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Kitchen

di Banana Yoshimoto

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Descrizione del libro

Da quando la nonna è morta, Mikage è sola al mondo. Le cucine che sogna continuamente rappresentano il suo desiderio della famiglia che non ha. E, non avendola, decide di inventarsela, scegliendosi i genitori nella cerchia delle proprie amicizie. Il padre del suo amico Yuichi, per esempio, può diventare tranquillamente sua madre. Un'immagine inedita e sorprendente del Giappone, con temi e situazioni che ricordano quelli dei fumetti manga, rielaborati però attraverso una lingua letteraria e al tempo stesso agile e spigliata. Età di lettura: da 13 anni.

Recensioni degli utenti

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Voto medio del prodotto:  3.5 (3.9 di 5 su 45 recensioni)

3Molto delicato, a tratti disarmante, 26-08-2020
di - leggi tutte le sue recensioni
Kitchen è un breve racconto, costituito da due parti: Kitchen e Plenilunio.
Nella prima parte, la protagonista Mikage, che ha da poco perso lunico membro rimasto della sua famiglia, ovvero la nonna, si trova a dover fare i conti con il disorientamento e la mole di dolore che un lutto di tale portata porta con sé. Guarda caso lunico luogo che sembra darle pace è proprio la cucina. In cucina Mikage si sente al sicuro, riesce a trovare i suoi attimi di gioia e di essa farà infatti il suo mestiere. Trovatasi completamente sola, Mikage viene invitata da Y? Ichi a vivere insieme a lui e sua madre Eriko, che si svela essere una trans.
Ad aggiungersi al bellissimo racconto sul percorso di transizione di questo personaggio, che decide di voler diventare donna dopo la morte della sua compagna -tanto ormai di quale altra donna si potrà mai innamorare- e che rimane sola a crescere il figlio Y? Ichi, lautrice per mezzo di Eriko comunica il senso della vita che sopravvive alla morte: a cosa serve piagnucolare e credersi i più sfigati del mondo, quale più nobile insegnamento si può trarre dal lutto se non far di tutto per godersi la vita fino allultima gocciolina?
Nella seconda parte Plenilunio, abbiamo a che fare con un secondo lutto, quello di Eriko, che fa incontrare i due ragazzi, Mikage e Y? Ichi, nella comunione della loro solitudine. Mescolando le proprie assenze i due capiscono di voler continuare a camminare insieme. Da qui una flebile luce si avvia ad aprire un tunnel nelle tenebre, ed ecco il plenilunio.
Lo stile del testo è semplice e asciutto e seppure richiami ad ogni pagina lassenza legata alla morte, riesce a mantenere una piacevole freschezza e leggerezza. Banana Yoshimoto sembra amare le metafore e ci regala dei sottili parallelismi tra gli stati danimo dei personaggi e i paesaggi che descrive. E così davanti a L aria era color grigio piombo. Le nuvole venivano trascinate via dal vento con una forza incredibile cogliamo limprescindibile allontanarsi di due anime; oppure tramite la spiaggia fredda dove ero stata fino a poco prima, e il mare nero e agitato. Il rumore delle onde arrivava fin là sembra di calarci, quasi per osmosi, nellinquietudine di Mikage che contempla il suo buio.
Delicato nel parlare di temi ad alto carico emotivo come quello della transizione sessuale e dellorfanità, questo romanzo riesce ad essere disarmante e procurarci il riso nei passi più inaspettati. Molto consigliato.
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3Particolare, 21-02-2017
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Kitchen è un romanzo molto molto particolare e se non amate la letteratura giapponese e in particolare lo stile degli autori giapponesi contemporanei vi sconsiglio di leggere questo libro.
L'ho apprezzato solo dopo averlo finito, perché durante la lettura mi ha infastidita molto lo stile che per i miei gusti è troppo piatto e semplice: a tratti mi sembrava di leggere il tema di un bambino. Solo alla fine ho iniziato a comprenderlo e a capire che è funzionale alla narrazione e le dona una certa freschezza e innocenza. I personaggi sono interessanti ma a tratti li ho trovati un po' troppo perduti nel loro mondo, non riuscivo a capire bene perché compissero certe azioni. La storia però è molto carina e ricca di significato. Se vi ispira il genere provate a leggerlo: in fondo è breve e anche se non vi piacerà non avrete il tempo di annoiarvi.
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3Una lettura nostalgica, ma profonda , 07-02-2017
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Andrò sicuramente controcorrente, ma nonostante questo libro sia scritto bene e in modo profondo mi ha lasciato un senso di angoscia addosso. Un racconto che tratta molteplici argomenti come la morte, la sensazione di abbandono, la solitudine e la nostalgia. All'interno del libro troviamo due storie: la prima riguardante i lutti che colpiscono Mikage e Yuichi e la seconda che ha come protagonista Satsuki che affronta la morte del giovane fidanzato. Sicuramente è un racconto scritto per far riflettere il lettore sul senso della vita e sul goderci ogni momento al meglio, ma come vi dicevo l'ho trovata una lettura nostalgica e angosciante. Il modo di scrivere di Banana Yoshimoto mi ha colpita positivamente però e penso, quindi, che darò sicuramente un'altra opportunità a quest'autrice leggendo altre sue opere. Se siete orientati ad una lettura profonda e per niente superficiale questo è il libro che fa per voi.
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4Onirico, 06-02-2017
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Pochi autori sono in grado di portarti al di là del tempo e dello spazio, attraverso un turbinio di emozioni: Banana Yoshimoto è una di questi. La prosa è semplice, stilizzata, e questo la rende leggera e meravigliosamente chiara.
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5Fresco, diretto , 30-01-2017
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Come primo libro letto di questa autrice molto famosa devo dire che mi è piaciuto parecchio! Il libro è suddiviso in due parti che hanno protagonisti differenti ma un tema centrale: la perdita di una persona cara. Pur affrontando un tema così delicato, l'autrice lo fa in maniera diretta ma allo stesso tempo leggera. Lettura molto veloce e scorrevole.
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