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Gli interessi in comune

Gli interessi in comune

di Vanni Santoni


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Trama del libro

Il racconto di un’intera generazione, quelli nati negli ’80, che si muoveva con passo sgangherato sul ciglio del nulla. Un libro cult su un gruppo di ragazzi che vivono in un triangolo di provincia toscana, un luogo asettico e privo di intrattenimenti, che provano di tutto pur di riempire il vuoto che sentono dentro.
Iacopo, il Mella, il Paride, il Dimpe, il Malpa, Sandrone. Nel ’95 hanno sedici anni. Interessi in comune? Uno, senz’altro: il consumo regolare, diligente, quasi scientifico, di tutte le sostanze. Si guardano giusto dalla morte. E così eccoli, in un triangolo di provincia toscana che si allarga talvolta ad abbracciare l’Europa, eccoli riempire le notti, dormire i giorni, convergere comunque e sempre attorno a un bar. Sono un gruppo. E nel gruppo non ci stanno dentro le ragazze, le ambizioni, il lavoro, lo studio, la famiglia. Che pure ci sono (ragazze, ambizioni, lavoro, studio, famiglia), perché intanto la vita, come si dice, continua. Come del resto ci sono il Valdarno degli outlet e degli agriturismi, e l’aria intollerabile di un benessere odioso, forse effimero. Nessuno si prende sul serio – e infatti si ride, di sé e degli altri, con beffarda comicità –, ma nessuno più di loro sa che ogni impresa in cui si cimentano (spesso leggendaria, tragicomica sempre) è un vero blues. Vorrebbero tutti scappare, ma tutti (o quasi) continuano a tornare. Vanni Santoni segue i suoi eroi nichilisti lungo dieci anni di una infinita adolescenza, fitta di episodi esilaranti e magiche apparizioni di comprimari memorabili. Torna in libreria un romanzo di culto, che negli anni di indisponibilità è stato al centro di numerose – e a volte clamorose – vicende, dalle raccolte di firme dei lettori per chiederne la ristampa alle versioni fotocopiate che circolavano in scuole e università, dai furti del volume nelle biblioteche pubbliche alla produzione di veri e propri samizdat.

I libri più venduti di Vanni Santoni

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3Un eco a Rimbaud e a Baudelaire, 29-07-2011, ritenuta utile da 55 utenti su 55
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Una generazione di ragazzi sconvolti dalle droghe in una piccola provincia della Toscana, giovani alienati dall'uso e dall'abuso delle sostanze stupefacenti che li fa viaggiare in un'altra dimensione esiliandoli dalla realtà delle loro famiglie, dei loro genitori e dalle responsabilità della scuola che vedono solo come un mezzo per farsi mantenere il più a lungo possibile nelle loro ricche dimore.
Un romanzo che indubbiamente ci fa riflettere su uno dei temi più discussi, attraverso i protagonisti che l'autore nomina con frequenza ritmata. Iacopo, il Dimpe, il Mella, il Malpa Sandrone ognuno di loro interprete di se stesso, inconsapevole dei limiti della propria mente e della capacità di sopportazione del proprio fisico, ognuno di loro con la propria insoddisfazione, con il desiderio di evasione cosi vivo da renderli incoscienti dinanzi al valore della vita.
La noia della provincia e la mancanza di stimoli viene descritta con dialoghi schietti e talvolta un po' dialettali, forse per farci sfiorare la quotidianità di questa generazione che tenta di muoversi nella società con inquietudine e angoscia, cercando l'appoggio delle droghe per apparire e non lasciare trasparire la flebile condizione mentale che li lega ad un futuro incerto. Un romanzo attuale e provocatorio, che talvolta fa eco alle poesie di Baudelaire e Rimbaud esaltando l'aspetto più tangibile di un disagio interiore, visto come una fuga continua dalla realtà, che un giorno li allontana e il giorno dopo li attrae nuovamente a se con la stessa inesorabile forza di una calamita.
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5recensione, 22-11-2008, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Ho visto l'autore a Cuneo insieme a Bianchi e Bosonetti, era un dibattito sull'adolescenza ma anche una presentazione di questo libro e di quello di Bosonoetti. Comprato il volume, l'ho letteralmente divorato, tanto è divertente, ma attenzione: e' anche un libro molto amaro. Vanni Santoni ha un dono speciale, di guardare nei cuori delle persone, giu' in fondo, dove c'è un universo di cose non dette e nostalgie. Anche il più "macchietta" dei comprimari nasconde un dramma, un vissuto, dei desideri, e si vede. Tra l'altro e' raro che qualcuno che scrive cosi' bene sia anche cosi' bello :)
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4scritta per un sito di libri, 28-07-2008, ritenuta utile da 1 utente su 2
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Un manuale per iniziati (ovviamente in 23 capitoli) mascherato da libro su "ragazzi e droghe". Se non lo avessi trovato in casa, difficilmente mi ci sarei avvicinato visto il modo in cui si presenta (specie in terza di copertina) e il manifesto (anticonsumista? Certo scollegato dal resto del romanzo, a livello di significato) con cui apre. E invece cosa ci trovo? La Grande Opera. Bizzarro. Il libro credo sia comunque godibile dal pubblico esoterico in quanto l'autore fa buono sfoggio di ironia e ha frequenti sprazzi di lirismo.
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5Dolceamaro, 25-07-2008, ritenuta utile da 2 utenti su 2
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Dal malinconico al comico, sempre in bilico tra drammatico e ridicolo, le vicende di questo sgangherato gruppo di inquieti adolescenti lasciano il sorriso sulle labbra e l'amaro in bocca per la molta verità che si scorge dietro il racconto. L'analisi licidissima di una generazione che trova lo scopo nell'accumulare esperienze senza scorgerne la vacuità, non soffermandosi neppure di fronte alla morte. Il libro si apre e si chiude con un manifesto dolceamaro che qualsiasi trentenne riesce a sentire come "proprio". Apparentemente leggero, è un libro che si legge tutto d'un fiato....ma che si digerisce lentamente.
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5capolavoro?, 15-06-2008, ritenuta utile da 2 utenti su 2
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di certo il libro più divertente dell'anno. di certo santoni può dare lezioni di prosa al 90% degli scrittori italiani e a tutti i suoi coetanei. non essendo il mio genere duro fatica a definire "capolavoro" un libro di narrativa contemporanea con protagonisti giovani contemporanei, ma siamo in quella categoria lì.
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