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Ognuno muore solo

Ognuno muore solo

di Hans Fallada


  • Editore: Sellerio Editore Palermo
  • Collana: La memoria
  • Traduttore: Coïsson C.
  • Data di Pubblicazione: ottobre 2010
  • EAN: 9788838925108
  • ISBN: 8838925100
  • Pagine: 740
  • Formato: brossura
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Trama del libro

Il libro più importante che sia mai stato scritto sulla resistenza tedesca al nazismo (Primo Levi). "Ognuno muore solo" (uscito nel 1947) è una rielaborazione letteraria dell'inchiesta della Gestapo che portò alla decapitazione due coniugi berlinesi di mezz'età. Una spietata caccia all'uomo, con tanto di bandierine sulle carte, guidata da investigatori tanto tecnicamente capaci quanto irrazionalmente mossi da un fanatismo assurdamente sproporzionato agli scopi. E probabilmente le ragioni dell'oblio e della riscoperta stanno appunto nel fatto che è un romanzo sulla resistenza. Un romanzo sulla resistenza e sulla disperazione. Contrastante, quindi, con il luogo comune di un Hitler che non conobbe oppositori tra la gente ordinaria, unita nella colpa collettiva. Fallada racconta di poveri eroi. Anna e Otto Quangel, lui caporeparto lei casalinga, come tutti i loro pari soli e addormentati e poco prima ancora abbagliati dal Fiihrer, conoscono un risveglio dopo la notizia della morte del figlio al fronte, e cominciano a riempire alcuni caseggiati della loro Berlino con cartoline vergate in modo incerto di appelli ingenui di ribellione. Lo fanno per comportarsi con decenza fino alla fine, ben sapendo che morranno e sicuri che nel vicino incontreranno più facilmente il delatore. L'autore li illumina, scorgendo in loro una specie di coscienza della nazione, rappresentata dai tanti volti intorno, espressioni di un popolo spaccato in due, chi opprime e chi è sepolto nella sua paura.

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Voto medio del prodotto:  4 (4.3 di 5 su 3 recensioni)

4Romanzo d'autore, 26-05-2012, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Bel romanzo che racconta un episodio vero di opposizione al nazismo realizzato da una coppia di cittadini con poca o nulla consapevolezza politica. Tant'è che proprio la carenza di una motivazione ideale alta ne sortisce - forse - l'originalità, abituati come siamo a vicende di eroismi che finiscono tragicamente. Uno di quei casi in cui l'esistenza sorprende più dell'arte.
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4Ognuno muore solo, 02-03-2011, ritenuta utile da 1 utente su 2
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Un libro sulla memoria come oggi ce ne sono tanti sul periodo del nazismo e degli ebrei. L'originalità è quella di far vedere il nazismo da parte dei tedeschi non nazisti. Perché non tutti i tedeschi sono stati nazisti. La storia dei due maturi tipografi che si mettono a far propaganda politica anti-regime mi sembra un po' paradossale, ma comunque fa capire come veramente ognuno muore solo.
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5Ognuno muore solo, 21-02-2011, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Ho acquistato questo romanzo perchè scontato.
Otto e Anna Quangel, due cittadini tedeschi qualsiasi, si ergono come eroi perché sono vittoriosi sulla paura e sul terrore che attanagliano la popolazione e, con un gesto che non è né eclatante né produttivo di effetti concreti, si pongono dalla parte della giustizia sulla forza bruta: la fine di tutto è nota, la morte coglie ognuno da solo, ma essa non sarà vana, perché si muore conservando la propria integrità di uomini onesti, a compimento di una vita coerentemente orientata su ideali di libertà e di giustizia.
Il romanzo si chiude con una pagina di apertura alla speranza nel futuro della nazione tedesca, uscita stremata dal nazismo consideriamo che Fallada lo scrisse nel 1946, pochi mesi dopo la caduta di Hitler; certo, il popolo tedesco ne aveva bisogno. Ma tutti noi abbiamo bisogno di conoscere queste testimonianze storiche, da tenere come esempio della "banalità del bene".
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