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Non per profitto. Perché le democrazie hanno bisogno della cultura umanistica

Non per profitto. Perché le democrazie hanno bisogno della cultura umanistica

di Martha C. Nussbaum


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  • Editore: Il Mulino
  • Collana: Intersezioni
  • Data di Pubblicazione: febbraio 2011
  • EAN: 9788815149428
  • ISBN: 8815149422
  • Pagine: 160
  • Formato: brossura
Assistiamo oggi a una crisi strisciante, di enormi proporzioni e di portata globale, tanto più inosservata quanto più dannosa per il futuro della democrazia: la crisi dell'istruzione. Sedotti dall'imperativo della crescita economica e dalle logiche contabili a breve termine, molti paesi infliggono pesanti tagli agli studi umanistici ed artistici a favore di abilità tecniche e conoscenze pratico-scientifiche. E così, mentre il mondo si fa più grande e complesso, gli strumenti per capirlo si fanno più poveri e rudimentali; mentre l'innovazione chiede intelligenze flessibili, aperte e creative, l'istruzione si ripiega su poche nozioni stereotipate. Non si tratta di difendere una presunta superiorità della cultura classica su quella scientifica, bensì di mantenere l'accesso a quella conoscenza che nutre la libertà di pensiero e di parola, l'autonomia del giudizio, la forza dell'immaginazione come altrettante precondizioni per una umanità matura e responsabile.

Note su Martha Nussbaum

Martha Nussbaum, da nubile Martha Craven, è nata a New York il 6 maggio del 1947. Era figlli di George Craven, avvocato, e Betty Warren, ddesigner di interni. Dopo la scuola superiore si è iscritta alla New York University, dove ha studiato Teatro e Letteratura Classica, conseguendo un Bachelor of Arts nel 1969. In seguito ha iniziato ad interessarsi di Filosofia, frequentando l’Università di Harvard. Durante questo periodo si è convertita al Giudaismo, ha avuto la figlia Rachel e si è sposata con Alan Nussbaum, dal quale ha poi divorziato nel 1987. Dopo aver studiato Filosofia ad Harvard, inizia a frequentare la Brown University. In seguito ha svolto l’attività di docente in entrambe le università, prima di approdare all’Università di Chicago. Autrice di numerose opere, Martha Nausbamm ha spesso trattato argomenti relativi all’uguaglianza tra uomo e donna, il rapporto tra i sessi e l’importanza delle emozioni. Martha Nussbaum dal 1988 è membro della American Academy of Art and Science e della American Philosophical Society. È Presidente Fondatore e Presidente Emerito della Human Development and Capability Association.

Voto medio del prodotto:  5.0 (5 di 5 su 1 recensione)

5.0Non per profitto, 27-09-2011, ritenuta utile da 6 utenti su 7
di - leggi tutte le sue recensioni
L'idea che sta alla base del saggio della Nussbaum è molto semplice e chiara: la formazione umanistica serve! Si tratta di un tema su cui l'autrice, docente all'Università di Chicago, è spesso tornata nella sua produzione. In questo bel libro lo affronta disegnando una duplice possibilità per i sistemi formativi, ovvero quella di scegliere se dar corpo a un'istruzione per il profitto o per la democrazia.
Un'istruzione per il profitto è un'istruzione che include solo saperi tecnici e contenuti che siano strettamente funzionali all'uscita nel mondo delle professioni: essa mira alla produttività del singolo e, con essa, al beneficio che in termini economici questa può apportare al Paese. Si tratta di un'istruzione che scarta tutto ciò che "non serve", che rispetta gli standard, che guarda alla prestazione. Produce competenze, non cultura.
L'istruzione per la democrazia, invece, mira a sviluppare il pensiero critico ed empatetico, cioè la capacità di analizzare i fenomeni con consapevolezza e di "mettersi nei panni" degli altri. Si tratta del cuore della cittadinanza democratica, perché da qui discendono il rispetto dell'altro, la tolleranza, la capacità di pensare con la propria testa e di non farsi manipolare.
Ecco perché, secondo la Nussbaum, l'arte e la letteratura servono anche nella formazione dell'ingegnere.
Una riflessione interessante, in tempi come i nostri in cui i tagli alla scuola e all'università colpiscono proprio i corsi con meno studenti e quelli che non veicolano i saperi che "servono". Si tratta di una china pericolosa, perché in nome dell'efficienza e del mercato, rischia di svendere la consapevolezza democratica. Nel nostro Paese, su questa china stiamo già rotolando a una discreta velocità da qualche tempo.
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