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Invito alla libertà: il principio della filosofia. Il corso di Fichte «Sui fatti della coscienza» 1811-1812

Invito alla libertà: il principio della filosofia. Il corso di Fichte «Sui fatti della coscienza» 1811-1812

di Alessandro Novembre


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Descrizione del libro

Negli ultimi mesi del 1811 Fichte ha tenuto a Berlino quattro lezioni introduttive «Sullo studio della filosofia» e il corso «Sui fatti della coscienza». I manoscritti da lui utilizzati come canovaccio per le lezioni non sono stati ritrovati; in questo lavoro si cerca quindi, in base agli appunti di alcuni ascoltatori, di ricostruire la sua esposizione nel modo più fedele e completo possibile, per poi analizzarla e discuterla, al fine di portarne alla luce la sorprendente ricchezza e la provocante complessità. Tra gli ascoltatori di Fichte sedeva anche il giovane Arthur Schopenhauer, trasferitosi da Gottinga a Berlino proprio per poter conoscere e ascoltare il grande filosofo. Contestualmente all’esposizione di Fichte, vengono quindi analizzati anche gli appunti di Schopenhauer, corredati di glosse e obiezioni; queste ultime, oltre a documentare il primo incontro di Schopenhauer con la filosofia di Fichte, offrono spesso un’importante sollecitazione a esplorare più in profondità l’implicito del dettato fichtiano. Mentre le quattro lezioni introduttive sono volte a fornire una delucidazione astratta o formale del concetto di filosofia, le lezioni «Sui fatti della coscienza» sono essenzialmente propedeutiche alla dottrina della scienza, ossia (per Fichte) alla filosofia stessa: esse devono portare l’ascoltatore a quel livello di consapevolezza o coscienza da cui l’indagine filosofica vera e propria può finalmente iniziare. In gioco sono quindi due temi decisivi non solo per il pensiero di Fichte, ma per la filosofia tout court: le condizioni di possibilità del cominciamento del filosofare, inteso come concreto e indeducibile esercizio di libertà, e il rapporto che sussiste tra questo atto di inizio e il suo esito, ossia il sistema filosofico, inteso come processo o svolgimento deduttivo che deve rendere conto anche di quella sua indeducibile origine – ossia di se stesso.