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Mosche d'inverno. 271 morti in due o tre prose

Mosche d'inverno. 271 morti in due o tre prose

di Eugenio Baroncelli


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Descrizione del libro

La morte come realizzazione perfetta della vita, è la chiave scelta da Baroncelli, in questi fulminanti microracconti, per rievocare le circostanze pratiche e spirituali del trapassare di altrettanti protagonisti della storia, della mente, della cultura, della memoria personale e collettiva. Sono quindi tanatografie, per così dire, o biografie ironiche, colte, capziose, prese da un particolare della vita, come una tela si prende da un lembo, che nel caso è la morte; e anche quando questa è tanto oscura o luminosa quanto un personaggio è stato brillante o opaco, la morte si offre comunque, nel racconto, come un'impossibile chiarificazione. Perché ci interpella, riuscendo a opporre sempre il suo abissale punto interrogativo. Da Agrippa a Mae West, passando per centinaia e centinaia di ombre persistenti nell'immaginazione; schierate per voci: Cari agli dèi, Cuori infranti, Di cosa ?, Di freddo, Di gioia, Di spada, Di un male, Fantasmi, eccetera fino a Vecchi. Ci vengono incontro, sono infatti i morti, pensa Baroncelli, a evocare noi.

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Voto medio del prodotto:  4 (4 di 5 su 3 recensioni)

4Mosche d'inverno. , 24-07-2011, ritenuta utile da 1 utente su 2
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Brevissime sentenze per narrare al meglio la morte di personaggi celebri e non. Da un punto di vista letterario, e seppure con le dovute proporzioni, questo libro di Baroncelli è speculare alla 'Antologia di Spoon river'. Qui non si parte dall'epitaffio per mostrarne la funzione di cesello sociale degli imbarazzanti inciampi individuali, ma si preferisce descrivere il puro fatto della morte. Così, nel suo chiaro nitore di neve fredda.
Si potrà dire che rispetto a 'Libro di candele' -vero capolavoro- questo si perde o ripete qualche volta, e certo può essere, ma è sempre di alto livello. Tanto che uno si chiede come mai Baroncelli sia praticamente uno scrittore misconosciuto pur pubblicando per Sellerio.
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4Mosche d'inverno, 24-07-2011, ritenuta utile da 1 utente su 2
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Compilation di ultimi attimi dalla vita di più di duecento tra pittori, scrittori e artsiti vari. Con ironico piglio da burocrate, catalogate per causa di morte: di freddo, di gioia, di spada, per caso, di follia e altro ancora ("si muore solo di morte, ma alla morte, perché qualcuno la riconosca, bisogna dare un nome").
Il luogo, la data, le circostanze. E da ultimo minimi accenni di richiamo alla storia personale, quasi a cercare una compiutezza, una coerenza possibile, sia essa per continuità o per contrasto, fra la vita e la morte di ognuno.
Le descrizioni sono stringatissime ed essenziali ma straordinariamente acute e puntuali, da cui il giusto paragone con Borges, per esempio quello dei "Testi prigionieri".
E la stringatezza non va mai a scapito della partecipazione intelligente e a tratti commossa anche se misurata e piena di pudore.
A dispetto dell'argomento è un libro ironico e leggero; la morte è spesso un accidente, un piccolo tranello del destino per spuntarla e chiudere la partita. Il tempo dei racconti è per lo più il presente; e sono presenti anche i morti, come e forse più dei vivi, perché la vera morte sta nell'essere dimenticati e perché il loro disegno compiuto, malgrado tutto, ha in sé qualcosa di armonioso che non appartiene a chi rimane.
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4In memoria dei morti, 21-07-2011, ritenuta utile da 6 utenti su 9
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Racconti dell'attimo ultimo, dell'istante che segna l'inizio di una fine perenne. Baroncelli, come fossero mosche seccate d'inverno, fa raccolta di decine e decine di freddi cadaveri e ne narra la morte in poche, talora pochissime, battute di pagina. Sono microstorie dell'attimo fatale, in cui passa la vita e ci s'imbatte nella megera dell'eterno. Scrittori, poeti, santi laici e perfetti sconosciuti; uomini e donne, fanciulli cresciuti ed anziani dall'animo giovane; autori di capolavori e narratori d'un solo romanzo, d'una sola raccolta, d'un solo racconto sono qui riuniti in pagine fitte, che serbano piccole cronache memoriali, una piccola e intensa cronologia d'esistenza nell'attimo in cui l'esistenza si spegne. Lo consiglio davvero. Da leggere a scorci, ogni tanto un nome, una vita e una morte, nell'attimo in cui, di notte, un giono finisce ed un altro comincia.
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