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Modus vivendi. Inferno e utopia del mondo liquido

Modus vivendi. Inferno e utopia del mondo liquido

di Zygmunt Bauman


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  • Editore: Laterza
  • Collana: Economica Laterza
  • Edizione: 6
  • Traduttore: D'Amico S.
  • Data di Pubblicazione: settembre 2008
  • EAN: 9788842087465
  • ISBN: 8842087467
  • Pagine: VIII-131
  • Formato: brossura

Descrizione del libro

"Se vogliamo capire in che mondo viviamo e non sbagliare le mosse, interpretandolo con le categorie che abbiamo utilizzato in passato e che oggi non servono più, è opportuno leggere Modus vivendi di Zygmunt Bauman. Il libro è bellissimo. La condizione umana, dipinta come un inferno, invoca un'utopia che la possa riscattare". Umberto Galimberti. "Con un libro folgorante, Zygmunt Bauman si conferma lucidissimo nelle sue analisi sul tipo di mondo nel quale ci è capitato di vivere". Corrado Augias. "Modus vivendi è uno dei più bei libri scritti da barman". Lelio Demichelis, Tuttolibri. "In questo saggio la modernità liquida è sinonimo di rapacità, e Thobbesiano homo homini lupus si ripresenta al centro della scena. L'analisi di Bauman è cupa e tuttavia condita da una buona dose d'ironia". Benedetto Vecchi, il manifesto.

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4.1 di 5 su 7 recensioni)

4.0La condizione della società contemporanea, 06-05-2012, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Bauman è uno dei massimi esperti del postmodernismo. Sicuramente questo saggio aiuta a soffermarsi con un approccio diverso su tutto ciò che attualmente ci passa sotto gli occhi mascherato da consuetudine e talmente inglobato nel nostro comportamento come "normale" da non auspicare nessuna riflessione. Lo stile è scorrevole, le citazioni sono numerose; nel complesso risulta interessante e di facile comprensione.
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3.0Disincantato, 26-04-2012, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Per me Bauman ha una sapienza puntuale, chiara, precisa e ben salda, mi vien da affermare materialista. Senza sbrodolare, senza metafore e senza ideologismi, ma senza omettere le dovute differenze di classe, come tendono invece a fare oggi in tanti. L'unica nota è che, alla lunga, i saggi di bauman si somigliano tutti, il nucleo è sempre lo stesso ma affrontato di volta in volta da angolazioni diverse.
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4.0Propone molte risposte, 08-03-2012, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Un fondamentale, Bauman, assieme a Augé e Le Goff, suo il conio della definizione illuminante di modernità "liquida". Il testo prende in esame le paure contemporanee, l'umanità, la gestione delle paure da parte degli Stati, la convivenza e la disgregazione del concetto di utopia Modus vivendi è l'opera migliore di Bauman, dove in meno di 130 pagine affronta i più disparati argomenti che andrà poi ad approfondire nei libri successivi. Un indice da scorrere con molta parsimonia.
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4.0Modus vivendi, 29-07-2011, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Da qualche tempo ho in rilettura l'opera omnia filosofica dell'autore polacco. Quando, con il suo sguardo attento, si aggira per i meandri della nostra vita, mi rende più chiari elementi di disagio che a volte non focalizzo. Con la sua idea forte nel fondo e sempre presente in tutti i suoi scritti, il mondo attuale, fatte crollare le barriere istituzionali ed economiche, è un mondo liquido, dove le cose da un lato prendono la forma del loro contenitore (e non viceversa) dall'altra è difficile rapportarvisi perché, come tutti i liquidi, scivolano via. Nei primi quattro capitoli, che sono più organici, questa lente analitica viene usata per guardare alcuni momenti forti della vita attuale, come la produzione industriale dei profughi, lo spostamento verso il basso dell'uso della politica dovuto ad una distorta interpretazione dell'uso del suffragio universale. Fino alla bella analisi degli stati d'animo di mixofobia e mixofilia, della paura e dell'amore verso lo straniero, verso l'altro (e che per versi opposti mi rimandano a Camarrone e Saviano) . Stati che a volte, come tutte le cose complesse, coesistono all'interno di ciascun abitante delle città invase dagli "esterni", da quelli che vengono cacciati dai loro posti di vita perché non c'è lavoro, c'è solo miseria e morte. E non vengono, non possono venire accolti. Da nessuna altra parte. L'ultimo capitolo è un po' appiccicato, si sente che è frutto di una lezione universitaria, quindi risulta scollegato dal resto. Anche se lì è contenuta un'altra metafora della vita, o meglio del cambiamento della vita attraverso gli anni e i secoli. Dove l'uomo, anzi il progredire dell'atteggiamento umano maggioritario, viene paragonato prima a quello del guardiacaccia, che deve impedire ad altri di venire a cogliere i frutti del proprio territorio. Frutti che comunque vanno coltivati. Un guardiacaccia ha sempre cura degli animali che vivono con lui, perché, appunto gli danno la vita. Poi i territori diventano meno perigliosi, ed il guardiacaccia si trasforma in giardiniere, che ha cura del proprio giardino, e lo fa crescere e prosperare, sa quali piante far crescere e quali "erbacce" estirpare. Fino al rivoltarsi attuale, che lo trasforma in cacciatore, in bieco uccisore e predatore di tutto quello che c'è attorno. E dopo di me, il diluvio. Ecco alla fine l'unico neo, ma molto grosso, delle sue analisi sono appunto queste: sono analisi di situazioni, ma non si interviene, non si riesce a pensare a come modificare il reale.
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5.0utilissimo, 24-10-2010, ritenuta utile da 1 utente su 2
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Attualissimo e utilissimo poichè riporta uno studio critico di quelle che oggi,e non solo,sono e sono state considerate le difficoltà del mondo e soprattutto dei cittadini!Propone consigli utile a quest'ultimi su come affrontare determinate difficoltà socili-economiche-politiche.
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