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L' illusione della logica

L' illusione della logica

di Enrico Venga, Daniela Venga


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Descrizione del libro

Questo lavoro di ricerca ci è servito per capire se la Logica con le sue Leggi può esserci d’ aiuto alla comprensione dell’ Uomo.
I Criteri della Logica ci hanno consentito e ci permettono di stabilire schematismi ed esteriorità in cui abbiamo sempre creduto e crediamo e che continuano a persistere nella rappresentazione dell’ Uomo, senza nessuna ombra di dubbio. Essi ci hanno foggiati e guidati in ogni percorso, inducendoci a credere che tutto è chiaro e statuito dal punto di vista logico e che nulla può essere obiettivato senza l’ ausilio e l’ uso della stessa logica. Attraverso i nostri cosiddetti pazienti, vogliamo invece far comprendere che la logica con le sue leggi è stata asservita, da tutti, alla propria organizzazione biologica strutturale. Ciò ha contribuito alla incomprensione e alla incomunicabilità della Storia Umana, e alla necessaria conseguenza di ripetere coattivamente ciò che non abbiamo mai avuto la possibilità di cogliere. Tale lavoro consentirà, a nostro avviso, di esaminare e approfondire la struttura biologica che induce e determina la rappresentazione della stessa organizzazione bio-logica. (Dalla prefazione)

Indice:
Presentazione
Introduzione

Sezione I
1 Breve storia del pensiero
2 Il pensiero illusorio (o immaginazione)
3 La noetica: le leggi del pensiero
4 Il principio di non contraddizione
5 Il principio di identità
6 Principio del terzo escluso (Tertium non datur)
7 Il principio di ragion sufficiente
8 Pensiero logicistico (o logicismo)
9 Marialisa, anni 35
Sezione II
10 La metafisica ontologica
11 Scritto di Barbara, anni 30

Sezione III
12 Il metasillogismo dialettico
13 Antonello, anni 47

Sezione IV
14 Il metarationalismo
15 Anonimo “S”
16 Considerazioni conclusive

Nota sugli Autori:
Enrico Venga, psichiatra, professore h.c., già primario della Clinica Neuropsichiatrica Colucci. È autore di numerosi testi ed articoli scientifici.
Daniela Venga, Bachelor in Psychology, Doctor in Psychology, perfezionata in Criminologia, laureata in Lingue e Letterature Straniere, giornalista pubblicista, collabora con articoli scientifici alla rivista Essere del Centro Studi Erich Fromm.

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Voto medio del prodotto:  2 (2 di 5 su 1 recensione)

2Confesso di non averci capito nulla, 01-02-2012, ritenuta utile da 5 utenti su 9
di - leggi tutte le sue recensioni
Acquistato un po' avventatamente incuriosito dal titolo e dall'immagine sul frontespizio che mi richiamava alla mente la teoria del caos deterministico ho provato a leggere e a rileggere l'introduzione e la conclusione ma francamente non sono riuscito a capire quale fosse la tesi sostenuta dagli autori. I capitoli diciamo così "teoretici" non aiutano: sono zeppi di citazioni ma non è facile capire come gli autori se ne servano per supportare la loro tesi che, ripeto, non è facile da individuare.
Poiché uno degli autori è uno psichiatra e la parte più cospicua del libro è dedicata alle rimuginazioni dei suoi pazienti suppongo che si voglia sostenere la tesi che non bisogna usare la logica come crivello di valutazione patologica di tali rimuginazioni, anche se i brani che ho letto non mi sembrano poi così distanti da certa letteratura introspettiva che nessuno considera pato-logica.
La mia impressione (ma è soltanto una vaga impressione) è che spesso si confonda la logica formale con i suoi contenuti; i cosiddetti costrutti analitici, contrapposti a quelli sintetici, sono veri in sé e non possono essere messi in discussione pena il crollo di tutta la logica. Se si sostiene che "A e non A" è vero crolla tutta la logica e con essa sparisce il principale strumento formale di interpretazione della realtà. Le logiche a più valori sono costruzioni assiomatiche che non sono alternative alla logica bivalente ma la estendono indebolendo alcuni dei suoi postulati; è un po' quello che succede quando si nega il quinto postulato di Euclide e appaiono nuove geometrie. Ciò per dire che se si mette in discussione la struttura logica a cui il linguaggio si è conformato per trovare efficacia nella realtà si mette in discussione anche il successo di qualsiasi azione che abbia un risultato concreto. Comprese quelle che hanno effetto sul proprio comportamento.
Non vorrei che questa recensione fosse confusa con un giudizio. Non sono in grado di dare un giudizio perché ho letto solo una parte, non ci ho capito nulla e non sono uno psichiatra. Se il fatto di non averci capito nulla può apparire come un giudizio si consideri che probabilmente è un giudizio su di me.
Quindi se vi piace prendere le misure della vostra intelligenza comprate questo libro ma prima non mancate di leggere "Il diavolo in cattedra" di Odifreddi che ha il pregio di offrire una base solida a qualsiasi divagazione sulla logica.
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