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Le notti bianche

Le notti bianche

di Fëdor Dostoevskij


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  • Editore: Einaudi
  • Collana: Gli struzzi
  • Traduttore: De Cavardo V.
  • Data di Pubblicazione: gennaio 1997
  • EAN: 9788806599683
  • ISBN: 8806599682
  • Pagine: XIV-75

Note su Fëdor Dostoevskij

Fëdor Mikhajlovi Dostoevskij è considerato uno dei più grandi scrittori di ogni tempo. Nacque l'11 novembre 1821 a Mosca. La passione per la letteratura gli fu trasmessa dalla madre, la quale gli insegnò a leggere, facendogli conoscere Puskin, Zukovskij e la Bibbia. Nel 1838, per volere del padre, iniziò a studiare ingegneria militare alla Scuola Superiore del Genio Militare di San Pietroburgo. Nel 1941 prestò servizio in qualità di sottotenente presso il comando d'ingegneria di San Pietroburgo, ma nel 1944 rinunciò alla carriera militare per dedicarsi alla sua vera passione, la letteratura. Sfidando la miseria e la salute cagionevole, scrisse il suo primo romanzo, "Povera gente", che verrà pubblicato nel 1846, tra gli elogi della critica. Nel 1949 venne arrestato e condannato a morte per sovversione, ma lo Zar Nicola I commutò la pena di morte in lavori forzati a tempo indeterminato. Dopo la deportazione in Siberia, nel 1854 venne liberato per essere assegnato ad un battaglione dell'esercito, di stanza sul confine cinese. Nel 1959 venne congedato e, trasferitosi a Tver, ricominciò a scrivere, regalando alla storia alcune delle più belle pagine della letteratura. Tra i numerosi capolavori ricordiamo "Memorie del sottosuolo" (1864), "Delitto e castigo" (1866), "L'idiota" (1869), "I demoni" (1871), "I fratelli Karamàzov" (1880). Morì a San Pietroburgo il 28 gennaio 1881.

Voto medio del prodotto:  4.0 (4.1 di 5 su 15 recensioni)

4.0Le notti bianche, 28-02-2017
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Questo racconto di Dostoevskij, uno dei maestri della letteratura russa, è davvero coinvolgente. Il lettore si appassiona di pagina in pagina, immedesimandosi nel racconto che risulta essere attuale poiché i sentimenti dell'uomo non hanno tempo e spazio.
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5.0Il libro dell'amore, 21-02-2017
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Quante notti bianche aspettando un amore?
Quanta tenerezza nell'insonnia?
Incredibile racconto che rimarrà nei vostri cuori per tutta la vita. Lo consiglio a tutti, la lettura è semplice e piacevole.
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4.0Interessante, 30-01-2017
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Racconto breve, ma intenso di uno dei maestri della letteratura russa. Sicuramente risente dell'atmosfera del periodo e dell'ambiente in cui è stato scritto. Storia romanticamente viva. Consigliato a chi vuole avvicinarsi alla letteratura russa senza cimentarsi con i grandi classici.
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5.0Piacevole sorpresa, 27-01-2017
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Ho iniziato questo libro con molti pregiudizi, non amando gli scrittori russi ad eccezione di Pasternak il cui "Dottor Zivago" rappresenta per me un capolavoro ineguagliabile. Eppure, malgrado partissi prevenuta, la lettura mi ha coinvolto, e l'ho trovata meno ostica di quanto pensassi.
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3.0Un sogno, 27-06-2014
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Questo romanzetto dall'atmosfera quasi onirica parte dalla passeggiata notturna di un giovane solitario, romantico, incantato dalla bellezza e dalle armonie della città di San Pietroburgo di notte. E proprio qui, una notte, il ragazzo conosce la giovane Nasten'ka, la quale, perdutamente innamorata di un uomo, ne aspetta docilmente il ritorno. Egli a quel punto si innamora di Nasten'ka, nonostante continui a farle da amico e confessore, consigliere per la sua storia d'amore e per la sua vita, limitata dall'affetto severo della nonna con la quale la ragazza vive. Carino e dolce il finale...
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5.0Breve racconto di un'illusione, 13-08-2011
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Il narratore incontra una fanciulla in piena notte. Ella è in lacrime perché non ha più notizie del fidanzato, e il narratore se ne innamora perdutamente.
Per più notti i due continuano a incontrarsi per chiacchiere innocenti ma intense, e finalmente il sognatore si sente parte del mondo, finché qualcosa non cambia le carte in tavola; l'amore finisce... E forse tutto era solo un sogno.
Il sottotitolo, non a caso, è "Memorie di un sognatore". Imperdibile.
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5.0Un classico, 10-02-2011
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Solo Dostoevskij riesce a farci così partecipi, grazie a lui entriamo nei sogni del protagonista, viviamo la sua vita, vegliamo assieme a lui e ci struggiamo per il suo amore difficile, improvviso, insperato, tragico, fin troppo reale. La notte, un sognatore, una donna, la speranza di una vita migliore...
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2.0Buono per farne un telefilm, 03-02-2011
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A Dostoevskij non si deve mai dare contro, per principio, ma a questo libro manca qualcosa e forse banalmente quel qualcosa sono le esperienze che nella vita lo hanno reso quel mostro letterario che è. Esistono due Dostoevskij, prima e dopo la Siberia, 'Delitto e Castigo' fu scritto dopo per intenderci.
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3.0Quattro notti, 12-11-2010
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Un tono onirico permea interamente questo breve e intenso libro, dove si narrano le quattro notti dell'uomo che ne è il protagonista, del suo incontro con la bella e dolce Nasten'ka e del conseguente innamoramento.
I sogni sono i veri protagonisti della vicenda, quei sogni che popolano le notti e i giorni dell'uomo e che nello stesso tempo gli impediscono di vivere pienamente, realmente.
Allora non resta che affidare alla fanciulla incontrata per caso le speranze di una vita diversa Fino al freddo mattino che spazza via sogni e illusioni.
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4.0Le notti bianche, 31-10-2010
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"Le mie notti terminarono quel mattino"
Viene il sospetto di chiedersi se sia stato tutto un sogno o un'illusione, una storia così tenera e commovente, vecchio stile.
Un uomo, un Sognatore, emblema di solitudine che incontra l'amore.
Bellissima favola, dai toni di un dramma sentimentale.
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5.0Le notti bianche, 30-10-2010
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Secondo me il miglior romanzo che Dostoevskij abbia scritto e che avesse potuto scrivere. Quattro notti che ci dimostrano come per amore si può diventare altruisti anche contro il proprio desiderio.
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4.0in un'epoca di notti rosa.., 02-10-2010
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Egli è un inguaribile sognatore, ovvero un uomo che dal giorno della sua nascita non ha fatto altro che sognare, fantasticare, senza mai concedersi il lusso di un’azione, una sensazione, un’emozione reale e concreta (e senza mai riuscire a fare a meno del piacere che il fantasticare gli procura), ma che tuttavia è cosciente della propria condizione e si sente estremamente diverso e solo [“E mi domando: dove sono dunque i tuoi sogni? E scotendo il capo dico: come volano rapidi gli anni! E di nuovo mi domando: che cosa dunque hai fatto di questi tuoi anni? Dove ahi sepolto il tuo tempo migliore? Sei vissuto oppure no?”]. Ella è una giovane ingenua (pure molto isolata dal resto del mondo) che vive insieme alla nonna cieca, vincolata al suo abito da uno spillone, e da un anno attende il proprio promesso sposo, fuori città per lavoro. I due s’incontrano nel cuore di una notte pietroburghese: lui sta rincasando, lei sta piangendo al balcone. Per puro caso i loro destini s’incrociano e tra i due nasce subito un fraterno sentimento d’amicizia: le loro anime riversano l’una nell’altra i loro segreti, dubbi, inquietudini, sentimenti, i un clima di complicità inusitato per due sconosciuti, per quattro meravigliose notti...finché l’ “amico” di lei non torna in città…
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