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Il libro di legno

Il libro di legno

di Gian Mauro Costa


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Descrizione del libro

Il professor Mirabella, stimato docente palermitano, è morto lasciando una biblioteca ricca di volumi; ornamento della grande casa e ricordo per gli eredi, se non fosse per una piccolissima pecca: dei libri mancanti, dati in prestito a persone diverse. Il metodico studioso li aveva rimpiazzati temporaneamente, colmando gli spazi vuoti con dei sostituti di legno, etichettati con titolo data del prestito e destinatario. Per sanare la lacuna, Cristina, la bella figlia maritata con un noto luminare, della più distinta società cittadina, si rivolge a un nessuno. È Enzo Baiamonte, cinquantenne dalla vita ordinaria e ritmata di modeste abitudini di quartiere, un radiotecnico che per arrotondare aiuta un avvocato a recuperare oggetti e trovare persone - e talvolta prove di adulteri. Chiamarlo investigatore è troppo, ma Cristina è così affascinante e misteriosa (e anche lei adultera), così poco credibili quegli individui (un costruttore, un prete, il suo aiutante) i quali negano il possesso di un innocente testo di riflessioni devote, che l'indagine parte da sé, sospinta dal puro desiderio di immaginarsi in una vita meno monotona, e scivola dentro al labirinto di specchi in cui il privilegio si incontra con il crimine organizzato. Ciò che Enzo cercava veramente: l'avventura, lo trova, in una serie di ineluttabili peripezie, in una selva di personaggi ciascuno scolpito con rilievo sociologico millimetrico.

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Voto medio del prodotto:  3.5 (3.9 di 5 su 8 recensioni)

4Buona idea!, 05-03-2012, ritenuta utile da 3 utenti su 4
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Discreto libro, non eccelso ma anche divertente. Surreale l'idea di un investigatore alla ricerca di libri prestati, meno credibile se si vanno a verificare titoli ed edizioni (si possono trovare su ebay a poco prezzo) , ma proprio per questo non esente da genialita' tutta sicula. Perde colpi nella parte centrale, noiosetta, ma si riscatta nel finale, nel guazzabuglio sentimental-mafioso in cui si dibatte il nostro Enzo, simpatico radiotecnico investigatore per necessita' economiche. Il personaggio e' gradevolmente piacevole ed il fatto che sia un po' imbranato lo fa sentire anche piu' vicino a noi, in un mondo di detective ultra-intelligenti.
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4Il libro di legno, 28-07-2011, ritenuta utile da 1 utente su 1
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E' un discreto giallo, peccato che l'autore si blocchi troppe volte in spezzoni narrativi noioso. Ma è con piacere che seguo le peripezie del detective radiotecnico Enzo, che, per arrotondare le magre entrate, si lancia alla ben pagata ricerca dei libri "prestati" del suddetto Mirabella. Per tutta la prima parte, allora, lo seguiamo mentre cerca Il Piacere di D'Annunzio, o l'antologia dei poeti Beats, o La ragazza di Bube di Cassola o Nessun uomo è un'isola di Merton. Questa è la parte godibile, con i vari spaccati di mondo palermitano che ogni ricerca svela e che Enzo ci fa gustare, quasi come un'arancina o una granita. Da qui si innesta il secondo mistero, la strana figura della bella Cristina, l'altrettanto strana morte del soprannominato Denim, l'intervento della polizia, l'avvocato in odore di mafia, l'ex-compagno di scuola stranamente arricchito, il mafioso latitante, ed altre astruserie (astruserie rispetto alla vita normale che tranquillamente scorrerebbe nel quartiere dell'Olivuzza) . E qui ci si eclissa un po' . La mano si irrigidisce, la materia diventa meno viva. Certo lo scrittore è scrittore, quindi riesce a tenerci per l'orlo della camicia e ad interessarci di alcuni rivoli, che poi forse tanto rivoli non sono. Ci piace l'Enzo Baiamonte e le partite a carte con gli amici, ci piace la signora Margherita che stona Paolo Conte a tutto spiano, ci piace anche la piccola Rosa, timida e sarta (sì, quella che taglia e cuce) . Meno ci interessa e coinvolge il mondo della divina creatura. Estetica senza passione. Non conoscevo l'autore (che ora so essere giornalista in Rai, ma che scrisse anche su L'Ora di Palermo) e mi ha fatto piacere scovarlo tra i Sellerio, una casa che raramente lascia completamente insoddisfatti. Buona scrittura italica, senza quei voli di cuore che ti fanno star lì senza fiato, ma con l'onestà di riportarti alle minute cose, quelle che incontro nel mio mercato sotto casa, e nelle botteghe tra la mia casa ed il suddetto. La vita di tutti i giorni, eroicamente quotidiana.
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4Grande finale, 14-02-2011, ritenuta utile da 1 utente su 2
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Eccessivamente noioso e stancante praticamente per 2/3 della storia, l'autore ha un sussulto d'orgoglio ed una vena narrativa altissima nel finale che gli consente di regalarci 100 pagine veramente deliziose con un finale veramente da ricordare che fanno passare nel dimenticatoio la noia che le aveva precedute.
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4il libro di legno, 29-10-2010
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E' una di quelle storie apparentemente normali, ma solo apparentemente: parte in sordina, senza grossi colpi di scena, con personaggi fin troppo comuni; ma proprio questa partenza a rilento rende piu' forte e accellerata la sorpresa finale.
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4Il libro di legno , 24-09-2010
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Il professor Mirabella ama le simmetrie e, soprattutto, odia i vuoti. Li odia a tal punto che quando, raramente, presta un libro della sua ben fornita biblioteca lo sostituisce con un blocchetto di legno, a mo’ di volume, con scritto sul dorso, non solo i dati identificativi dell’opera, ma anche il nome di chi l’ha avuta in prestito. E così, alla morte del professore, tra i suoi scaffali si trovano ben cinque “libri di legno” che la figlia Cristina, per motivi affettivi, sente il bisogno di dover sostituire a tutti i costi con gli originali di carta. Incaricato del recupero è Enzo Baiamonte, scapolo cinquantenne, radiotecnico sul viale del tramonto (chi ripara più queste moderne diavolerie elettroniche?) e investigatore privato a tempo perso. Intendiamoci, un investigatore molto sui generis, per lo più incaricato da un avvocato di trovare le prove di infedeltà coniugali e di altre piacevolezze del genere.
Baiamonte accetta con entusiasmo l’incarico, anche perché decisamente ammaliato dalla bellezza sofisticata e per lui inattingibile della seducente Cristina. Ma il recupero dei libri si rivelerà più complicato del previsto ed il nostro radiotecnico-detective si troverà a fare i conti con ambienti affaristico-mafiosi che mai avrebbe immaginato, un tempo, di dover solo sfiorare.
E così, per le strade e le periferie di una Palermo suggestiva e magistralmente descritta dall’autore, si dipana la vicenda di Enzo Biamonte e si svolge la sua lenta trasformazione, una vera e propria catarsi che lo condurrà ad approdi personali inaspettati e sicuramente più gratificanti. Il piccolo borghese incerto, timoroso, rassicurato da una quotidianità sempre uguale, scandita da riti che si ripetono immutati da anni, uomo sostanzialmente grigio e assolutamente prevedibile, diventa un uomo più sicuro si sé, disposto ad osare, a rimettersi in gioco, ad apprezzare le sorprese dell’imprevisto, anche se sgradevoli.
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