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Montedidio

Montedidio

di Erri De Luca


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Trama del libro

"Chi salirà nel monte di Dio? Chi ha le mani innocenti e il cuore puro." Un quartiere di vicoli a Napoli: Montedidio. Un ragazzo di tredici anni va a bottega da Mast'Errico, il falegname. E' l'inizio della sua vita nuova, la vita che a sera, a casa, in una casa vuota per l'assenza del padre e per la malattia della madre, il ragazzo va scrivendo su una bobina di carta avuta in regalo dal tipografo di Montedidio. Ha anche un altro regalo, che porta sempre con sé, un "bùmeran", un legno nato per volare che il padre ebbe a sua volta da un marinaio di passaggio. Così passano i giorni: Mast'Errico gli insegna il mestiere e Don Rafaniello, uno scarparo che Mast'Errico tiene ospite a bottega, gli insegna a pensare sugli uomini e sulle cose.

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4 di 5 su 12 recensioni)

4.0Un bellissimo romanzo di formazione, 15-01-2015
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Che bel libro! Brevi immagini di un bambino che sta diventando uomo, forse troppo presto. I genitori sono assenti, quindi altri adulti gli servono come guide o angeli in un mondo che è ostile ai bambini. Ad esempio Rafaniello, calzolaio ebreo la cui gobba nasconde le ali: uno di quei personaggi amabili, che restano impressi a lettura terminata. Nel bambino senza nome protagonista si nasconde una rabbia feroce, una violenza che è una novità per lui e che cresce insieme ai muscoli e al corpo. È uno di quei libri che non vanno bene per una lettura veloce, dato che la scrittura ti costringe ad assaporare ogni pagina, ogni parola.
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4.0Echi Eduardiani , 23-10-2012
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Poesia pura. La Napoli di Eduardo che rivive nella voce di un adolescente che vi si affaccia giorno per giorno. Fa bene
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3.0Da leggere , 07-05-2012, ritenuta utile da 1 utente su 1
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E' uno dei migliori libri che mi sono mai stati consigliati a scuola. A me difficilmente piace lo stile di Erri De Luca, ma in questo titolo riesce attraverso la crescita di un ragazzino napoletano ad accendere la luce su alcuni temi molto importanti. L'autore come al solito non scrive un libro molto lungo ma sicuramente molto intenso.
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4.0Napoli riempie il libro, 25-03-2012
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E' un libro particolare, degno di nota e mi ha fatto rivalutare tantissimo la narrativa italiana contemporanea, Erri è un autore di quelli preziosi, in ogni suo libro si può notare una ricerca della parola che non è il barocco baricco (e mi perdonino i suoi estimatori) ma è un tentativo di dare alle parole la giusta forma e il giusto peso anche nel mezzo di una frase dove altrimenti rischierebbero di perdersi. L'intreccio è semplice ma proprio per questo scorre via permettendo di lasciarsi andare ai pensieri di un ragazzino che scrive sulla carta igenica perchè non ha i soldi per la carta vera e propria, dove registra la sua vita e i suoi pensieri in una Napoli degli anni cinquanta, come lo stesso Erri durante l'intervista ha detto "una napoli che cercava di essere cosmopolita, con i militari americani che scendevano in città ed immigrati di ogni regione e di ogni nazione che si affacendavano attorno al porto cercando di ricostruirsi una vita"; di certo ci sono altri libri suoi da consigliare ma questo in particolare. (come nota inserisco il fatto che Erri continua a smentire che il libro sia anche solo minimamente autobiografico "Di personale ci ho messo solo i colori e i sapori di Napoli" ha detto... Ma continuo a crederci poco! )
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4.0Montedidio, 10-08-2011
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Ogni tanto fa bena leggere De luca, ti riporta a uno stile classico che oggi sta scomparendo, due pennellate ed eccoci a Napoli. Momento imprecisato, ma non molto dopo la fine della guerra. "Chi salirà nel monte di Dio? Chi ha le mani innocenti e il cuore puro. " Un quartiere di vicoli a Napoli: Montedidio. Un ragazzo di tredici anni va a bottega da Mast'Errico, il falegname. E' l'inizio della sua vita nuova, la vita che a sera, a casa, in una casa vuota per l'assenza del padre e per la malattia della madre, il ragazzo va scrivendo su una bobina di carta avuta in regalo dal tipografo di Montedidio. Ha anche un altro regalo, che porta sempre con sé, un "bùmeran", un legno nato per volare che il padre ebbe a sua volta da un marinaio di passaggio. Così passano i giorni: Mast'Errico gli insegna il mestiere e Don Rafaniello, uno scarparo che Mast'Errico tiene ospite a bottega, gli insegna a pensare sugli uomini e sulle cose. Un fanciullo che cresce. Piccole sensazioni. Un'umanità che tira a campà, ma che non si dimentica dell'altro. Un po' controllata dal mastro falegname (Enrico?). Nozioni di linguismo incrociato (si riflette sulle arance napoletane chiamate portualle e quelle mediorentiali dette al-purtugal). Però alla fine scivola come sabbia tra le dita.
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