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Meridiano di sangue

Meridiano di sangue

di Cormac McCarthy


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Descrizione del libro

In questo romanzo, siamo al confine tra Stati Uniti e Messico nel 1850, una banda di cacciatori di scalpi lascia dietro di sé una scia di sangue, sullo sfondo di una natura grandiosa e impassibile. Li comanda il corpulento giudice Holden, "enorme, bianco e glabro come un infante smisurato": un predicatore e filosofo dei deserti che trascina con sé una corte di spostati, mezzosangue e reietti armati fino ai denti, in una spirale di ferocia e morte. Con loro c'è anche un ragazzo quattordicenne: sarà quella la sua iniziazione alle spietate leggi del West, tra agguati, lunghe marce, bivacchi desolati, notti di bagordi. È il mistero del Male e della violenza la grande ossessione di McCarthy, che fa lievitare le sue storie d'orrore ad altezze epiche, sulle orme di Faulkner, cui la critica lo ha spesso avvicinato.

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Voto medio del prodotto:  4 (4 di 5 su 14 recensioni)

5Per pochi, 03-05-2012
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Un libro sicuramente non adatto a tutti, innanzitutto per la scrittura caratteristica di McCarthy che va dritta al sodo, senza lasciarsi andare ad inutili fronzoli stilistici, e che, proprio per questo, è capace di rendere reale in modo immediato quello che descrive. Anche la trama però non è da meno: a metà dell'800 al confine fra Texas e Messico una banda di scalpatori non si fanno certo remore a massacrare chiunque incontrino per la loro strada.
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5Ottimo western, 27-04-2012
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Questo è, a mio avviso, il miglior libro di McCarthy. Basterebbero i fatti condensati nelle prime due pagine (una sorta di prologo) per scrivere un libro, ma a McCarthy non basta. Si inventa un intero mondo sporco, crudele governato da quel giudice che viene dipinto più come un essere mistico, magico che un vero e proprio essere umano. Capolavoro
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4Sanguinolento thriller di frontiera, 27-03-2012
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E' un'opera originale, molto forte e intrisa di omicidi e violenza, probabilmente più interessante per un americano che conosca i luoghi e la storia del suo paese in quegli anni (ma dubito ce ne siano molti! ) . A volte è un libro anche labirintico, nei dialoghi non sempre si capisce chi sta parlando e le azioni risultano a volte senza senso. Ma alla fine ti lascia qualcosa, e in fondo e quelo il compito che deve fare la letteratura. Da leggere, dato che McCarthy è considerato lo scrittore di riferimento per la letteratura americana.
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4Libro Western, 31-01-2012
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è un vero e proprio libro western. L'autore narra le vicende di un ragazzino nel crudo Far West, entra a far parte di una banda di nulla tenenti in giro per il deserto contro tutti e tutto! Duro, alcune volte lento, ma rimane nello stile dell'autore. Il finale è a sorpresa... Consigliato per chi si avvicina all'autore!
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3Meridiano di sangue, 05-08-2011
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Conoscevo già lo stile di Mccarty, sapido ma con troppi alti e bassi per i miei gusti. Da una parte passa da una prosa all'altra come nei due esempi che riporto (a parte di capire il primo cui la metà delle parole mi sfuggono, come ipomea' o calderugia'). Dall'altra, proprio questo contrasto disegna un'epopea di mondi lontani (il West selvaggio americano del 1850) che forse solo così si può rendere.
"Passarono attraverso un prato montano col suo tappeto di fiori di campo, acri di calderugia dorata e di zinnia e di genziana viola e viticci ritorti di ipomea blu, e una vasta pianura colma di piccoli fiori variegati che si protendeva come percalle stampata verso i lontani bordi dentellati del prato coperti da una foschia azzurra e le catene adamantine che sorgevano dal nulla come dorsi di mostri marini in un'alba devoniana. "
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