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Muro di fuoco. Le inchieste del commissario Wallander vol.8

Muro di fuoco. Le inchieste del commissario Wallander vol.8

di Henning Mankell



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Descrizione del libro

La cittadina di Ystad, nel Sud della Svezia, è stata scelta come luogo d’innesco di un processo di distruzione di proporzioni sbalorditive: microscopici missili informatici, protetti da mura che nessuno sembra in grado di abbattere, sono pronti a colpire. Tutto ha inizio con la morte di un tassista, ucciso in servizio, cui fa seguito il ritrovamento di un cadavere trafugato dall’obitorio e di un corpo carbonizzato in una centrale elettrica. Il commissario Wallander è convinto che i tre episodi siano tasselli di un unico disegno, e per ricomporlo dovrà affrontare una nuova dimensione del crimine, un complotto internazionale che, attraverso la rete informatica, si propone di gettare nel caos i mercati finanziari mondiali.
Con “Muro di fuoco”, considerato uno dei suoi romanzi migliori, Mankell mette in luce l’inquietante vulnerabilità di una società in apparenza sempre più efficiente, ma proprio per questo sempre più in balia delle forze del sabotaggio e del terrore.

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Voto medio del prodotto:  4 (4.1 di 5 su 8 recensioni)

4Più attuale di quel che sembra, 27-04-2016, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Intenso. Seppure il romanzo abbia quasi vent'anni è molto attuale. Un intrigo internazionale finanziario è al centro della vicenda, un misterioso attentato ad una centrale elettrica della Scania è un altro ramo, sta a Wallander collegare i fatti fino a un tambureggiante finale. Al di là dell'intreccio giallo a me preme sottolineare l'intenso rapporto fra l'autore ed il personaggio, dove si ferma la verità e inizia la finzione? Finzione è l'intrigo, ma forse verità è la perdita dell'amicizia, il tradimento e l'invidia fra colleghi e la rinascita. Rinascita di un sentimento e di un rapporto nuovo fra padre e figlia, rinascita che è anche speranza in un futuro diverso per i protagonisti e, forse, anche per lo scrittore. Anche se in certi momenti appare inverosimile, il libro è certamente godibile, uno dei migliori di Mankell.
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3Muro di fuoco, 11-08-2011
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Thriller nordico senza tante pretese, aiutato da uno stile fresco e asciutto, mankell è un autore svedese, diviso tra il freddo Nord e l'africa, autore della lunga saga del commissario Wallander. Anche qui, Wallander va bene, ma la storia è un po' troppo poco spiegata, laddove si basa su una serie di principi tecnici di PC. Per essere divulgativo, sembra lasciare in ombra questi punti. Ed è un male, perché sarebbe più "avvincente". Bene comunque sotto l'ombrellone con una birra accanto.
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3Muro di fuoco, 10-08-2011
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Premesso che Mankell si rivela di nuovo proditoriamente logorroico, questo ottavo romanzo del ciclo mi è sembrato più vago, indistinto e approssimativo rispetto al solito. Tutto si gioca attorno all'informatica e al suo potere di dominare il mondo dall'interno di una stanza purché dotata di PC collegato a Internet, un tema certamente non originale anche se Mankell pubblica questo libro nel 1998 e quindi ben prima per esempio della trilogia Millennium dell'altro svedese Larsson, anche quella giocata tutta sugli hacker e sulle truffe informatiche pur se in modo più complesso.
Anche in questo caso due belle sberle ai titolisti non guasterebbero, perché il titolo italiano è una cervellotica traduzione letterale dello svedese Brandvgg, che significa sì "muro di fuoco", ma che è il nome con cui in Svezia si chiamano i software cosiddetti firewall, mentre in Italia un firewall è solo un firewall e non un muro di fuoco... Una cosa demenziale anche solo a raccontarla. In realtà, man mano che la narrazione va avanti, il lettore si domanda cosa diavolo e dove diavolo sia questo muro di fuoco, andando magari a pensare a immagini simboliche... Macché. Era solo una scemenza del traduttore che magari sul suo PC usa il programma Parola col sistema operativo Finestre.
A parte queste cose che notoriamente mi danno alla testa, il giallo non è granché proprio perché ci sono dei fili che non si riannodano o per meglio dire che lo faranno ex cathedra, alla fine della storia, per dogma imposto dallo scrittore, a posteriori insomma; alcuni aspetti resteranno non chiariti e palesemente ignoti. Un po' come succede nella vita, è vero, ma se uno vuol leggere di casi rimasti totalmente o parzialmente insoluti, basta che guardi le prime pagine dei quotidiani. Da un giallo, mediamente, ci si aspetta dell'altro.
Qual è allora il punto a favore di questo libro? E' Kurt Wallander, questo orsacchiottone un po' triste, un po' malinconico, che sorride e ride veramente di rado. Un uomo deluso dalla vita, dalle donne, dai superiori, dai colleghi, insomma, un uomo che sta attraversando la classica crisi esistenziale di mezza età e si sente sballottato e alla deriva senza molti punti di riferimento. Un uomo che fa uno dei lavori più complicati al mondo, perché deve quotidianamente misurarsi con la malvagità, la cattiveria, l'orrore, la depravazione (e c'è da dire che gliene capitano veramente di tutti i colori) e ogni tanto non può non soccombere alla negatività dirompente del mondo del crimine.
I lettori fedeli della serie Wallander sanno di cosa parlo: a Kurt ci si affeziona come ad un cugino, ad un fratello maggiore un po' sfigato, ad un vicino di casa taciturno ma educatissimo ed affidabile. Il resto, vabbè, il resto un po' lo perdoniamo e passiamo al prossimo romanzo del ciclo, giunto ormai quasi alla fine.
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5Intrigante, 29-07-2011
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Uno degli ultimi episodi della serie del commissario Wallander, che ormai va verso la meritata pensione. Una serie di omicidi dal contesto assurdo trovano wallander preparato a questa nuova dimensione dell'omicidio dove la vita umana non ha più veramente valore. Grande libro clome al solito per Mankell.
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5Poliziesco, 14-02-2011
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Il penultimo libro di Mankell, prima dellla recente uscita dell'uomo inquieto, sul commissario Wallander. E' alle prese con un caso intricatissimo, ma nonostante le grandi difficoltà e con l'aiuto dei suoi colleghi nonchè amici riuscirà a risolvere anche questa situazione. Grande Mankell.
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