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Magia rossa. La rivolta degli spettri

di Gianfranco Manfredi

  • Editore: Gargoyle
  • Data di Pubblicazione: novembre 2007
  • EAN: 9788889541128
  • ISBN: 8889541121
  • Pagine: 220
  • Formato: rilegato
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Trama del libro

Nella Milano di metà anni '70, Mario Montrese, consulente di archeologia industriale al Museo della Scienza, rimane colpito da un articolo pubblicato su una rivista di storia da un compagno di studi, Alberto Bellini. Vi si parla di un episodio delle repressioni operate dal generale Bava Beccaris nel maggio del '98, e soprattutto delle imprese di un mago anarchico e scapigliato, forse folle, sicuramente "sovversivo" per i parametri dell'epoca: Tommaso Reiner. Con la sola forza del pensiero, Reiner sembra capace di fermare a distanza i macchinari dell'industria, o di far scoppiare i fucili dei carabinieri puntati sugli operai in fuga. Avvolto in fumi sulfuree Reiner compare anche nel resoconto di una serata medianica in casa di un avvocato scettico, presenti il comico Ferravilla, la sua amante Emma Ivon, lo scultore Bazzaro e vari scapigliati. L'avvocato perisce nello scoppio di una macchina galvanica. Ce n'è abbastanza per mettere sulle tracce di Reiner i due amici e Marisa, che è la donna di Mario dopo esserlo stata di Alberto. Puntualmente la caccia si complica di morti ammazzati e inquietanti prodigi: idoli che si animano, automi assassini, visioni d'incubo, morti viventi, in un intreccio sempre più fitto di coincidenze e disvelamenti. Si direbbe che Tommaso Reiner è vivo, vivissimo, ben deciso a difendere il suo segreto...

Voto medio del prodotto:  4 (4 di 5 su 3 recensioni)

4Magia rossa. , 05-07-2011
di - leggi tutte le sue recensioni
Un fantasy orrorifico un po' sui generis, tipicamente italiano, oserei dire. Un romanzo dal quale iniziaranno le fortune di Manfredi come scrittore, sceneggiatore e autore di fumetti. Ora, è vero che "Magia Rossa" è essenzialmente una novella gotica, influenzata da certo cinema di genere dell'epoca (Romero e Argento su tutti) , e che va letto soprattutto come un romanzo horror, fatto tra l'altro molto bene: ottima la scrittura, originale e decisamente appassionante il plot.
Ma è anche un romanzo politico, con elementi storici di curioso interesse, non è un caso che Manfredi faccia esplicito riferimento al movimento della "Scapigliatura" di fine ottocento.
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4Magia rossa, 09-04-2011
di - leggi tutte le sue recensioni
Lo lessi un sacco di tempo fa quando frequentavo l'università di lettere. Un horror che, nel suo genere, è un po' il capostipite di certa letteratura italiana. Un romanzo dal quale iniziaranno le fortune di Manfredi come scrittore, sceneggiatore e autore di fumetti.
Ora, è vero che "Magia Rossa" è essenzialmente una novella gotica, influenzata da certo cinema di genere dell'epoca (Romero e Argento su tutti), e che va letto soprattutto come un romanzo horror, fatto tra l'altro molto bene: ottima la scrittura, originale e decisamente appassionante il plot.
Ma è anche un romanzo politico, con elementi storici di curioso interesse, non è un caso che Manfredi faccia esplicito riferimento al movimento della "Scapigliatura" di fine ottocento.
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4Magia rossa, 07-04-2011
di - leggi tutte le sue recensioni
Magnifico, come in tutte le sue altre produzioni. Uno dei primi lavori di Manfredi, oggi riedito da Gargoyle, che ci catapulta in un'atmosfera di horror e "magia cattiva" degna di quella grande stagione letterario-cinematografica grandguignolesca che furono gli anni '70-'80, così crudeli e così pregni di critica sociale e politica.
A leggere Magia Rossa sembra di affrontare in primis una pellicola del buon Pupi Avati, quello di "Zeder", tanto per capirsi. Ma si scopre che c'è anche tanto Romero, tanto Dario Argento, e tanto '68. C'è tanta Italia piccolo borghese, e c'è tanta storia - ricostruita con precisione, con un linguaggio essenziale e con pennellate di fantasia così corpose da essere più realistiche del vero.
Il rocambolesco e delirante finale assurge a metafora somma dell'opera: l'idea di distruggere la società corrente per ricominciare da capo. Peccato solo che, come nei migliori incubi, i buoni NON sopravvivono e la società riparte dai morti, cavati fuori dalle tombe a colpi di rituali magici, e incazzati come belve.
Un'opera prima che è già migliore di tante altri scritti manfrediani che seguiranno. Assolutamente da leggere.
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