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Forme dell'impronta. Brandt, Cartier-Bresson, Doisneau, Stieglitz, Strand

Forme dell'impronta. Brandt, Cartier-Bresson, Doisneau, Stieglitz, Strand

di Jean-Marie Floch


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  • Editore: Meltemi
  • Collana: Biblioteca/semiotica
  • A cura di: D. Mangano
  • Traduttore: Scalabroni L.
  • Data di Pubblicazione: febbraio 2018
  • EAN: 9788883537806
  • ISBN: 8883537807
  • Pagine: 126
  • Formato: brossura

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Descrizione del libro

La fotografia è sempre stata un oggetto teorico dispettoso: paradossale e sfuggente. Da un lato il suo rapporto con la cosiddetta realtà, dall'altro il suo controverso statuto estetico, e su tutto il suo enorme valore sociale. Una sola cosa si può dire con assoluta certezza: produce senso. Un punto di partenza per questo libro, che ha come obiettivo descrivere i meccanismi che lo rendono possibile, indagando la relazione che si istituisce fra visibile e intelligibile. È un'altra semiotica della fotografia quella che qui Floch teorizza e mette in pratica, che non va a caccia di essenze ma di dispositivi, lasciando che emergano dalle immagini. Cinque capolavori la cui analisi diventa non una caccia ai significati, ma una teoria del fotografico: "Fox-terrier sul Pont des Arts" (1953) di Robert Doisneau, "L'arena di Valencia" (1933) di Henri Cartier-Bresson, "Il ponte di terza classe" (1907) di Alfred Stieglitz, "La cancellata bianca" (1916) di Paul Strand, "Nudo" (1952) di Bill Brandt. In appendice, un saggio che, discutendo a proposito di un museo della fotografia, solleva una questione attualissima: l'esposizione, e dunque la visione, delle fotografie.

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