Giù fino al fiume. Amore, perdita e liberazione
- Editore:
Einaudi
- Collana:
- Supercoralli
- Traduttore:
- Noulian L.
- Data di Pubblicazione:
- 9 giugno 2026
- EAN:
9788806257385
- ISBN:
8806257382
- Pagine:
- 464
- Formato:
- brossura
Libro Giù fino al fiume. Amore, perdita e liberazione di Elizabeth Gilbert
Trama libro
Esistono persone davanti alle quali non abbiamo bisogno di fingere. Persone che ci conoscono nelle nostre fragilità più profonde e che riescono a vedere parti di noi che restano invisibili agli altri. Per Elizabeth Gilbert, quella persona è Rayya. Eppure la consapevolezza della forza di quel legame arriva solo quando la vita impone un tempo diverso: quello della malattia e dell’urgenza. Rayya riceve una diagnosi devastante, una malattia in stadio avanzato che non lascia molte speranze, e i sentimenti che Elizabeth aveva tenuto a bada, vengono a galla con la brutalità e la nitidezza che solo la vicinanza alla morte sa produrre. Elizabeth decide di restare quando tutto si sgretola. L’East River, luogo simbolico di New York, diventa il nome di quel confine oscuro e doloroso verso cui Rayya sta andando. “Scendere giù fino al fiume” smette di essere un’immagine e diventa un modo per parlare della morte, della paura e del coraggio necessario per accompagnare qualcuno fin lì. Questo libro è il racconto di quel viaggio, è la storia di un amore ammesso troppo tardi, di una perdita affrontata fino in fondo, di una dipendenza, dalle sostanze e dall’altro. Ma è anche la storia di ciò che viene dopo. La disintossicazione, la riscoperta di sé, il lento processo di tornare a stare al mondo quando la persona che ti teneva ancorata non c'è più. Vent'anni dopo “Mangia prega ama”, Elizabeth Gilbert torna a scrivere di sé con la stessa autenticità, ma in un territorio più oscuro, più intimo, più difficile da attraversare. Un viaggio nella vulnerabilità che è anche, alla fine, un viaggio verso se stessa. “Giù fino al fiume. Amore, perdita e liberazione” è un memoir che fa male e che guarisce allo stesso tempo, perché ci vuole coraggio per morire, ma ne serve ancora di più per continuare a vivere.