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La monaca

La monaca

di Simonetta Agnello Hornby


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  • Editore: Feltrinelli
  • Collana: I narratori
  • Data di Pubblicazione: giugno 2010
  • EAN: 9788807018237
  • ISBN: 8807018233
  • Pagine: 296
  • Formato: brossura

Trama del libro

Messina, 15 agosto 1840. In casa del maresciallo don Peppino Padellani di Opiri, squattrinato cadetto di nobilissima famiglia napoletana e gentiluomo di corte del re delle Due Sicilie, fervono i preparativi per il ricevimento che la moglie, donna Gesuela, organizza ogni anno in occasione della festa dell'Assunzione della Vergine. Per molto tempo sarà l'ultimo giorno felice nella vita di Agata - quattordicenne figlia del maresciallo -, innamorata del ricco Giacomo Lepre e da lui ricambiata. Agata è infatti ben presto costretta a rinunciare al suo amore: le famiglie non trovano un accordo e, alla morte del maresciallo, donna Gesuela la porta con sé e le altre figlie nubili a Napoli, dove spera di ottenere una pensione dal re Ferdinando IV. Qui Agata, in parte a causa delle crescenti ristrettezze economiche che rischiano di mandare a monte il matrimonio della sorella Anna Carolina, in parte perché la madre è convinta che si sia compromessa con Giacomo, viene obbligata a farsi monaca. Il convento si rivela un mondo crudele e ipocrita, basato su rigide gerarchie che rispecchiano quelle della società borbonica: sotto le sue volte si intrecciano amori, odi, rancori, gelosie e vendette. Agata ne è disgustata ma non perde la fede. Intanto legge tutti i libri che trova e scopre, attraverso i rari contatti con l'esterno, i moti carbonari e i movimenti indipendentisti. Dopo un tentativo fallito di ottenere la dispensa papale, scappa dal convento. Sul piroscafo incontra un capitano inglese...

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Voto medio del prodotto:  3.0 (3.3 di 5 su 4 recensioni)

4.0La monaca, 12-04-2011
di - leggi tutte le sue recensioni
Brava questa scrittrice che fin dalle prime pagine trasporta il lettore in un mondo antico ma molto attuale.
I Padellari sono una nobile famiglia messinese della fine del 1800, stirpe nobile, ma povera...
La figlia Agata è innamorata, ma è costretta ad entrare in convento
dove legge molto e, attraverso le letture, conosce i movimenti che porteranno all'unità d'Italia
Questa lettura molto interessante porta a conoscere la vita dell'Italia Meridionale prima dell'unità d'Italia...
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3.0La monaca, 11-12-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Ni... Mi è piaciuto ma non so, non è riuscito a soddisfare a pieno le mie aspettative. Ottima la descrizione di questo amore travagliato.
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3.0come camminare in un sogno..., 15-11-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
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L'inizio delromanzo è accattivante; ti proietta direttamente nella società siciliana di metà '800, facendoti vivere da vicino le contraddizioni tipiche della nobiltà ancora legata a valori tradizionali come il re, la famiglia, soprattutto il nome, il casato della famiglia, ma decaduta in quanto a ricchezza.
Per nascondere la povertà imperante i nobili festeggiavano ogni avvenimento mondano in modo sfarzoso, degno di ogni reggia imperiale, anche se poi nella vita quotidiana si scontravano con necessità primarie cui non riuscivano a far fronte.
Le necessità primarie da soddisfare qui sono naturalmente le doti per le figlie, tutte femmine, tutte dal maritare "bene" e quindi molto costose. Si impongono i mariti per ragioni di convenienza economica o sociale e si impone la vita monacale, meglio se con la prospettiva di diventare poi badessa come una delle illustri zie che regna all'interno del convento.
Fin qui è tutto affascinante e commovente, ci si sente in empatia con la povera agata, la predestinata alla vita monacale, trattata come si trattavano allora (e anche più tardi) le donne: nessun diritto era loro garantito; prima succubi della famiglia e poi dei mariti...
Dopo la vestizione il romanzo decade in un'estasi da romanzo d'appendice, seppur ben narrato e abbastanza convinvente, descrivendo una piccola suora, donna maria ninfa, talmente confusa non tanto sul proprio futuro quanto sui propri desideri da avvicinarsi in molte occasioni alla follia, alla demenza preannunciata da un'altra delle zie suore, quella più debole sul piano psichico, che con tutta probabilità non ha retto all'imposizione del velo ed è impazzita richiusa in un convento che doveva essere ben peggiore di quello che la scrittrice ha voluto rivelarci.
La conclusione è che nessuno dei modelli che agata aveva davanti a sè saranno la sua ispirazione: nè la madre andata in sposa giovanissima ad un marito che aveva quarant'anni più di lei e la cui unica preoccupazione è quella di nascondere la povertà come la vecchiaia e cercare, in questa ipocrisia mal celata, di sistemare tutte le figlie; la zia badessa, austera ma conscia del proprio destino di reclusa che accetta arrivando al comando; la zia demente, quella che non ha accettato la reclusione.
Agata sceglierà il proprio destino scappando con uno dei suoi amori, quello che ha retto alla lontananza e al silenzio.
Un finale impossibile, irreale, figlio del romanticismo tipico del romanzo rosa, ma proprio per questo dubbio: non sarà solo l'ultimo sogno di questa capinera?
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3.0Ottimo l'inizio, poi..., 16-10-2010, ritenuta utile da 7 utenti su 7
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Di Simonetta Agnello Hornby avevo già letto soltanto "La Mennulara". E mi era piaciuto tantissimo.
In questo suo ultimo libro si continua a strizzare l'occhio alla grande narrativa ottocentesca. I primi capitoli, per gusto descrittivo e per creazione dei personaggi, sono senza mezzi termini magistrali.
I problemi arrivano verso metà quando, con la monacazione forzata di Agata, la storia diventa lenta e (volutamente, credo) ripetitiva. E si comincia a virare verso il rosa.
Nelle ultime pagine, quando sembra di trovarsi tra le mani un romanzo d'appendice, eccoci ad un finale scontato e palesemente frettoloso.
Davvero un peccato.
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