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Come le mosche d'autunno

Come le mosche d'autunno

di Irène Némirovsky


  • Editore: Adelphi
  • Collana: Piccola biblioteca Adelphi
  • Traduttore: Cillario G.
  • Data di Pubblicazione: ottobre 2007
  • EAN: 9788845922077
  • ISBN: 8845922073
  • Pagine: 99
  • Formato: brossura
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Trama del libro

È lei, Tat'jana Ivanovna, la vecchia nutrice, a preparare i bagagli di Jurij e di Kirill, i ragazzi che partono per la guerra; ed è lei a tracciare il segno della croce sopra la slitta che li porterà via nella notte gelata. Sarà ancora lei a rimanere di guardia alla grande tenuta dei Karin allorché la famiglia dovrà, come tanti, rifugiarsi a Odessa e ad accogliere Jurij quando tornerà, sfinito, braccato. Né si perderà d'animo, la vecchia nutrice, quando dovrà camminare tre mesi per raggiungere i padroni e consegnare loro i diamanti che ha cucito a uno a uno nell'orlo della gonna. Grazie a quelli potranno pagarsi il viaggio fino a Marsiglia, e proseguire poi per Parigi. Nel piccolo appartamento buio che hanno preso in affitto Tat'jana vede i Karin girare in tondo, dalla mattina alla sera, come fanno le mosche in autunno. Lei, che è stata testimone del loro splendore, che li ha visti crescere, che li ha curati e amati per due generazioni con fedeltà inesausta, li vedrà adesso vendere le posate, i pizzi, perfino le icone che hanno portato con sé. Sembra che nessuno di loro voglia ricordare ciò che è stato; solo lei, Tat'jana Ivanovna, ricorda: così una notte, quella della vigilia di Natale, mentre tutti sono fuori a festeggiare, si avvia da sola, avvolta nel suo scialle, verso la Senna.

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Voto medio del prodotto:  4 (4.3 di 5 su 6 recensioni)

4Come le mosche d'autunno, 04-08-2011
di - leggi tutte le sue recensioni
E' stupefacente vedere quanto ha lasciato la Nemirovsky nonostante sia morta a soli 26 anni. Qui poi con un tema che affronta con facilità. Infatti, si parla di una famiglia russa colta nel momento della rivoluzione e del suo ripararsi a Parigi, cercando di re-inventarsi una ragione di vivere. Forse trovandola, ma prima girando per quasi tutto il tempo un po' intontita come le mosche in autunno. Il tutto visto dalla vecchia balia, la Tatiana Ivanovna che aveva cresciuto il padre Nikolaj, e poi i di lui figli, Jurij, Kirill, Loulou, Andrej. Con i suoi occhi vediamo l'incomprensibile, questi contadini che si ribellano ai padroni, questi padroni che non sanno più che fare. Solo lei riesce a dare un po' di sostanza a questa famiglia che si sta disgregando. Aspettando, là vicino alla Senna, che venga la sua neve, la neve dura, fredda e ristoratrice della sua steppa. Si sente la partecipazione nella scrittura di qualcosa che la Némirovsky ha visto ben da vicino. Ed immagino il piacere degli allora emigrati russi, lì, intorno a Saint André des Arts a leggere delle immense distese, delle case dai soffitti alti e via discorrendo. Un piccolo quadretto, un 10x15 che fa vedere poche cose, ma se queste sono dipinte dalla mano di un Rembrandt, molto hanno da comunicarci. Non segue certo la Némirovsky nel voler sospendere i giudizi sulle cose del mondo, ma riconosco la capacità di rappresentare mondi in poche pagine.
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5Come le mosche d'autunno, 12-07-2011
di - leggi tutte le sue recensioni
Anche qui la nemirovski ci abbacina con le sue doti da scrittrice di razza. La storia della vecchia "tata" della famiglia nobile russa travolta dalla bufera della Rivoluzione d'Ottobre e approdata a Parigi dove vive in ristrettezze è raccontata con una delicatezza impensabile in una ragazza di poco più di vent'anni. La sua fine ad Auschwitz ci riempie di dolore e di rabbia: tra le loro mille barbarie i nazisti annoverano anche quella di avere privato l'umanità di una grande scrittrice. Un'ultima osservazione: in Francia il libro è stato pubblicato nel 1931, da noi soltanto adesso e dopo il successo di "Suite Francese", "Jezabel", "David Golder". Ma l'Italia è così distante culturalmente dalla Francia?
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5Come le mosche d'autunno, 12-07-2011
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Anche qui la nemirovski ci abbacina con le sue doti da scrittrice di razza. La storia della vecchia "tata" della famiglia nobile russa travolta dalla bufera della Rivoluzione d'Ottobre e approdata a Parigi dove vive in ristrettezze è raccontata con una delicatezza impensabile in una ragazza di poco più di vent'anni. La sua fine ad Auschwitz ci riempie di dolore e di rabbia: tra le loro mille barbarie i nazisti annoverano anche quella di avere privato l'umanità di una grande scrittrice. Un'ultima osservazione: in Francia il libro è stato pubblicato nel 1931, da noi soltanto adesso e dopo il successo di "Suite Francese", "Jezabel", "David Golder". Ma l'Italia è così distante culturalmente dalla Francia?
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4Come le mosche d'autunno, 30-03-2011
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Non vi dimenticherete facilmente del personaggio principale! Il libro più triste che abbia letto negli ultimi anni... La vecchia governante Tatjana Ivanovna che muore lentamente nel ricordo della sua Russia prerivoluzionaria che non è più e che ormai stanca e disorientata scompare per sempre nelle acque della Senna. C'è forse un'analogia proprio con la Russia presovietica, quella degli zar?
Le descrizioni sono sublimi; senti su di te i fiocchi di neve ghiacciata, il freddo, il caldo, gli odori e soprattutto... L'angoscia. Il libro più triste. Bello, ma tristissimo.
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4Come le mosche d'autunno, 22-02-2011
di - leggi tutte le sue recensioni
Libro lento e malinconico, di certo non adatto a tutte le sensibilità. Triste e malinconico ma allo stesso tempo rassicurante, come la neve evocata da Tat'jana quando a Parigi c'è soltanto una coltre di nebbia natalizia. Veramente una piacevole sorpresa, non me l'aspettavo!
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