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Il Gattopardo

Il Gattopardo

di Giuseppe Tomasi di Lampedusa


  • Editore: Feltrinelli
  • Collana: I narratori
  • A cura di: G. Lanza Tomasi
  • Data di Pubblicazione: maggio 2008
  • EAN: 9788807013089
  • ISBN: 8807013088
  • Pagine: 299
  • Formato: brossura
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Trama del libro

Don Fabrizio, principe di Salina, all'arrivo dei Garibaldini sente inevitabile il declino e la rovina della sua classe. Approva il matrimonio del nipote Tancredi, senza più risorse economiche, con la figlia di Calogero Sedara, un astuto borghese. Don Fabrizio rifiuta però il seggio al Senato che gli viene offerto, ormai disincantato e pessimista sulla possibile sopravvivenza di una civiltà in decadenza e propone al suo posto proprio il borghese Calogero Sedara.

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Voto medio del prodotto:  4 (4.4 di 5 su 8 recensioni)

5Classico ma moderno, 01-02-2017
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È un classico che andrebbe riletto ogni tanto per capire una parte di storia italiana e un modo di corteggiare femminile che all'epoca dell'ambientazione poteva essere sfrontato. Il forte carattere di Angelica domina per tutto il romanzo contro ogni convenzione.
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5Bellissimo, 18-05-2015
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"Il Gattopardo" è un bellissimo romanzo ambientato nella splendida Sicilia, tratto dalla vicende della famiglia dell'autore stesso, i Tomasi di Lampedusa (soprattutto dalla biografia del bisnonno, il principe Giulio Fabrizio Tomasi). Il libro inizia con la recita del rosario nel sontuoso palazzo Salina in cui il gattopardo, il principe Fabrizio, vive con la sua famiglia. Il romanzo descrive il cambiamento della società siciliana che, dopo lo sbarco dei garibaldini, vede nascere e prendere piede il nuovo ceto della borghesia a discapito della nobiltà.
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3Ottocento siciliano, 28-08-2014
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"Il Gattopardo" è un romanzo scritto da Tomasi di Lampedusa e ambientato nel 1860. Racconta della famiglia Salina, di Garibaldi, dell'unità d'Italia e in generale della politica di quell'epoca.
Il protagonista è il principe Fabrizio Salina che abita in Sicilia con la sua famiglia. Don Fabrizio è molto affezionato a suo nipote Tancredi Falconeri, figlio di sua sorella. Tancredi è un bel giovane, ha molto successo con le ragazze, è intelligente e molto rispettoso verso il suo "zione". Nel corso della storia passano gli anni, Don Fabrizio si ammala e muore lasciando una bella eredità ai figli.
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4Un bellissimo panorama siciliano., 28-07-2014
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"Il Gattopardo" è un romanzo in cui il panorama siciliano è il vero protagonista: il sole, il caldo, le strade polverose... i personaggi si muovono in questo ambiente ricco e ne subiscono il clima e il carattere.
Don Fabrizio, Concetta, Tancredi, Padre Pirrone sono gli eroi di questo romanzo, ma sono privi di spessore psicologico: solo il principe Fabrizio sembra avere una personalità, di cui però il lettore non conosce la profondità ma solo alcuni dettagli.
Gli anni della diegesi, scorrono ma il lettore non se ne accorge e improvvisamente si vede davanti don Fabrizio ormai vecchio.
"Il Gattopardo" è un romanzo piuttosto criptico, ma comunque estremamente interessante.
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4Il gattopardo., 26-09-2011
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Nonostante sia spesso verboso rimane uno dei classici imprescindibili della letteratura italiana. Il romanzo si focalizza sulla figura del principe Fabrizio Salina, aristocratico colto, scettico di fronte ai nuovi tempi (la narrazione ha come iniziale riferimento lo sbarco dei mille in Sicilia e pertanto il 1860) , ma contemporaneamente consapevole della fine della società di cui è parte.
Nel suo ramo familiare figura il nipote Tancredi, prediletto perché questi rappresenta, con il suo opportunismo e la sua audacia, la nuova forza che si sprigionerà dal vecchio mondo ormai morente, per dar luogo a una società solo apparentemente nuova, poiché il mutamento sarà solo esteriore e il potere continuerà a restare ben saldo nelle mani della vecchia classe dirigente a condizione che questa si impegni in questa apparente rivoluzione per orientarla verso i propri fini.
In questo quadro il Principe Salina asseconda il nipote nei suoi giochi, senza tuttavia prendervi direttamente parte, ma solo come semplice spettatore dello sviluppo storico, con una sorta di consapevole rassegnazione che, se anche tutto e nulla cambia, per la sua classe sociale, per questa antica nobiltà sicula legata alla terra non ci sarà più futuro.
E in effetti tutta l'opera è pervasa da un opprimente senso di decadenza, che si rispecchia nella desolata campagna siciliana, negli antichi e decrepiti paesi, nei palazzi quasi abbandonati da una aristocrazia pigra e incapace di alimentare le ragioni della sua stessa esistenza. Al riguardo, giustamente famosa è la scena del ballo di Palermo, con la crudele rivelazione, per il principe Salina, della deformazione della morte sui volti allegri dei giovani che gli stanno intorno.
Ci sono pagine di stupenda bellezza, quali quelle in cui il gesuita Padre Pirrone, prelato personale della famiglia Salina, andato a trovare la sua vecchia madre, spiega a un addormentato erborista le caratteristiche dei nobili, oppure quelle della morte del principe, in una stanza d'albergo, con una descrizione del trapasso che raggiunge i vertici dell'abilità narrativa.
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