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La fortezza della solitudine

di Jonathan Lethem

  • Editore: Bompiani
  • Collana: I grandi tascabili
  • Traduttore: Pannofino G.
  • Data di Pubblicazione: ottobre 2016
  • EAN: 9788845282959
  • ISBN: 8845282953
  • Pagine: 711
  • Formato: brossura
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Trama del libro

Uno dei romanzi più noti di Lethem, narra la storia di Dylan e Mingus, due ragazzi, vicini di casa che abitano a Brooklyn. Dylan è bianco, Mingus è nero: la loro amicizia non è sempre Facile. Un racconto che si snoda dagli anni settanta ai novanta, all'interno della "Fortezza", un isolato abitato da una maggioranza di famiglie nere, dove serpeggia la paura del ritorno dei bianchi. La vita nell'America degli anni settanta è fatta di conflitti razziali e politici che si possono accendere anche a partire da scelte molto piccole: quali canzoni ascoltare e quali amici frequentare. Con gli anni novanta l'atmosfera si fa più distaccata, e le persone sono sempre più avvolte nell'indifferenza e nell'isolamento.

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Voto medio del prodotto:  5 (5 di 5 su 1 recensione)

5La fortezza della solitudine, 14-07-2011, ritenuta utile da 2 utenti su 2
di - leggi tutte le sue recensioni
Mi spiace per il recensore precedente, ma io lo trovato interamente un capolavoro. Di molti romanzi si dice che sono capolavori. Di alcuni romanzi lo si può dire a ragion veduta, perché li si è letti. Io non solo l'ho letto; lo rileggo e credo proprio che me lo rileggerò. E per me è e resta un capolavoro, anche se per entrarci dentro ci vuole tempo (anche per le dimensioni). La storia potrebbe essere semplicissima, quasi banale: due ragazzini, Dylan e Mingus, crescono insieme in un quartiere di Brooklyn. Uno è bianco, l'altro nero. Uno è imbranato, l'altro sveglio. Uno non capisce bene che sta vivendo in un ghetto, l'altro l'ha capito benissimo. Eppure sono in serbo per entrambi destini ben diversi, per niente prevedibili date le premesse. Attorno ai due protagonisti, New York negli anni Settanta e Ottanta, mentre la musica passa dal soul al punk e alla New Wave, mentre la controcultura muore in un diluvio di droghe (tra cui la grande novità del crack) , mentre i quartieri neri diventano sempre più desolati. Lethem non solo sa raccontare l'infanzia da dentro, sa anche farci avvertire la storia che cammina inesorabile e che si porta appresso tutti, spietatamente, inarrestabilmente. Per questo una volta si parlava di grande romanziere, e sarebbe il caso di usare il termine anche oggi. Se non dobbiamo rimpiangere i Flaubert e i Tolstoj, lo dobbiamo anche a questo scrittore quarantenne che parla di Talking Heads, di fumetti Marvel, di Guerre stellari, e di scritte sui muri. Della nostra vita, parla, e pochi sanno farlo come lui.
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