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L' orco di Rhêmes

L' orco di Rhêmes

di Renato Riva


  • Editore: Le Château Edizioni
  • Data di Pubblicazione: gennaio 2009
  • EAN: 9788876371059
  • ISBN: 8876371052
  • Pagine: 234
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Trama del libro

"Tutto era cominciato da una cartolina". La cartolina illustrata raffigurava le montagne di Rhêmes e il ragazzino che la prese in mano se ne innamorò a prima vista. Il romanzo racconta la storia di questo amore: l'amore per le montagne che spinge un gruppo di ragazzi e in particolare due grandi amici a iniziare l'avventura di conquistare le cime alla ricerca di qualcosa di cui non sono pienamente consapevoli, spinti dall'esigenza di mettersi alla prova e vivere profondamente i valori dell'amicizia, della solidarietà, della vicinanza degli spiriti, del silenzio. Non è un romanzo pieno di aggettivi e belle parole che descrivono le montagne, qui la montagna è descritta nella sua crudezza fatta di freddo, di pareti difficili dove la bellezza può essere scoperta e compresa solo attraverso difficoltà e avventure. L'autore non racconta esperienze immaginate o mutate da altri, si sente che egli conosce intimamente tutti gli elementi della trama che ha costruito e ha nel suo bagaglio i pensieri, i dubbi ma anche gli slanci di tutti coloro che affrontano seriamente le montagne. La lotta per una conquista presuppone un vincitore. Il lettore farà forse fatica ad accettare l'epilogo e, istintivamente, nascerà la riflessione. Per chiudere il libro in pace con se stessi, occorrerà tentare di dare una risposta alle numerose domande che si imporranno.

Voto medio del prodotto:  4 (4 di 5 su 1 recensione)

4Rhêmes mon amour, 11-04-2010, ritenuta utile da 2 utenti su 2
di - leggi tutte le sue recensioni
L'orco di Rhêmes di Renato Riva è un romanzo che non può mancare nella collezione degli appassionati di narrativa di montagna.
L'orco di Rhêmes è un racconto forte, che tiene col fiato sospeso, con gli occhi e il cuore a picco sulla parete di roccia est della Grande Rousse. La vicenda si svolge negli anni Settanta e ha per protagonisti quattro ragazzi di Milano (anni in cui Milano sfornava gente come i Guerini e i Dinoia...) che si innamorano della valle di Rhêmes per una vacanza in campeggio. I giovani si avvicinano all'alpinismo: cominciano a praticarlo in Grigna, Masino e Monte Bianco, fino ad arrivare ad alto livello e poi si ossessionano tanto da voler aggredire il terribile orco di Rhêmes, la fatidica parete della Grande Rousse.
Renato Riva, lombardo, classe 1955, è un ingegnere informatico, top manager di una grande azienda, con un curriculum professionale assolutamente degno di nota: si è occupato di business e strategie di marketing ed è autore di numerosi articoli e ricercato relatore per seminari e conferenze. Ha pubblicato un testo di business sulle vendite 'Organizzare, Innovare, Vendere' per la Rizzoli - Etas libri. Renato Riva, però, ha due grandi passioni: l'alpinismo e la vela, e così si racconta: «Fare il manager e fare l'alpinista sono due attività complementari. La salita alle cime delle montagne è un esercizio fisico e mentale. Basta un po' di allenamento fisico, la mente che vuole salire e che gestisce il corpo e le sue debolezze. Esattamente come per vincere e divertirsi nell'attività professionale. Ci vuole la visione di dove si deve andare, la resistenza alle difficoltà e la testa dura per non mollare mai. E poi la velocità, per reagire ai cambiamenti del tempo e per evitare fulmini e valanghe. Spesso mi dico: non potrei fare un'attività senza l'altra.» Riva stila, tutto d'un fiato, questo avvincente romanzo sulla pericolosa passione per la Natura. «Ho scritto questo libro per cercare di spiegare come sia la passione a portare a volte le persone oltre la soglia del rischio, e non l'impreparazione o l'improvvisazione. Se notate, ogni volta che avviene una disgrazia in montagna ci sono sempre alpinisti che spiegano che e' stato fatto qualche imperdonabile errore. Invece io penso che non sia così e che quando muore un velista, ad esempio,  il mondo della vela fa quadrato attorno a lui, mentre quando muore un alpinista il mondo della montagna (in molti, troppi casi) lo mette alla berlina. Chi non ha mai fatto errori in montagna scagli la prima pietra. Ho dedicato il libro a quattro ragazzi piemontesi morti quest'inverno sulla Nord dell'Aiguille du Midi. Non li conoscevo. Ma il giorno dopo la loro morte Franco Brevini sul Corriere scriveva: 'Così il Monte Bianco è diventato un Luna Park', sottotitolo: Rischi e improvvisazione. E così alcuni altri quotidiani, mentre Messner spiegava che andare di conserva in montagna e' un grave errore. Io la penso diversamente e ho messo il mio sentire nel libro».
Il romanzo rivela la profonda conoscenza dell'autore per la nostra regione: dettagliate descrizioni geografiche di tutti gli angoli di Rhêmes, conoscenze storico culturali come l'accenno all'Arpitania, informazioni di prima mano come il ricordo dei campeggiatori 'santoni'. Renato Riva infatti frequenta regolarmente l'amata val di Rhêmes dal 1972 e, a suo dire, conta di trasferirsi appena andrà in pensione e di andare a scuola di patois. C'è dell'autobiografia, dunque, nell'entusiasmo dei giovani, nel contesto politico sociale, nelle amicizie, soprattutto nella descrizione dei caratteri dei ragazzi, nella grande passione per l'alpinismo: tutto ha dato spunto a una trama che comunque rimane di fantasia. In conclusione, perché un alpinista e gran viaggiatore come lei ha scelto proprio questa vallata per calamitare tutta la vicenda? Ci rispondono i quattro baldi giovani dal romanzo: «Una bellezza simile a quella del circo glaciale della Valle di Rhêmes non l'avevamo mai vista».
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