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Nostalgia dell'antico e fascino della macchina. La storia della Kunstkammer e il futuro della storia dell'arte

Nostalgia dell'antico e fascino della macchina. La storia della Kunstkammer e il futuro della storia dell'arte

di Horst Bredekamp


  • Editore: Il Saggiatore
  • Collana: La cultura
  • Traduttore: Ceresa M.
  • Data di Pubblicazione: giugno 2007
  • EAN: 9788842812517
  • ISBN: 884281251X
  • Pagine: 158
  • Formato: brossura
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Descrizione del libro

Le "Kunstkammern" erano luoghi deputati a una particolare forma di collezionismo, che prevedeva la catalogazione con criteri enciclopedici di oggetti preziosi e curiosi delle arti, delle scienze e della tecnica raccolti in base al gusto personale del proprietario. Analizzando in modo originale questo aspetto della storia dell'arte, l'autore cita aneddoti, interpreta dipinti celebri, consulta filosofi o teorici dell'arte e fa luce sull'imprevista affinità tra sculture antiche e macchine. Al centro, l'idea dell'uomo come "secondo Dio" che, in quanto "creatore", aspira al superamento della barriera tra arte e tecnica, tra arte e natura.
La separazione moderna tra arte e tecnica, tra gioco e utilità ha nella Kunstkammer storica il suo contromodello: su questa idea si muove la ricerca di Horst Bredekamp, lungo il tracciato di una concezione che in quell'antico laboratorio del pensiero vedeva riflesso l'universo e delineata la catena evolutiva. Nel suo straordinario viaggio analitico attraverso le collezioni di curiosità naturali e artificiali, le Kunstkammern della prima età moderna, Bredekamp illumina la stratta parentela tra l'ammirazione per le sculture antiche e l'attrazione che esercitano le macchine: a saldarle è l'idea dell'uomo come ""secondo Dio"" che, in quanto creatura, aspira a infrangere le barriere tra natura, arte e tecnica. L'accostamento apparentemente bizzarro e incongruo di minerali, oggetti esotici, maccchine, dipinti, automi e sculture nelle Kunstkammern rivela così la sua logica interna: ossia l'intenzione di riprodurre la continuità, nell'evoluzione, dalla natura all'antichità e all'opera d'arte fino alla macchina. Continuità che si spezza nel Settecento quando l'avvento dell'industria fa prevalere la categoria dell'utile e trasforma il giocoso mescolarsi delle cose in concorrenza. L'arte entra allora nel libero spazio del superfluo, ancorché nobile: è la fine dell'idea della Kunstkammer e l'inizio del moderno museo d'arte, il cui impeto critico riesce tuttavia a conservare in sé un cosmo generatore di significato visivo che scavalca il mondo dell'utilità. Ma l'autore rintraccia l'antica simbiosi tra arte e tecnica anche sullo schermo del computer, dove l'immagine nasce sia nel processo del pensiero logico sia in forza dell'associazione ludica. Grazie alla proprietà intrinseca nel digitale di travalicare i confini, la cultura del computer - questa la conclusione - coniuga meraviglia, gioco e utilità ripristinando le forme di visione e di pensiero proprie della Kunstkammer.

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