La mia cucina Mediterranea. Ricette e segreti tra innovazione e tradizione
- Editore:
Idelson-Gnocchi
- Data di Pubblicazione:
- 3 novembre 2022
- EAN:
9788879477918
- ISBN:
8879477919
- Pagine:
- 196
- Formato:
- brossura
La mia cucina Mediterranea. Ricette e segreti tra innovazione e tradizione di Renata Bracale
Descrizione libro
Ricevo e leggo il manoscritto, pronto alle stampe dal titolo “La Mia Cucina Mediterranea” nel tempo di mangiate estive con il sollucchero della nostra straordinaria cucina mediterranea. Verdure deliziose, pesci dorati di croccanti fritture in olio d’oliva, pane profumato di forno a pietra, formaggi insuperabili e mozzarelle immacolate. E capretti, ragù di mammà, frutta zuccherosa. La carta dei vini procede verso l’eccellenza: bianchi autorevoli e pregiati, rossi leggendari come il Primitivo, ormai incoronato dal sommelier autorevole. Salute.
Mi viene in mente il Seneca conviviale che citava la luxuria, l’eccesso, per indicare gran conviti e cene esagerate e libagioni solennissime. Fin dall’antichità omerica la cucina presiedeva al piacere della comunicazione conviviale, del banchetto dove si riconosceva, celebrava, onorava, seduceva l’ospite, il dio, il forestiero, la donna.
Renata Bracale, che ha letto Seneca, ha letto anche Marco Gavio Apicio, gastronomo, cuoco e scrittore romano vissuto fra il I secolo a.C. e il I secolo d.C., amante dello sfarzo e del lusso che costituisce la principale fonte sulla cucina romana. E se ne è tenuta, prudentemente lontana, pur ossequiando le fonti autorevoli, benché non austere, nella compilazione di questo delizioso e saporito “La Mia Cucina Mediterranea”.
Che cos’è? È un trattatello di devozioni domestiche custodite dalla tenerezza dell’imperituro amore di Renata nipote per Renata nonna. Altro che Apicio e Seneca!
Qui si racconta, proprio così, si racconta, una cucina ricca e frugale, sanissima, narrativa.
Si conferma in queste pagine un concetto: la storia umana esige di essere tramandata anche a tavola. E, in questo, sarebbero d’accordo dal loro triclinio anche Seneca e Apicio. Ma prima di arrivare a tavola il menu vive il farsi di piatti e pietanze, sani frutti della terra, del mare, dei pascoli e dell’orto. Il farsi, dicevo, intendendo il “fare cucina”. Opera d’arte che va tramandata come fonte e testimonianza di cultura sincera, di schietta vicenda umana pacifica e quotidiana.
E nonna Renata, signora della cucina, parla ancora delle sue ricette che affidava alla cuoca fedele, grazie alla memoria, devo dire, poetica, di Renata nipote che ci testimonia la fedeltà alla fonte dell’ava dolcissima, citando nella sobria ripetizione delle ricette e degli avvisi ai naviganti del buon gusto, parole saporite, e insostituibili, come “azzeccosa” e “poppuliare”. Intraducibili, ma espressivi e saporiti lemmi di una civiltà linguistica che cominciava anche in cucina. Ch’io sappia non esiste sintesi più efficace, né più elegante, per raccomandare questo libro della Renata Bracale, di questa gustosissima spezia linguistica di Donna Renata nonna.
Descrizione
Prefazione di Michele Mirabella.