Giù le mani dai bambini. Iperattività, depressione e altre «moderne» malattie: la salute dei minori e il marketing del farmaco
- Editore:
Magi Edizioni
- Collana:
- Forma mentis
- Data di Pubblicazione:
- 30 novembre 2006
- EAN:
9788874872084
- ISBN:
8874872089
- Pagine:
- 367
- Formato:
- brossura
- Argomento:
- Psicologia infantile e dell'età evolutiva
Libro Giù le mani dai bambini. Iperattività, depressione e altre «moderne» malattie: la salute dei minori e il marketing del farmaco di Luca Poma, Federico Bianchi di Castelbianco
Trama libro
La tutela della salute dei bambini e degli adolescenti, posta a rischio da una nuova e misconosciuta emergenza sanitaria qual è la sempre più diffusa e indiscriminata somministrazione di psicofarmaci ai minori. È anche il resoconto dell'opera di un pugno di uomini e donne determinati al punto da "fare opinione in Italia, coinvolgendo nei proprio progetto oltre cento grandi realtà associative di tutto il Paese, decine di migliaia di medici, psichiatri, psicologi, pedagogisti ed aLtri addetti ai lavori, nonché alcuni dei vip e dei protagonisti più in vista nel mondo della tv e dello spettacolo.
Recensioni degli utenti
Libro disastroso - 5 luglio 2023
Infarcito di preoconcetti, aumenta la paura delle persone che si trovano in difficoltà rendendo ancora più complicato i lavoratori della salute mentale.
Qualche perplessita' - 31 maggio 2012
Ho letto il libro e la parte di Federico Bianchi di Castelbianco è piuttosto interessante. Sono decisamente contraria a curare bambini con psicofarmaci, ma guardo con grande sospetto e preoccupazione una campagna come giu le mani dai bambini il cui portavoce, tal Luca Poma, si mette a battare la campana del "salviamo i nostri figli" quando lui non li avrà mai essendo notoriamente single e gay. Inoltre, da quello che ho visto sulla Rete, il Poma è del tutto privo di qualifiche dato che ha solo la licenza media. A sensazione, viene da chiedersi se esista un secondo fine non pronunciato che porta un'individuo del genere a farsi portavoce di tale campagna. Apprezzerei di più se una campagna del genere avesse come portavoce una mamma, o una insegnante o magari un medico.