è nato tra il maggio e il giugno del 1265 da una famiglia della piccola nobiltà. Uno degli eventi più importanti della vita di Dante è stato l'incontro con Beatrice, la donna che ha amato ed ha esaltato come simbolo della grazia divina. Beatriche sarebbe realmente vissuta: gli storici l'hanno identificata nella nobildonna fiorentina Beatrice o Bice Portinari, morta nel 1290. Per quanto riguarda la prima parte della vita di Dante non si hanno molte informazioni a proposito della sua formazione, anche se le sue opere rivelano una grande erudizione. È stato poeta e prosatore, teorico letterario e pensatore politico, ed è considerato il padre della letteratura italiana. Durante i conflitti politici di quegli anni, Dante si è schierato con i guelfi contro i ghibellini. Quando la classe dirigente guelfa si è spaccata tra bianchi e neri, Dante si è schierato con i bianchi che avevano il governo della città. Ha ricoperto vari incarichi e nel 1300, dopo una missione diplomatica a San Gimignano, è stato nominato priore. Ruolo che ha ricoperto con senso di giustizia e fermezza, tanto che, per mantenere la pace in città, ha approvato la decisione di esiliare i capi delle due fazioni in lotta quasi quotidiana, tra i quali l'amico Guido Cavalcanti. Probabilmente è stato uno dei tre ambasciatori inviati a Roma per tentare di bloccare l'intervento di papa Bonifacio VIII a Firenze. Non si trovava in città quando le truppe angioine hanno consentito il colpo di stato dei neri nel novembre 1301. È stato accusato di concussione e condannato in contumacia prima a un'enorme multa e poi a morte nel marzo 1302. In questo modo è iniziato l'esilio che sarebbe durato fino alla morte. Alla notizia dell'elezione al trono imperiale di Enrico VII di Lussemburgo, si è avvicinato ai ghibellini, ma la spedizione dell'imperatore in Italia è fallita. Durante gli anni dell'esilio Dante si è spostato nell'Italia settentrionale tra la Marca Trevigiana e la Lunigiana e il Casentino, e forse si è spinto fino a Parigi tra il 1307 e il 1309. Si è recato poi insieme ai figli, forse nel 1312, a Verona presso Cangrande della Scala, dove è rimasto fino al 1318. Da qui si è recato a Ravenna, presso Guido Novello da Polenta, dove ha riunito attorno a sé un gruppo di allievi tra cui il figlio Iacopo, che si accingeva alla stesura del primo commento dell'Inferno. È morto nella notte tra il 13 e il 14 settembre 1321 a Ravenna e nemmeno le sue spoglie sono mai più tornate a Firenze.


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