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Il male oscuro

Il male oscuro

di Giuseppe Berto


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  • Editore: Neri Pozza
  • Collana: Bloom
  • Data di Pubblicazione: novembre 2016
  • EAN: 9788854514065
  • ISBN: 8854514063
  • Pagine: 508
  • Formato: brossura

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Trama del libro

Apparso per la prima volta nel 1964, "Il male oscuro" ottenne subito un grande successo, vincendo nello stesso anno il Premio Viareggio e il Premio Campiello. L'apprezzamento critico che ne segui, tuttavia, non colse forse pienamente la grandezza di quest'opera e della figura di Giuseppe Berto nel panorama della letteratura italiana del secondo Novecento. Come sovente accade, questo romanzo e lo stesso Berto conoscono forse soltanto oggi quella che Benjamin definiva «l'ora della leggibilità». Comparato con le opere di quell'epoca caratterizzata da una società in piena espansione, "Il male oscuro", come nota Emanuele Trevi nello scritto che accompagna questa nuova edizione, appare come «lo specchio, frantumato ma straordinariamente nitido, di un intero mondo, di un'epoca storica», un capolavoro assoluto dotato di «un'autorevolezza paradossale, che si basa sulla travolgente energia degli stati d'animo». Come i grandi libri, il romanzo presuppone una genealogia. Berto ha ammesso più volte il suo debito con "La coscienza di Zeno" di Svevo e "La cognizione del dolore" di Gadda, dalla quale ricavò il titolo stesso del suo libro. "Il male oscuro", tuttavia, segna una svolta fondamentale rispetto a queste opere precorritrici: non descrive semplicemente una nevrosi, ma la mima e la incarna. Il suo linguaggio è la manifestazione stessa del male, «l'epifania tragicomica della sua oscurità» (Trevi). Un'assoluta novità artistica e letteraria che Berto non esitò a battezzare «stile psicoanalitico». Una prosa modernissima che, narrando di un male assolutamente personale, fa scorrere davanti ai nostri occhi «la Roma della Dolce Vita e di via Veneto, i medici e le loro contrastanti e fallaci diagnosi, l'industria del cinema con tutte le sue bassezze e le sue assurde viltà, la famiglia borghese e la sua economia domestica, i cambiamenti del costume sessuale, i rotocalchi a colori e le villeggiature in montagna»... la malattia di un'epoca apparentemente felice.

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3Uno sguardo sulla mente umana, 30-04-2012
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Dal titolo del romanzo si intuisce chiaramente l'argomento trattato: la depressione. E' un romanzo diverso dal solito, molto particolare la cui lettura risulta essere alquanto complessa sia per l'argomento trattato sia per le numerose digressioni che interrompono la storia rallentandone la lettura. Sembrerebbe una "imitatio cum variatio" del famoso romanzo del nostro novecento: La coscienza di Zeno.
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3Diffiicile, 30-03-2012
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Leggere questo libro è stato come essere travolti da un innondazione che ti trascina e si trascina per diversi metri a volte. Come dire, non era male, tutt'altro. Solo che in alcuni punti le cose si facevano un pò troppo lunghe per i miei gusti. L'ironia lo salva dal diventare noioso, ma proprio per un soffio.
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5Il male oscuro, 21-11-2010
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Un torrente in piena, travolgente e inarrestabile, di parole, fatti privati e privatissimi, associazioni di idee, sogni, ricordi, nevrosi a palate, malattie vere e presunte, ironia e autoironia... Rarissime le virgole, punti fermi con il contagocce.
Istruzioni per l'uso: abbandonarsi alla corrente come nel rafting, ma senza pagaia e giubbotto salvagente... Sarà quel che sarà!
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4Il male oscuro, 18-11-2010, ritenuta utile da 3 utenti su 3
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Un romanzo autoironico e spietato sul difficile rapporto dell'autore con il proprio padre che lo sprofonderà in una profonda nevrosi.
Attraverso la spietata analisi delle sue paranoie, l'autore individua tre fasi del rapporto con il padre: infanzia-amore; giovinezza-forte contrapposizione; maturità-trionfo del padre e dei sensi di colpa per non averlo assistito mentre stava morendo. L'autore lentamente soccombe alle nevrosi addirittura arrivando a una sempre più marcata identificazione fisica con il padre.
La nevrosi prima si manifesta con l'ipocondria (i suoi rapporti con i medici sono tra le pagine più divertenti del romanzo) , poi con la difficoltà sempre maggiore ad affrontare anche gli aspetti più quotidiani del vivere (la folla, il viaggio etc) .
Infine si arriva all'analisi e grazie a un psicanalista identificato come un padre "perfetto" si arriva alla guarigione. Ma sarà veramente tale?
Pur affrontando un tema così pesante, l'autore è bravissimo a coinvolgerti completamente nei suoi pensieri e nelle sue ossessioni al punto che ti sembrano assolutamente logiche (in particolare il dramma di non sapere se si tolgono o meno le scarpe quando ci si sdraia sul lettino dell'analista) attraverso frasi lunghissime, addirittura di pagine. Sembra di leggere un lunghissimo monologo che scorre tra ossessioni e lucidità.
Sono descritti benissimo e con molta ironia gli altri personaggi: non solo il padre che troneggia in tutto il romanzo descritto minuziosamente con tutte le sue meschinità e pedanterie (in particolare la fastidiosa abitudine di scrivere prima il cognome e poi il nome o le sue logorroiche e inutili richieste a "eccellenze" che mai gli risponderanno) , ma soprattutto la moglie (la ragazzetta che lo ha incastrato) e le odiose e meschine sorelle.
L'unica figura solare sarà la figlia, ma è un personaggio appena tratteggiato che non aiuterà il padre a superare i suoi terrori e le sue angosce.
Un romanzo molto bello che si fa leggere tutto d'un fiato nonostante uno stile sicuramente non facile.
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