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Il giardino dei Finzi Contini

Il giardino dei Finzi Contini

di Giorgio Bassani


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  • Editore: Einaudi
  • Collana: Einaudi tascabili. Scrittori
  • Data di Pubblicazione: luglio 2005
  • EAN: 9788806174354
  • ISBN: 8806174355
  • Pagine: 394
  • Ean altre edizioni: 9788804320555, 9788804483540, 9788804495994, 9788806152215

Trama del libro

Gli orrori della persecuzione fascista e razzista, la crudeltà della storia, l'incantesimo dell'infanzia e la felicità del sogno: sono gli elementi intrecciati con grazia e eleganza, di questo romanzo triste e dolcissimo. La prima edizione del romanzo è del 1962.

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Voto medio del prodotto:  3.5 (3.9 di 5 su 8 recensioni)

4La bella Italia della seconda guerra mondiale, 13-08-2013
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Il giardino dei finzi Contini è molto più che un mero giardino: è il luogo in cui un gruppo di giovani ferraresi si rifugia mentalmente e in parte inconsciamente dallo scoppio della guerra e dall'ascesa del fascismo. Lasciano lontani anche i lettori, facendolo solo intuire sporadicamente. L'entrata in scena degli eventi storici è graduale, e raggiunge il culmine toccando direttamente i nostri personaggi con le leggi razziali. L'appassimento del giardino, il suo abbandono e la fine dell'amore giungono in contemporanea. Bellissimo libero, psicologico al punto giusto, non contorto e ben bilanciato.
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2Decisamente deludente, 12-05-2012
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Ho iniziato a leggere questo romanzo con entusiasmo, certo di esserne conquistato per le belle recensioni che avevo avuto modo di leggere. In realtà, è un romanzo senza infamia né lode. Piacevole leggerlo da un punto di vista stilistico, ma in sé la trama non ha nulla di coinvolgente. E, ancor più, mi ha rattristato il finale, praticamente senza senso. Troppe pagine sprecate ai particolari e poche battute per un finale che non si svela, che non esiste.
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2Il giardino dei Finzi Contini, 10-02-2012
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Mi è stato consigliato come lettura estiva dalla mia professoressa di italiano nell'estate tra la prima e la seconda superiore. Mi sto ancora chiedendo il motivo per il quale questo libro viene consigliato a degli adolescenti. Un libro di una pesantezza unica, ti fa passar la voglia di leggerlo dalla prima pagina.
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4Gran bel libro, 12-01-2012
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Per questa volta il fatto che i protagonisti siano tutti ebrei ai tempi del ventennio non focalizza l'attenzione sull'Olocausto. E' la caratteristica particolare di questo libro che, non per questo, è meno drammatico e vero. Il protagonista si scontra con la sua giovane età, con la sua passione amorosa ripagata con ipocrisia e insensibilità dalla persona amata. E all'interno del periodo storico terribile, lui vive sensi di colpa alternati a profonda angoscia. E' una visione quotidiana e vera di una pagina di storia.
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4Il giardino dei Finzi Contini, 26-09-2011, ritenuta utile da 1 utente su 3
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Un romasnzo celebre sulla tragedia degli ebrei italiani, ma lontano dalle crudezze che di solito caratterizzano il genere. E se nel prologo ci sono le immagini di una necropoli etrusca, che portano a una riflessione sulla morte, non atroce, ma malinconica, come un evento ineluttabile che chiude la vita, pure il romanzo inizia con la descrizione del cimitero ebraico di Ferrara, quasi a prendere atto che tutto ha un termine, fugando così il naturale timore della dipartita.
Anche nella tragedia della famiglia dei Finzi Contini, distrutta nei campi di sterminio, non c'è traccia di orrore, non c'è ansia atroce, ma solo il mesto ricordo di un amore giovanile perduto per sempre.
In questo senso è assai emblematico il personaggio di Micol Finzi Contini, la fanciulla di cui l'io narrante è perdutamente innamorato senza che tuttavia lo dimostri apertamente, perché le decisioni, nel mondo ovattato e sospeso del giardino dei Finzi Contini, non devono esserci. Sarebbe, infatti, un ritornare sulla terra, affrontando una realtà che spesso non è piacevole.
Quanti giardini ci sono nel nostro animo, quanti rifugi irreali in cui nei momenti di difficoltà ci piace adagiarci per fuggire il quotidiano!
Ecco, l'invito a leggere questo romanzo, di una delicatezza e di un pudore incredibili, è d'obbligo, perché alla fine, quando il protagonista rinuncia a Micol, sarà per tutti chiaro che il sogno non è un comodo rifugio e che la realtà, tutto sommato, è l'unica prova della nostra esistenza, pur con il suo carico di dolori, ma anche di brevi gioie.
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