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Mal di pietre(2016 - brossura)
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Mal di pietre

Mal di pietre

di Milena Agus


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  • Editore: Nottetempo
  • Edizione: 14
  • Data di Pubblicazione: ottobre 2009
  • EAN: 9788874520954
  • ISBN: 8874520956
  • Pagine: 119
  • Formato: brossura

Trama del libro

Nel suo secondo romanzo Milena Agus racconta la storia di una donna (nonna della narratrice), della sua vita, del suo matrimonio e dei suoi amori. In quest'ordine, appunto, perché alla nonna tutto capita un po' in ritardo, quando ormai non ci spera più. A cominciare dal matrimonio tardivo con un uomo che, ospitato dalla famiglia, si sdebita sposandola. E l'amore, quell'amore vagheggiato e sognato da tutti i personaggi di Milena Agus con tanto sfortunato ardore, arriva inaspettato, durante una cura termale per curare il "mal di pietre", i calcoli renali. Il mal di pietre finisce cosi con l'identificarsi col mal d'amore e trascinare l'eroina in una vicenda di assoluta, impensata felicità con il Reduce, un uomo zoppo e sposato, che soffre dello stesso male.

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Voto medio del prodotto:  3.5 (3.7 di 5 su 11 recensioni)

4Un prezioso gioiello, 01-05-2012
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Un lungo racconto gradevole e a tratti intenso. Una storia raccontata in maniera informale, molto scorrevolmente, che regala delle immagini pulite ed efficaci. L'uso bizzarro della punteggiatura, certe espressioni dialettali, la meccanicità di alcune figure sono tutti elementi che servono a rendere il racconto incisivo, scorrevole e non impossibile.
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4Le pietre dentro, 12-03-2012
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L'autrice racconta le vicende di tre generazioni, una storia dolce e nostalgica. Libro particolare dove Milena Angus ricorre spessissimo a citazioni in sardo, suo dialetto originale, tradotto in didascalie separate dal testo. Il racconto in sè è splendido, un quadro familiare amarcord, ma si nota la mancanza di fluidità, una lettura discontinua che non fa apprezzare del tutto questo mini libro.
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4Mal di pietre, 04-08-2011
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Sì, mi sento di consigliarlo, anche se è un po' un giallo sui generis non adatto a tutti i palati. Delicato, dolente, triste ma non cupo. Al fondo, anche allegro. Storia di gente sarda, ma soprattutto della nonna, fuori dai canoni del suo mondo, avanti tanto che l'unica giustificazione alle sue stravaganze è la pazzia, anche se una pazzia buona. Ma che la porterà a far contento il nonno, a far nascere il padre anche se ha i calcoli ai reni (il mal di pietre), ad allevare una nipote stravagante come lei. In fondo la bellezza è che nessuno è poi come ce lo aspettiamo. In bene? In peggio? In fondo non è questo il problema. Il problema è l'accettazione, il rispetto verso l'altro. Cosa che nessuna ha mai fatto "bene" per tutte le 100 pagine del romanzetto. Ma che la Nonna aveva radicato nel profondo dei suoi capelli neri, delle sue tette morbide, dei quadernetti dove scriveva della sua vita e delle cose della sua testa. Tanto da chiedersi (chiederci) poi: verità? Finzione? Ma importa davvero se si vivono dei sentimenti forti e belli? Mi piacciono questi bozzetti cagliaritani e la lievità con cui la Agus ci passa sopra. A volte vien voglia di urlare "stai attenta! Non è così che si fa". Ma anche ci viene di star zitti a guardare le cose che accadono, cercando di capire cosa ci accade a noi.
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4Mal di pietre, 26-07-2011
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Mi è piaciuto, fatico a capire il voto dei due lettori precedenti. Questo libro brevissimo, infatti, è soprattutto una riflessione sui legami tra il corpo e l'anima. E svela con un linguaggio pieno di leggera densità una realtà che ci attraversa tutti: la vita vera si nutre di sogno e si nutre d'amore.
I fili interrotti dei giorni si riannodano e l'esistenza comincia per la prima volta a scorrere.
E non importa che l'amore sia vissuto o solo immaginato, perchè quel che è avvenuto solamente nell'anima, all'improvviso, permette al corpo di generare. E si traduce nella carne di un figlio.
Un poema su come dovrebbe essere l'amore, questo libro della Agus. Ed è bellissimo sapere che il figlio partorito al termine del dolore sarà pianista come l'uomo amato in sogno. E che l'unica vera pazzia, nella vita, è nel non rispondere ai desideri del nostro cuore di carne.
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2Meritava di più, 25-02-2011
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La lettura di questo libro mi ha lasciata un po' perplessa; sicuramente la storia meritava di essere raccontata ma ho l'impressione che non sia stata trattata come meritava. La figura di questa nonna alla fine esce un po' confusa, e in alcune parti la violazione della sua intimità è offensiva e degradante. Lo stile così asciutto non è stato d'aiuto a comprederla meglio.
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